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Tecnologia

Ces 2015, le 5 cose da sapere

Anche quest'anno Panorama.it seguirà la fiera di Las Vegas. Ecco una rapida e curiosa guida all'evento dedicato alla tecnologia più importante al mondo

È come un gigantesco frullatore calato allo scoccare di ogni anno nel bel mezzo del deserto del Nevada. Dentro vorticano, si pavoneggiano, sgomitano e si agitano tutti i produttori degli oggetti tecnologici che usiamo ogni giorno e, soprattutto, quelli che si candidano a diventare habitué nella scenografia delle nostre tasche, delle nostre case, delle nostre auto. Scommesse promettenti o bluff clamorosi, logiche del gioco nella città dell’azzardo, dove quel che conta rimane comunque esserci.

Mancherebbe solo la Apple, stringendo sulle assenze anziché allargarsi sulle presenze, ma così non è. La mela è infatti evocata di continuo in accessori, oggetti, dispositivi che si controllano da iPhone, iPad e compagnia. È una grande protagonista, una delle tante del Ces, la fiera dell’hi-tech più importante al mondo in programma fino al 9 gennaio a Las Vegas. Un antipasto di futuro dove per la prima volta, lustri e lustrini fa, hanno sfilato il videoregistratore, le telecamere portatili, il Commodore 64 o il Dvd. Amuleti storici e potenti di cui startupper e innovatori sperano di essere il fortunato bis.

Il Ces è tanto, anzi è davvero troppo. Più facile perdersi che orientarsi. Panorama.it, come ogni anno, cercherà di offrirvi aggiornamenti ragionati in diretta da Las Vegas tramite le pagine del sito e l'account Twitter. Ecco intanto le 5 cose da sapere per cominciare a guardare la bussola dal verso giusto.

I numeri

Il Ces è un’invasione rumorosa, caotica, abbastanza ingestibile. Vedi le file spaventose e scoraggianti alla monorotaia che conduce al Convention Center, la sede principale della manifestazione. Vedi la carovana di auto, bus, strani veicoli su ruote che intasano la Strip e tutte le vie di Las Vegas. Gli espositori saranno più 3.500, punte di diamante di un settore, quello dell’elettronica di consumo, che vale oltre 211 miliardi di dollari soltanto negli Usa.

Da battere ci sono le cifre, notevolissime, fatte registrare lo scorso anno. Quasi 161 mila le presenze, di cui circa 40 mila provenienti non dagli Stati Uniti. Più di 6.500 i giornalisti arrivati in Nevada, travolti da oltre 20 mila annunci di nuovi prodotti. Un ingestibile e frastornante diluvio.

Gli espositori

Per cercare di fare un po’ d’ordine (speranza un po’ ottimistica, ma vale sempre la pena tentare), il mastodonte chiamato Ces è stato diviso in tre grandi aree: «Tech East»; «Tech West»; «C Space».

Il «Tech East» è il nodo principale, comprende le aree sud, centro e nord del Convention Center con piccole appendici nei dintorni, anche all’esterno, in tende extra large e alberghi vicini. Tutti i big, da Samsung a Lg, da Panasonic a Sony, da Toshiba a Intel, sono concentrati qui. Per molti è il punto di partenza, per chi ha poco tempo anche l’unico approdo.

Un errore, perché nel «Tech West», area che accorpa Sands Expo e The Palazzo, oltre al sempreverde – sebbene patisca i segni del tempo – The Venetian, si concentrano alcune tra le novità più interessanti, soprattutto nei campi della robotica, della stampa 3D, dei sensori e della casa connessa. Il che non significa che questi settori siano assenti nel Tech East, ma i nomi meno noti, quelli portatori delle vere chicche, si addensano in questa seconda prateria. Imperdibile poi l’«Eureka Park», l’area riservata alle start-up provenienti da 20 Paesi.

Più ridotto, si fa per dire, il «C Space» nell’hotel Aria, focalizzato sui media digitali e la distribuzione dei contenuti.

Le conferenze stampa

L’antipasto è il cosiddetto «Ces Unveiled», l’evento ufficiale riservato a giornalisti e blogger in programma la domenica pomeriggio (notte piena in Italia). In uno stanzone dello sfarzoso Mandalay Bay hotel, su un tappeto di moquette su cui l’aria condizionata soffia a livelli polari per attutire il soffocamento generale, si sfila tra piccolissimi stand e si fa indigestione di prodotti: droni, sensori, robot, un trionfo dello strano ma vero. Un modo per capire quali saranno i temi dominanti della manifestazione. Quest’anno, senza alcun dubbio: la casa e l’auto connessa, nel robusto filone dell’internet delle cose; la stampa 3D a prezzi popolari; le tv 4K con un listino più ragionevole; tanti smartphone. Alla sera c’è l’appuntamento con Nvidia, la prima tra le big a svelare le carte assieme ad Acer.

