La “vecchia” Inter per il momento è sufficiente, quella nuova si vedrà. Monza travolto al debutto dei campioni d’Italia nella stagione che deve essere quella della conferma in campionato e dell’assalto all’Europa che conta; finale prevedibile della sfida con il Monza, arrivato a San Siro in piena emergenza, ma comunque risposte confortanti per Chivu. Anche perché il cuore del mercato ha assistito a lungo dalla panchina (Stones entrato a giochi fatti, Pavard di ritorno, Stankovic e Provedel) o in tribuna (Jones e Spence).
La parziale fatica prima dell’intervallo, cui i nerazzurri sono andati essendo stati raggiunti da Varela dopo il missile terra-aria di Calhanoglu che aveva aperto le danze, non deve ingannare. Cose da calcio agostano, anche se con in palio i tre punti e non con il passo dell’amichevole: ai nerazzurri è stato sufficiente, però, alzare il ritmo nella ripresa per chiudere in fretta la pratica.
LA GRIGLIA DELLA SERIE A 2026/2027 SECONDO PANORAMA
Inter, le cose belle per Chivu nella vittoria con il Monza
Può essere soddisfatto, Chivu, per quello che la sua squadra ha messo in campo nei primi veri novanta minuti della stagione. Intanto la conferma della profondità della rosa, tanto da potersi permettere di risolvere tutto senza fare ricorso ai nuovi innesti. Poi la voglia matta di Lautaro Martinez di tenersi addosso la maglia interista e di restare al centro del villaggio: non è ancora in condizione, ha giocato poco meno di un’ora anche pensando agli impegni che verranno (tra due settimane c’è il match con il Napoli), ma complessivamente ha svolto con resa sufficiente il suo compito.
Accanto a lui un Pio Esposito che ha aggiunto la chicca del gol di tacco al solito lavoro sporco (ma utilissimo) nei corpo a corpo con la difesa avversaria: Mancini avrà preso appunti, non senza soddisfazione. Detto che Calhanoglu ha ripreso da dove si era fermato, seppure in condizione non ottimale, Zielinski è ormai un titolare e Diouf libero da compiti difensivi crea sempre superiorità numerica, la serata di San Siro può andare agli archivi col sorriso e con i primi punti del campionato.
Alla fine la notizia migliore è arrivata prima della partita ed è stata la nettezza con cui Beppe Marotta ha tolto dal mercato Lautaro Martinez, ammesso lo fosse mai stato: parole che chiudono ogni spiraglio ai pensieri del Barcellona e che tolgono brutti pensieri anche a Chivu, che alla vigilia era rimasto prudente e si era rifiutato di ufficializzare la permanenza del suo capitano.
Inter, cosa non è andato nel debutto con il Monza
Ovviamente c’è anche il rovescio della medaglia. Tra la rete del momentaneo pareggio di Varela, bravo a giocare con il corpo su Akanji, e il provvidenziale fischio che ha mandato tutti negli spogliatoi per l’intervallo, la difesa dell’Inter ha passato qualche momento di apprensione ingiustificato dalla consistenza del Monza: amnesie pericolose se proiettate su sfide che rapidamente diventeranno più probanti.
I brianzoli sono scesi a San Siro in versione talmente rimaneggiata da suggerire prudenza in qualsiasi giudizio: troppo ampio il divario tecnico e fisico. A cercare il pelo nell’uovo, qualche batticuore di troppo lo ha regalato Martinez (Joseph) che ha rischiato di farsi gol da solo in un’occasione ed è stato accompagnato da un sospirone preoccupato della gente in un’altra: Sommer con i piedi era una garanzia, lui dovrà abituarsi a migliorare per tecnica e sicurezza.
