Edoardo Frittoli

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A pochi passi dalla sua abitazione nel quartiere bohemien di Schoneberg a Berlino Ovest era nata Marlene Dietrich. David Bowie si era trasferito al 155 di Hauptstrasse, lasciandosi alle spalle i fantasmi di Los Angeles e della cocaina che lo stava consumando. Era il 1976 e con lui c'era l'amico Iggy Pop.

Nella capitale tedesca quello che fu Ziggy Stardust trovò nuova vita personale ed artistica. A pochi passi dal suo portone David incontrava i luoghi che fecero la storia del XX secolo: camminò a fianco al palazzo dello sport dove Goebbels pronunciò il suo famoso e terribile discorso sulla "guerra totale" e il bunker antiaereo di Pallasstrasse.

Lui che era stato accusato di filonazismo nel periodo più nero della dipendenza dalla droga per il possesso di materiale inneggiante al Terzo Reich, in Germania cercò ben altro. Seguì gli echi di Kurt Weill, l'aria delle avanguardie politiche e intellettuali di Weimar che si fusero con le ispirazioni musicali del "krautrock" e dei Kraftwerk della Berlino Ovest proiettata verso gli anni '80. Stava tra la gente nei locali del suo quartiere, sopra tutti il Neues Ufer Cafè e l'Exil a Kreuzberg.

Lo si poteva incrociare nella stazione della U-Bahn di Nollendorfplatz, cuore di Schoneberg. Il suo quartier generale artistico era una sala di incisione in un palazzo neoclassico inizialmente fatiscente, la Hansa-Tonstudio affacciata al perimetro del muro. Qui nacquero i capolavori noti poi come "Trilogia di Berlino", ossia "Low", "Heroes" e "Lodger".

L'era berlinese del Duca Bianco si concluderà alla fine di un trienno che segnerà una cesura anche nella sua vita sentimentale: il divorzio dalla prima moglie Angela.

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