Il lunedì mattina a partire dalle ore 8 (le 17 in Italia) comincia la maratona di conferenze stampa ufficiali, tante ovviamente in contemporanea per complicare la vita ai cronisti. Apre le porte alle 7:50 LG – ma la tradizione, non è una leggenda, vede i coreani in fila già dalle 6 per accaparrarsi i posti migliori – mentre un piano più sotto sempre del Mandalay Bay c’è Bosch. In rapida sequenza tocca a Sharp (in concomitanza con Monster), Panasonic, Qualcomm, Hisense, Toyota, Samsung, Volkswagen, mentre a chiudere alle 17 locali c’è Sony, che come location usa il suo stand al Convention Center, a 7,5 chilometri dal Mandalay Bay. Dove l’ultima conferenza, quella di Zte, termina alle 16:45. Un quarto d’ora prima. Più o meno quanto serve solo per uscire dal mastodontico albergo e raggiungere la strada. Tra scene di panico, gente che corre in ogni direzione e altra che rimane immobile sperduta, lo sceneggiatore di un film comico avrebbe tonnellate di materiale per ispirarsi. Ai lettori interesserà sapere che, a fiera ancora chiusa (il taglio del nastro ufficiale è il 6 gennaio), tutti i grandi avranno già svelato i loro punti di forza.

I keynote

Se durante le conferenze stampa si parla di prodotti, i discorsi – i «keynote», per usare il molto più affascinante termine inglese – dei big dell’hi-tech contengono la visione delle direzioni varie che la tecnologia sta prendendo. Sono un mix ben bilanciato di immaginazione, frontiere e intrattenimento. Con ospiti a sorpresa, come i cantanti John Legend, Adam Levine con i suoi Maroon 5 o will.i.am, apparsi negli ultimi due anni sul palco per brevi interventi o esibizioni dal vivo di tre o quattro canzoni. Piccoli momenti di pace e relax per rifiatare dal caos della fiera.

Gli speaker più attesi quest’anno sono senza dubbio Boo-Keun Yoon, presidente e ceo dell’elettronica di consumo della Samsung, architrave indiscusso del settore; Brian Krzanich, numero uno della Intel: non c’è da annoiarsi, non discute di chip e dintorni, anzi ragiona parecchio di futuro. E poi: Dieter Zetsche di Mercedes-Benz e Mark Fields di Ford. Ovvero i numeri uno di due giganti dell’automobile. Ulteriore spia che l’incontro tra vetture e tecnologia sarà, di nuovo, uno dei leitmotiv della fiera.  

Le curiosità

Il Ces è una prova di sopravvivenza che può mettere ko visitatori ed espositori più scafati, specie perché si rivela una botta di adrenalina dopo i ritmi relativamente quieti della pausa natalizia. Ecco alcune perle di saggezza che si tramandano da circa 40 anni nei corridoi del Convention Center. Vitali per chi c’è. In grado di strappare una risata a chi si gode lo show da casa.

 #1 – Connessi ma non troppo

Nella fiera della tecnologia più importante al mondo spesso il cellulare non prende, il 3G va a singhiozzo e a velocità da lumaca, il Wi-Fi vola ma è a pagamento. I prezzi dell’anno scorso? 80 dollari per 24 ore (65 euro), 240 dollari per cinque giorni (196 euro). Non proprio tariffe popolari. Fortuna che la app ufficiale, gratuita e operativa offline, permette di orientarsi al meglio nel dedalo di stand della manifestazione.

#2 – Niente armi, please

Non si può entrare portando pistole, coltelli e pugnali. Il cartello, lo vedete nella foto sopra scattata l’anno scorso, è presente a tutti gli ingressi della manifestazione. In Italia sarebbe impensabile, negli Stati Uniti è la norma.

#3 – Il wc giusto

I giovani e spregiudicati blogger americani lo fanno abitualmente, molti visitatori cominciano ad adeguarsi. Al Ces la presenza maschile è pari al 96 per cento del totale (dato non ufficiale, ma fondato, a sensazione), quella femminile quasi non pervenuta. Ecco perché l’unico luogo in cui trovare un po’ di quiete, o semplicemente espletare le proprie necessità fisiche, è quel pulito deserto che altrove si chiama bagno delle donne. 

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