La nuda verità delle parole nel mondo in cui bianco vuol dire nero
La nuda verità delle parole nel mondo in cui bianco vuol dire nero
Cultura

La nuda verità delle parole nel mondo in cui bianco vuol dire nero

Dal 1865 Ambrose Bierce, detto «Bitter», l’amaro, comincia a fare il columnist sui giornali di San Francisco, facendo tremare tutte e due le coste e i milioni di ettari di provincialismo in mezzo. Poverissimo per la maggior parte della sua …Leggi tutto

Dal 1865 Ambrose Bierce, detto «Bitter», l’amaro, comincia a fare il columnist sui giornali di San Francisco, facendo tremare tutte e due le coste e i milioni di ettari di provincialismo in mezzo. Poverissimo per la maggior parte della sua vita, una volta entrato in contatto – ma sarebbe meglio dire in stridore – con l’alta società intellettuale e degli affari prende la precauzione di girare con una pistola, che porta in una tasca del panciotto.

Dalla spietatezza con cui osserva e seziona la lingua parlata dai suoi contemporanei ricava nel 1907 il Dizionario del Diavolo, una specie di esercizio flaubertiano al curaro, non tanto di disvelamento dei luoghi comuni quanto del reale significato delle parole, restituite nella loro verità abrasa e denudata di ogni sovrastruttura sociale. Il Dizionario è una meraviglia di spudoratezza, un miracolo di cattivo gusto, un capolavoro di indecenza. Il Dizionario non è da leggersi come una raccolta di aforismi (d’altra parte l’aforisma vi compare come «una saggezza predigerita»), ma da consultare come un traduttore simultaneo, da tirare idealmente fuori ogni volta che in società si salta sul campo minato del linguaggio. Le parole sono davvero armi, per lui, e il dizionario è lo scudo che le neutralizza.

«Se l’uomo è un verme», dice Guido Almansi nella introduzione dell’edizione Longanesi,  il Dizionario del Diavolo «è la sua “Divina Commedia”». D’altra parte l’antropologia bierciana è «basata sulla fede in una legge universale di brutale semplicità: l’uomo conosce solo l’interesse personale, e tutte le sue azioni sono dominate da questa passione esclusiva». Il centro del mondo, ahilui, è l’Io: il linguaggio è intriso di Ego, e il mondo di Eghi che vorticano alimentando l’entropia. L’uomo non è un animale culturale, per lui: è un animale culturalmente perverso che non ha sempre bisogno di mentire (anche se appena può lo fa), per il motivo che la lingua che usa ha già mentito per lui. Così il il corsaro è «uno statista dei mari», l’egocentrico è «un uomo volgare più interessato a se stesso che a me», e l’egoista è «persona insensibile all’egoismo altrui».

D’altra parte c’è poco margine per la comprensione nel mondo se, semplicemente, «Bianco (agg.) = Nero». L’oltranza ipnotica del bisturi di Beirce è incessante. Riporto le mie preferite.

aiutare (v. tr.) – Aumentare il numero degli ingrati.

allegoria (s.f.) – Metafora in tre volumi e una tigre.

applauso (s.m.) – L’eco di un luogo comune.

ardore (s.m.) – Qualità che contraddistingue una passione amorosa priva di adeguata conoscenza del suo oggetto.

budino di crema – Disgustosa sostanza risultante da una malevola congiura della gallina, della mucca e del cuoco.

cleptomane (s.m.) – Un ladro ricco.

imbalsamare (v. tr.) – Processo di conservazione dell’umano prosciutto.

mediare (v. tr.) – Interferire

metropoli (s.f.) – La roccaforte del provincialismo

ozio (s.m.) – Intervalli di lucidità nei disordini della vita.

perseveranza (s.f.) – Meschina e squallida virtù, grazie alla quale i mediocri riescono a ottenere ingloriosi successi.

pessimismo (s.m.) – Atteggiamento filosofico imposto, a dispetto delle più radicate convinzioni, dalla scoraggiante prevalenza degli ottimisti con le loro speranze da spaventapasseri e i loro stolidi, esasperanti sorrisi.

rugiada (s.f.) – Leggera traspirazione notturna della superficie terrestre inventata per nutrire i teneri mirtilli e i poeti sospirosi. Spruzzata di latte di capra e whisky, è il bersaglio favorito dei sermoni di propaganda antialcolica irlandese, che possono a loro volta esserne influenzati.

rumore (s.m.) – Un puzzo che disturba l’orecchio ovvero una musica non addomesticata. E’ comunque il prodotto principale e il segno distintivo della nostra civiltà.

ultimatum (s.m.) – In diplomazia, è l’ultima richiesta prima di passare alle concessioni.

vita (s.f.) – La salamoia spirituale che preserva il corpo dalla decadenza.

Ti potrebbe piacere anche

I più letti