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Inter e Napoli, la Serie A ringrazia per una notte da Premier League

Inter e Napoli, la Serie A ringrazia per una notte da Premier League

Il match scudetto di San Siro ha messo in mostra il meglio della Serie A. Ecco perché è uno spettacolo che Inter e Napoli devono esportare anche in Champions League.

A parte la sceneggiata di Conte, che di inglese ha molto poco e infatti ricorda altre simili da lui esportate Oltremanica, la notte di San Siro che tenuto il Napoli attaccato allo scudetto e l’Inter ai suoi rimpianti è stato un grande spot per il calcio italiano. Si è giocato tanto e a ritmo elevato, merito di tutti i protagonisti che per una sera hanno lasciato da parte isterie e tatticismi esasperati per provare a superarsi a vicenda. Il pareggio è stata la fotografia esatta della sfida e di casuale c’è stato solo che le due squadre hanno trovato la via del gol nei rispettivi momenti migliori dell’avversaria.

La Serie A deve ringraziare Inter e Napoli per lo spettacolo esportato in tutto il mondo. Gli osservatori distratti avranno faticato a distinguerla da molti dei top match internazionali e la speranza è che Chivu e Conte siano capaci di rovesciare anche in Europa la qualità e fisicità mostrata in campionato. Per l’Inter non ci sono molti dubbi, visto che anche le sconfitte con Atletico Madrid e Liverpool sono arrivate in coda a prestazioni convincenti, mentre per il Napoli la trasferta a Copenaghen e il successivo incrocio con il Chelsea suoneranno come prova d’appello dopo un autunno deludente.

Alcuni flash della notte di cui andare orgogliosi: il primo fischio dell’arbitro Doveri dopo un quarto d’ora abbondante di partita e da lì in poi lo stesso metro che si trova solitamente nelle sfide di Champions League. La capacità dei giocatori di adattarsi al ritmo, il rispetto anche nell’asprezza di alcuni momenti e il rifiuto per entrambe le squadre di accettare la sconfitta. E’ bene togliere il velo all’ipocrisia: avesse vinto l’Inter, il campionato sarebbe stato indirizzato in maniera importante verso Appiano Gentile. Invece tutto è rimasto aperto.

Dentro lo scrigno della sfida, alcune eccellenze. McTominay sotto la cura Conte è diventato un centrocampista completo e non bisogna dimenticarsi le fatiche extra che si sta sobbarcando per coprire i limiti di una rosa in questo momento ridotta all’osso, Hojlund ha rubato l’occhio, Dimarco confermato di essere un esterno top in Europa. La sensazione diffusa è che l’Inter sia più forte ma che non abbia ancora trovato la formula per mettere a terra le proprie potenzialità. E che il Napoli abbia assorbito interamente il carattere del suo tecnico.

Alla lunga può essere un problema per un gruppo come quello nerazzurro intimamente convinto di aver gettato al vento un paio di scudetti negli ultimi anni. Alcuni dei protagonisti lo hanno anche verbalizzato, non è necessariamente vero ma è una crepa nelle certezze in cui Conte può cercare di infilarsi da qui a maggio. In fondo succede anche in Europa, dove le differenze spesso si appiattiscono.

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