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Messi, addio al Mondiale tra lacrime e record

Messi, addio al Mondiale tra lacrime e record
Leo Messi (Getty Images)

La Pulce chiude senza riuscire a bissare il trionfo del Qatar ma con una serie di suggestioni e di record che gli consegnano il titolo di più grande della storia.

Leo Messi passa e chiude. Difficile immaginare possa esserci un altro mondiale per lui tra quattro anni, nell’edizione del centenario. Il trascorrere del tempo presenta il conto a un fuoriclasse che ha sfiorato la possibilità di chiudere da campione del mondo per la seconda volta dopo il Qatar 2022, circostanza che lo avrebbe collocato un gradino sopra Diego Armando Maradona nella storia del calcio mondiale, non solo argentino.

La sua finale al MetLife Stadium è stata racchiusa in poche immagini, tutte iconiche. Partendo dall’ultima, le lacrime a rigarne il volto quando ha sciolto l’adrenalina e si è messo in piedi davanti alla sua gente con al collo la medaglia d’argento appena ricevuta. Lacrime sincere, malinconiche, non disperate. Lacrime di chi ha dato tutto anche se l’ultima recita non è stata la migliore in assoluto del mondiale americano, soffocata dalla superiorità della Spagna che ha cancellato progressivamente tutte le linee di passaggio e i rifornimenti per la Pulce.

Nonostante questo (seconda immagine), Leo Messi ha chiuso la sua finale senza energie. Fisiche ed emotive. Seduto in mezzo al campo, salutato da avversari e compagni, omaggiato da tutti perché tutti sono stati consapevoli del mondo. Solo per Lamine Yamal ha fatto un’eccezione e si è alzato in piedi, passaggio di consegne tra il vecchio e il giovane che a 19 anni appena compiuti diventa un dei campioni del mondo più precoci di sempre. L’incrocio tra i due c’era stato anche durante la partita: sorrisi e carezze.

Pur nella sofferenza, Messi ha cercato di lasciare il segno anche sulla sfida con la Spagna. Una partita, la sua, racchiusa in poco meno di un quarto d’ora del secondo tempo supplementare quando ha messo il suo talento a disposizione dei compagni catapultando in mezzo all’area palloni velenosi, traiettorie magiche, inviti a colpire per realizzare quello che sarebbe stato un miracolo. Tutta l’Argentina lo ha aveva portato a quel momento, consentendogli di camminare quasi disinteressandosi della difesa ad oltranza dei compagni.

Leo Messi, tutti i numeri del suo Mondiale

Otto partite giocate, 8 gol segnati. Tripletta all’Algeria, doppietta all’Austria e poi in sequenza Giordania, Capo Verde ed Egitto. La striscia si è fermata agli ottavi di finale, ma non per questo è stata meno sorprendente perché Messi ha scritto il suo nome da assist man anche nella storica semifinale vinta di rimonta con l’Inghilterra. E’ diventato il miglior marcatore di sempre in una fase finale della Coppa del Mondo, record che gli è stato però strappato dopo pochi giorni da Mbappé.

I suoi primati nel Mondiale non sono comunque finiti. E’ diventato il calciatore ad aver giocato più finali (3) raggiungendo il brasiliano Cafù ma avendole affrontate tutte da titolare. Il maggior fornitore di assist (12) e l’unico ad averlo fatto in ciascuna delle sei edizioni cui ha preso parte, altro record in condivisione con Cristiano Ronaldo e Guillermo Ochoa. Ha messo il suo nome nel tabellino marcatori per 9 partite di fila come nessuno prima.

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