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Calcio

Lo scudetto dei veleni

Polemiche e proteste, sospetti e accuse: il campionato promette una lunga volata con Milan, Inter, Napoli e Juventus protagoniste a nervi tesi

Sarà una volata lunga e faticosa, certamente tra le due milanesi con la Juventus che - zitta zitta - è rimasta aggrappata alla parte alta della classifica nonostante i problemi. Poi ci sarebbe il Napoli, se non fosse che i segnali di ripresa visti a Lecce e con l'Udinese sono stati gelati dalla super Fiorentina di Vincenzo Italiano. Sarà un campionato aperto e diverso da quello dominato da Spalletti la scorsa stagione ma, proprio per questo, prepariamoci a uno scudetto pieno di veleni.

Le avvisaglie ci sono già, ben visibili. La notte di Marassi e l'esasperazione dei toni non lasciano sperare in nulla di buono. Nessuno è disposto ad accettare l'errore contro e nemmeno a certificare quello a favore, provando così a svelenire il clima. Accuse e difese. Siamo passati dal rigore di Juventus-Bologna al presunto braccio di Pulisic a Marassi, con richiamo al famoso "non gol" di Udogie nell'anno dello scudetto milanista, e non basta nemmeno che gli arbitri si siano aperti a discutere, spiegare, valutare e ammettere l'errore là dove l'errore c'è.

C'è un fuoco che cova sotto la cenere e non c'è nessuno che possa tirarsi fuori dalle responsabilità. O pochissimi, ne viene in mente uno (Massimiliano Allegri) cui però i tifosi della Juventus imputano debolezza senza riconoscere, invece, sportività e signorilità. Se questo è il prologo, ci attendono sette mesi di bar sport aperto senza soluzione di continuità ed è un peccato.

Peccato perché questo è un campionato appassionante e non privo di valori tecnici. Il Milan ha metabolizzato in fretta gli schiaffi del derby e ha una tenacia che sposa perfettamente l'allungamento della rosa messa in mano a Pioli. Il Milan 2 che l'anno scorso era stato la tomba delle ambizioni rossonere ha superato il primo crash test, rendendo vacue anche le polemiche sul calendario che hanno riempito inutilmente la settimana Dortmund-Genova.

L'Inter sembra la più forte, a tratti gioca un calcio irresistibile ma ha già gettato al vento punti che sembravano scontati a San Siro. Ha ragione Inzaghi quando ricorda che rispetto a un anno fa viaggia a +7 (allora aveva già perso 4 partite), ma alcuni segnali vanno colti e fin qui le alternative di qualità hanno restituito meno del previsto. Attenzione: Lautaro Martinez non potrà continuare a segnare con questo ritmo.

La Juventus non piace eppure tiene nel mirino la vetta. Allegri continua ad essere criticato e nessuno pare disposto a concedergli l'alibi di guidare una versione bianconera con Miretti, Fagioli, Yldiz, Gatti e Cambiaso protagonisti. Il Napoli non trova continuità, le romane sono attardate, l'Atalanta funziona a strappi e la Fiorentina è la vera rivelazione con il suo temporaneo quarto posto. Ultimo pensiero per Lukaku: pessimo fuori campo, enorme nell'impatto sulla stagione. Aveva ragione lui a giurare che sarebbe stato subito determinante.

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