Audrey di Roberta Zeta
Hop
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Audrey Hepburn in 2 libri che la disegnano e la raccontano

A 25 anni dalla scomparsa dell'icona tutto lo charme di una donna senza tempo

La privazione mi ha reso incredibilmente sensibile a tutto quello che di buono è venuto dopo. Ho sempre provato un enorme rispetto per la libertà, la buona salute, la vita, il cibo.

È il 20 gennaio del 1993 quando nel suo rifugio svizzero si spegne l’icona dell’eleganza assoluta. Da allora, 25 anni dopo la scomparsa di Audrey Hepburn, si è scritto e pubblicato molto perché mai si è placato il desiderio e l’ammirazione con cui scoprirla attraverso gli scritti e le immagini.

La frangetta, i piccoli foulard al collo, le perle ai lobi, il tubino nero, le ballerine e il trench sono diventati, grazie a lei, i simboli di un’eleganza bon ton che ha modificato il cliché della star anni Cinquanta e che ancora oggi è alla base di uno stile considerato intramontabile.

Audrey di Roberta Zeta

Simbolo di eleganza, Audrey Hepburn ha rivoluzionato il modello di interprete hollywoodiana, da pin-up a figura esile e garbata, gentile e sbarazzina. In scena ha spesso rappresentato il cliché della principessa, la donna che da una condizione inferiore si eleva socialmente attraverso l'amore di un uomo. Ma Audrey è stata nella realtà una principessa senza favola, che tutto ha conquistato da sola, grazie a una grande forza di volontà e a un progetto di vita molto chiaro.
Nata in una famiglia aristocratica messa in ginocchio dalla Seconda Guerra Mondiale, viene in seguito notata per la sua unicità, diventando modella e attrice e inizialmente sacrificando tutto alla carriera, per poi scegliere la famiglia e abbandonare un percorso di incredibile successo.

Audrey
di Roberta Zeta
Hop, 2017

Audrey di Roberta ZetaAudrey di Roberta Zeta Hop

Audrey Hepburn di Margherita Lamesta Krebel

Librandosi tra una decina di film, legati da un filo conduttore tematico in crescendo verso quella maturità interpretativa di prima qualità, conquistata dalla diva Audrey Hepburn, quest’opera non è solo un’ampia ricognizione dell’attività cinematografica dell’attrice ma anche un esame approfondito, rigoroso e personale delle peculiarità specifiche che attengono alla recitazione cinematografica. È un quadro assolutamente inedito di un’interprete dal fascino e dal talento singolari e ineguagliabili, tanto da esser stata proclamata, nel 1999, dall’American Film Institute, “la terza più grande attrice di sempre” dopo Bette Davis e l’omonima Katherine.

Audrey Hepburn. Immagini di un’attrice
di Margherita Lamesta Krebel
Illustrazioni di Valerio Piccioni
Tabula Fati, 2017

Audrey Hepburn. Immagini di un\u2019attrice di Margherita Lamesta KrebelAudrey Hepburn. Immagini di un’attrice di Margherita Lamesta Krebel Tabula Fati

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Valeria Merlini

Nasco ariete, cresco caparbia maturo risorgendo. “Ho capito che sei una fenice, rinata dalle tue stesse ceneri e per far questo ci vuole una grande forza d'animo, chapeau Vale”. Un’insospettabile (donna) mi ha scritto queste parole. E allora ho capito, una volta di più, che si può mollare tutto e ricominciare. Inizio allora a leggere. Poi a scrivere. Poi ancora a leggere e a scrivere. Via così. Mai fermarsi. Mai accontentarsi. Lamentarsi sempre. Una lettera mirata ha fatto sì che finissi nel posto giusto. Panorama.it. Questo. Una sfumatura (anzi tre, quelle del grigio, del nero e del rosso per la precisione) mi hanno relegata nel mondo del Sexy&Co., fatto di pizzi e mascherine, di frustini e di latex, di sex toys e sexy boys. Libri erotici? Il mio pane (e ho detto pane!) quotidiano.

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