La scelta del ct ad interim, Silvio Baldini, di chiamare per le due amichevoli di giugno solo i ragazzi della sua Under 21 più capitan Donnarumma, unica cosa che l’allenatore dei ragazzi azzurri ha preteso quando la Figc lo ha chiamato chiedendogli di traghettare la nazionale da Gattuso al futuro, sta diventando un caso di politica pallonara. Nessuna notizia dal Lussemburgo, mentre il selezionatore degli ellenici, Ivan Jovanovic, non ha gradito che il test in programma sull’isola di Creta sia stato depotenziato per scelta unilaterale dell’Italia.
Ecco perché Jovanovic ha chiesto ai suoi dirigenti se sia possibile cambiare avversario. La Grecia ha bisogno di un test probante prima di avviare in settembre la campagna per la Nations League e gli azzurrini dell’Under 21 non sono ritenuti all’altezza di assolvere il compito. Che abbia ragione o torto, non è il centro del problema. La posizione di Atene si fonda sul rammarico di non essere stati coinvolti dalla Figc che ha dovuto gestire il trauma della mancata qualificazione al Mondiale della prossima estate e che è stata travolta dalla delusione, tanto che il prossimo 22 giugno andrà alle elezioni per nominare il successore di Gravina.
Dimessosi Gattuso insieme al suo staff, la federazione ha chiesto a Silvio Baldini – ct della nazionale Under 21 – di gestire gli impegni amichevoli di giugno che originariamente avrebbero rappresentato due test preparatori prima del volo verso Stati Uniti, Canada e Messico. Una volta fuori, ecco che gli impegni presi hanno perso di qualsiasi senso se non il rispetto degli slot del calendario internazionale e degli accordi con chi ha acquistato i diritti tv delle partite della nazionale.
Baldini, che sarà selezionatore soltanto per queste due partite, ha chiesto e ottenuto di poter convocare la propria Under 21 con al massimo pochi senatori. Non aveva senso stressare ulteriormente la stagione di chi con la testa è già in vacanza e non ha alcuno stimolo nello sfidare Grecia e Lussemburgo. Da qui il via libera della Figc che ora deve confrontarsi, però, con le proteste greche.
