E’ stata una stagione difficile ma, tutto sommato, positiva. Meglio il girone di ritorno degli arbitri rispetto all’andata anche se le polemiche nel cuore dell’inverno hanno costretto il designatore Gianluca Rocchi a rallentare il lancio dei giovani. La fase di passaggio generazionale è, però, avanzata e se è vero che chiude e saluta un mostro sacro come Daniele Orsato, alle sue spalle ci sono arbitri che già sono stati allenati a dirigere i big match.
Il bilancio dei vertici dell’AIA rispetto al campionato di Serie A 2023/2024 è statisticamente più ricco di luci che di ombre. Il gruppo di fischietti è fin troppo largo (39) e verrà ridotto per allinearsi al resto d’Europa dove la forchetta è tra 20 e 25. Che non siamo male lo dicono le chiamate ad arbitrare partite internazionali: 179 cui aggiungere altre 87 frutto delle richieste di altre federazioni che hanno ‘affittato’ arbitri e varisti italiani per aggiungerli temporaneamente ai propri.
FALLI E AMMONIZIONI: LE STATISTICHE DEL 2023/2024
La Serie A si è ormai allineata agli standard europei e lo ha fatto con un cammino progressivo nelle ultime stagioni. Nel campionato appena concluso la media falli per gara è stata di 23,80 (leggermente superiore rispetto al 23,45 del 2022/2023). Rispetto agli altri tornei top d’Europa siamo in linea: superiori a Premier League (21,97) e Bundesliga (22,38) oltre che alla Champions League (23,17) ed Europa League (23,57) ma inferiori a Ligue1 (24,82) e Liga spagnola (25,72). In ogni caso, tutti in un range molto ristretto a conferma che lo stile di arbitraggio si è ormai uniformato quasi ovunque.
Stesso discorso per le ammonizioni: 4,32 in media a partita (erano state 4,71 un anno fa). E le espulsioni: 0,18 stabili. Una curiosità: la 15° giornata ha visto il record di cartellini rossi con 6 mentre la 13° ha fatto registrare un perfetto zero assoluto. Dati allineati al resto d’Europa. Per i gialli solo Bundesliga (4,06) e Ligue1 (3,82) sono lontane mentre per le espulsioni la Serie A è nella forchetta inferiore statistica, quasi perfettamente allineata ai valori di Champions ed Europa League.
RIGORI: TUTTI I NUMERI DEL 2023/2024
Capitolo calci di rigore. Sono spariti i “rigorini” che Gianluca Rocchi da designatore aveva messo nel mirino presentandosi tre anni fa. Si fischia meno e cercando di farlo con una coerenza di metro che sia riconoscibile. Le statistiche confermano: 0,34 di media a partita come in Bundesliga e poco più di Champions League (0,31), Premier League e Liga (0,28). I penalty sono stati 131 che rappresenta una crescita rispetto allo 0,28 di media del 2022/2023 ma un calo sullo 0,37 del 2021/2022. Il record alla 22° giornata (8) mentre solo la 29° è stata penalty free.
CHECK E REVISIONI, TUTTI I NUMERI VAR DEL 2023/2024
Nelle 380 partite del campionato di Serie A ci sono stati complessivamente 1955 checks (5,14 per ciascuna gara). Hanno portato a 92 “on filed review” di cui 61 overrule e 2 conferme della decisione di campo. Tanti o pochi? Meno rispetto al 2022/2023 quando la media era stata di 5,59 come checks mentre gli interventi sono cresciuti seppure di poco, da 0,39 a 0,40. Un trend che l’AIA vorrebbe non consolidare perché l’obiettivo è che gli arbitri decidano in campo, possibilmente bene, senza necessità di intervento della tecnologia che non è stata introdotta per diventare la moviola in diretta ma solo per sanare gravi ed evidenti errori.
Non è un caso che per Rocchi il top sia stata la 29° giornata in cui i Var sono rimasti silenti mentre quella da cancellare sia la 27° con ben 9 interventi. Nel complesso, l’utilizzo del Var ha cancellato il 92,55% degli sbagli e delle disattenzioni commessi da arbitro e assistenti. Senza avremmo contato un campionato con 161 ‘macchie’. Chi pensa di tornare indietro sbaglia così come, ogni tanto, sbagliano anche i varisti dietro il monitor: sono 12 gli errori da matita blu certificati dai vertici arbitrali. E’ andata peggio nel girone d’andata (8) rispetto al ritorno (4).
TEMPO EFFETTIVO: QUANTO SI E’ GIOCATO NEL 2023/2024
Non sono serviti i maxi recuperi promessi (minacciati) dalla FIFA, ma il tempo medio di gioco nelle partite del campionato è cresciuto arrivando a 55 minuti e 13 secondi. Tempo medio di recupero, comprensivo di primi e secondo tempo: quasi 8 minuti.
Interessante l’analisi della curva nel corso della stagione. E’ andata costantemente a calare con il passare delle giornate perché quando il gioco si fa duro, come risultato le partite diventano nervose e spezzettate. E’ successo nel cuore dell’inverno, alla fine del girone d’andata tra la 17° e la 19° (mai sopra i 53’30’’) e poi nel rush conclusivo con in ballo la salvezza in una lotta per non retrocedere che si è risolta soltanto in extremis: dalla 31° in poi il dato è sempre stato inferiore rispetto alla media finale e il paradosso è che nemmeno recuperi un po’ più corposi hanno aiutato nelle gare meno giocate. Anche in questa voce, però, il processo di avvicinamento alle statistiche europee è ormai consolidato con eccezione della Champions League dove la qualità delle squadre è così alta da permettere standard diversi e superiori.