Cinema

Venezia 76: presentazione del cortometraggio “I Sogni Sospesi” un progetto contro la violenza sulle donne

Lunedì 2 settembre alle ore 19.30 sarà presentato alla stampa il cortometraggio "I Sogni Sospesi" con protagonista Melania Dalla Costa che ne è anche la produttrice e ne ha firmato la sceneggiatura (insieme a Manuela Tempesta).

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Melania Dalla Costa è una modella e attrice italiana nata il 25 febbraio 1988 a Marostica. Ha debuttato sul piccolo schermo con un ruolo nella soap “Un posto al sole” durante la stagione del 2014 a cui hanno fatto seguito Immaturi, fiction diretta da Rolando Ravello (2016), e il film Pamuk Prens (2016). Pur continuando la sua carriera nel cinema, Melania ha studiato recitazione con i migliori coach del panorama cinematografico internazionale, come Ivana Chubbuck e Bernard Hiller. A febbraio 2018, al Festival di Sanremo, ha presentato “Stato di ebbrezza” di Luca Biglione di cui è coprotagonista accanto a Francesca Inaudi. La pellicola è stata selezionata anche al Marché del Festival del Cinema di Cannes. L’interpretazione di Melania Dalla Costa è stata paragonata, dalla critica, a quella di Angelina Jolie nel film “Ragazze Interrotte”. L’Officiel Italia, la rivista più celebre al mondo della moda, la consacra la nuova Star Italiana del cinema. Lo stesso anno Melania ha girato il corto «Sogni Sospesi», da lei scritto (insieme alla regista) e diretto dalla regista Manuela Tempesta, «Three» con la regia di Alberto Bambini ed è stata protagonista di «Gli Ultimi Resti», fashion film (tratta il tema dello sfruttamento della Terra da parte dell’uomo) con la regia di Irene Cacciarini. Nel mese di settembre 2018, Forbes Italia la sceglie come unica artista per rappresentare, durante l’evento Forbes Live, l’eccellenza del Made in Italy. Artribune, il più autorevole magazine culturale italiano, la definisce la musa di Giovanni Gastel (Premio Oscar per la fotografia): tra il 2018 e il 2019 è l’unico soggetto della mostra Cattura del famoso fotografo, esposta a Milano in via Della Spiga.

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MELANIA DALLA COSTA: 

“Il titolo nasce da un viaggio, a Tokyo, che ho fatto nel 2015. Lì ho visitato la Tokyo Tower, all’ultimo piano si trova uno spazio dove si può meditare e pregare. In questo posto ci sono dei cuori in legno, dove tante persone e artisti ci hanno scritto i loro sogni e li hanno firmati, per poi appenderli, in alto, su degli appositi ganci. Anch’io ho il mio cuore lì. Tutti pregano davanti ai sogni di tanta gente, ed ecco da dove nasce il titolo. Alla fine del film appare una frase che ho scritto, che è il risultato di questa esperienza: “I Sogni sono la forma migliore e futura di noi. Per raggiungere i nostri sogni evolviamo in qualcosa di migliore, sono un faro presente che ci indica la via”. Grazie a questa ispirazione, ho ideato “I Sogni Sospesi” e scritto la sceneggiatura che ha vinto il bando Imaie 2017 che in seguito è stata rivista insieme alla regista Manuela Tempesta. Con lei è nata una forte amicizia e crediamo moltissimo in questo progetto, che è stato creato con passione e tanta voglia di sperimentare e di mettersi alla prova. Per quanto riguarda le aspettative non ne ho di particolari, ma arriverà ciò che è giusto.

Ho pensato di affrontare il tema della violenza sulle donne perché è un problema che dobbiamo tenere ben presente ed è necessario sensibilizzare l’opinione pubblica in quanto c’è poca attenzione verso la donna e verso i più deboli. Quella odierna è una società molto superficiale in cui la gente combatte per emergere senza accorgersi di calpestare gli altri. Quindi volevo ricordare che ci sono persone che soffrono e che al di là della violenza fisica c’è anche quella psicologica che magari è più presente nella quotidianità e più pesante da sopportare. Ho voluto lanciare un messaggio positivo perché quando si è coscienti di ciò che accade intorno a noi dobbiamo liberarci dei lacci che abbiamo e superare il problema. Il mio personaggio alla fine si immerge nell’acqua che rappresenta una sorta di depurazione, una rinascita, una seconda vita per uscire dalla situazione nella quale ha vissuto fino al giorno prima. Le donne devono lottare e riuscire ad affrontare i loro problemi in modo da poter stare meglio, devono denunciare le violenze subite. Fortunatamente sono nate varie associazioni di sostegno alle donne vittime di violenza e sono state approvate importanti leggi ma c’è ancora molto da fare.”


Sinossi

Marlène (interpretato da Melania Dalla Costa) è una bellissima e inquieta artista francese che esprime il suo talento creativo dipingendo, con il corpo nudo, una tela bianca appesa in un casolare. La ragazza è fuggita dal suo paese d’origine insieme a sua sorella Sophie (interpretato da Francesca Luce Cardinale), che cerca di starle sempre vicino e la sostiene giorno dopo giorno. Il loro passato nasconde un terribile segreto…Un evento accaduto tempo prima che le ha profondamente segnate, costringendole a scappare in Italia. Le due sorelle si nascondono in un mulino in mezzo alla campagna, mangiano ciò che trovano, si lavano nel fiume. Per il “trauma” subito - legato al “segreto” che celano le due sorelle. Marlène soffre anche di attacchi di panico. Una mattina, i frammenti della memoria riemergono nella mente di Marlène. Mentre la giovane dipinge con il corpo la sua tela, la verità viene alla luce: Marlène è stata vittima di una brutale violenza fisica proprio dal suo più grande amore (interpretato da Giovanni Maria Buzzatti) ed è riuscita a salvarsi solo grazie all’aiuto di Sophie, che ha colpito l’uomo alle spalle. Nonostante la fuga, però, Marlène ha iniziato a star male, il “buio l’ha raggiunta” … E ha tentato il suicidio nelle acque di un fiume. Anche in questo caso, l’aiuto di Sophie e il suo supporto è stato fondamentale per “ricominciare a vivere”. Eppure, il passato sembra non volerla lasciare in pace e torna a cercarla… Un’oscura presenza maschile inizia a pedinare le due sorelle …Fino a quando, la “presenza” entra nel mulino e aggredisce di nuovo Marlène, tentando di violentarla…Ma questa volta non la farà franca…Questa volta l’uomo pagherà per tutto il male che ha fatto Alla fine, nello stesso fiume in cui ha cercato di togliersi la vita, Marlène s’immerge nell’acqua per purificarsi e per ritrovare se stessa, la sua vita, perché “tutto continuerà a scorrere, come l’acqua del fiume”.

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