Luciano Spalletti espulso a fine partita per aver litigato con il tecnico avversario, accusato di perdite di tempo. Ruben Amorim che se la prende con la sua squadra in uno spogliatoio in cui anche i giocatori hanno qualcosa da dire a proposito della gestione del match di Reggio Emilia. Juventus e Milan sono cadute nella trappola di una giornata di trasferte insidiose, in casa di provinciali che stanno facendo bene e che alle rispettive collezioni ora hanno aggiunto anche gli scalpi bianconeri e rossoneri.
Entrambi non hanno perso, e per come vanno le cose nelle giornate no è anche una buona notizia, ma entrambi si sono condannati a una settimana sotto pressione perché i segnali mostrati in campo non sono incoraggianti. Partiamo dalla Juventus, che a Cagliari ha dovuto rimontare lo svantaggio di Daniel Maldini (diventato improvvisamente bomber implacabile): per trovare la via del gol sono serviti 22 tiri in porta e una zampata di Kolo Muani con un copione troppo simile a quello degli ultimi mesi. E’ come se Spalletti non riesca a guarire i suoi dal male di non riuscire a tradurre in fatturato realizzativo la mole di gioco creata con l’aggravante che ora le scelte di mercato sono state tutte validate dal tecnico di Certaldo, cominciando da quella del falso centravanti francese.
Spalletti alla fin se l’è presa con Pisacane che a sua volta non gliele ha mandate a dire: nervi tesi, non deve sorprendere. Da qui in poi i punti cominciano a pesare doppio ed è finita la luna di miele anche per gli arbitri e per la cosiddetta linea Orsato che, puntualmente, è finita nel mirino di Gasperini per il rosso a Malen che priverà la Roma del suo campione per qualche tempo.
Il Milan, invece, è uscito con un punto pieno di recriminazioni dal Mapei Stadium. Si è fatto rimontare dopo aver trovato il vantaggio, ma a far discutere sono stati l’approccio molle e senza idee e la gestione dopo il gol di Rabiot che, infatti, da leader del gruppo ha detto apertamente che non si può farsi rimontare in questo modo. Cardinale si è tolto il berretto “Make Milan Great Again” e ha lasciato Reggio Emilia deluso: in settimana ha fatto sapere di aver messo 50 milioni di tasca sua nel Milan per cercare di renderlo più grande e si aspettava qualcosa di diverso.
