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Il Milan di Amorim non piace nemmeno a Cardinale: ecco i problemi da risolvere

Il Milan di Amorim non piace nemmeno a Cardinale: ecco i problemi da risolvere
Gerry Cardinale con Ruben Amorim (Getty Images)

Il patron di RedBird passato dall’euforia e dai soldi spesi alla delusione di una squadra che non decolla. Gonçalo Ramos è un caso e non solo perché in rossonero non segna quasi mai…

Si narra che Gerry Cardinale abbia abbandonato il Mapei Stadium con la faccia scura, tutt’altro che contento di quanto mostrato in campo dal suo Milan che si era appena fatto rimontare e imporre il pareggio dal Sassuolo. Delusione comprensibile e direttamente proporzionale allo sforzo che il patron del fondo RedBird sta facendo per mettere la faccia sulla stagione sul progetto complessivo: è passato dal cappello con scritta “Make Milan Great Again” sfoggiato alla vigilia allo sguardo deluso in poco più di ventiquattro ore.

Il Milan di Amorim viaggia in ritardo sulla marcia di consolidamento. Non perde mai, se non in Europa League contro il Benfica, ma nemmeno vince e tanto meno convince. Il paradosso è che il meglio si è visto all’inizio, nei sessanta minuti dominanti della trasferta a Torino di metà agosto; da lì in poi qualità e rendimento sono calati costantemente e c’è stato al massimo qualche lampo seguito da preoccupanti vuoti anche dentro la stessa partita.

E’ successo anche contro il Sassuolo, ragione per cui Amorim si è arrabbiato con i giocatori puntando il dito sulla mancanza di attenzione in occasione della rete del pareggio emiliano. Il tema, però, è che c’è chi pubblicamente ha trovato un altro difetto di costruzione e lo ha detto come Rabiot che ha parlato della pericolosa tendenza ad abbassarsi per provare a gestire. Il contrario di quanto Amorim predica dalla scorsa estate.

Quello che si vede è che la squadra continua a non avere un anima, giocatori e moduli cambiano in continuazione, anche quando in vantaggio i rischi corsi sono enormi (era accaduto pure a Torino nel finale) e complessivamente c’è scarsa pericolosità offensiva rispetto alle intenzioni. La rosa è corta e l’infortunio di Gabbia scopre il pacchetto difensivo, ma il problema è anche altrove se è vero che Camarda – che Amorim aveva garantito aver voluto come unica alternativa a Gonçalo Ramos – fin qui ha messo piede in campo per soli 5 minuti lasciando il portoghese ha fare gli straordinari.

Gonçalo Ramos è arrivato a 900 minuti (recuperi esclusi) tra Milan e nazionale e siamo solo a metà ottobre: troppi per non rischiare di trovarselo consumato a breve. Amorim lo sta spremendo, quasi unico punto fisso in un gruppo che non ha ancora un’identità mentre il tempo scorre. Quello del tecnico per arrivare a una linea di galleggiamento passa veloce, Cardinale osserva da vicino e di sicuro immagina un rendimento diverso per i 50 milioni messi di tasca sua in estate per fare un Milan davvero grande. La domanda è: quando?

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