Food

Così la Fabbri insegna in Mozambico come si diventa gelatai e pasticceri

L'azienda bolognese non è solo succhi e amarene: gran parte del suo business è nei semilavorati per gelati e dolci. Con un'attenzione particolare al sociale

Guido Fontanelli

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Le immagini terribili dei migranti tratti in salvo nel Mediterraneo lo lasciano attonito: “Sono disarmato, mi sento senza strumenti per aiutare quelle persone. E mi prende una grande tristezza” ammette Nicola Fabbri, 53 anni, amministratore delegato dell’omonima azienda bolognese. L’imprenditore (nella foto), la sua famiglia e anche la sua impresa (“per noi è come un figlio, cerchiamo di trasmetterle il rispetto per gli altri e per l’ambiente in cui cresce”) hanno una sensibilità particolare verso il sociale, maturata nei cent’anni di storia aziendale. Per questo quando a Nicola è giunta la notizia che il Rotary Club di Bologna Valle dell’Idice aveva approvato un intervento umanitario in Mozambico per aiutare i giovani del posto ad avviare un’attività imprenditoriale, la Fabbri si è subito fatta avanti, non solo finanziando, insieme ad altri sponsor, l’operazione, ma anche partecipando attivamente accanto alla Carpigiani (macchine per la produzione di gelato artigianale).
Il progetto Mozambico porterà infatti alla realizzazione di un training center di pasticceria e gelateria in Mozambico, per dare a un gruppo di giovani orfani e donne madri la possibilità di imparare un il mestiere del gelatiere e del pasticcere, e varare così una piccola attività gestita dagli stessi mozambicani. La Fabbri ha messo a disposizione il proprio know how e le proprie attrezzature per la formazione a Bologna, ma è andata oltre: dopo il training in Italia, che coinvolge diverse realtà cittadine, il secondo step è in Mozambico con i formatori di Fabbri 1905 in prima linea in Mozambico.
Un piccolo aiuto all’Africa da parte di un’azienda nota al grande pubblico per le amarene e i succhi, ma in realtà molto forte in un altro settore, riservato ai professionisti del gelato e dei dolci: “Siamo stati noi ad avere un po’ inventato il settore dei semilavorati per il gelato artigianale” rivela Nicola Fabbri. “Oggi la Fabbri è tra le aziende leader al mondo in questi prodotti, che vendiamo in 110 Paesi”. Compresa la Cina, dove a giugno la Camera di commercio italiana ha assegnato alla Fabbri il premio Panda d’Oro per la miglior strategia di marketing in quel mercato.
Fabbri è presente in tre settori: semilavorati per gelati e pasticceria (40% circa del fatturato); sciroppi per bar e caffetterie (40%): e infine i prodotti per i consumatori (che rappresentano solo il 20% del giro d’affari). Una realtà da 80 milioni di fatturato di cui la metà destinato all’export e 300 dipendenti. L’attenzione al sociale da parte della famiglia Fabbri non si limita al supporto del progetto Mozambico: l’azienda ha attivato per esempio dei corsi di formazione per le detenute del carcere di Bollate (Milano) che hanno permesso a alcune madri detenute di diplomarsi maestro gelatiere e di gettare così le basi per un nuovo futuro. 

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