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Rifiuti elettronici professionali, la risorsa nascosta che in Italia sfruttiamo ancora troppo poco

Rifiuti elettronici professionali, la risorsa nascosta che in Italia sfruttiamo ancora troppo poco

Il programma Exceed di Erion Professional ha evitato nel 2025 oltre 6.000 tonnellate di CO₂ e risparmiato 10 milioni di kWh. Ma l’Italia è ancora lontana dai target europei

Oltre 6.000 tonnellate di CO₂ evitate. Più di 10 milioni di chilowattora risparmiati, l’equivalente dei consumi domestici annui di 3.700 famiglie. Sono i numeri del programma Exceed, presentati il 31 marzo 2026 all’Excelsior Hotel Gallia di Milano da Erion Professional, il consorzio dedicato alla gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche di origine professionale, i cosiddetti RAEE Professionali. Nel corso dell’evento sono intervenuti: Walter Rebosio, Direttore Generale di Erion Professional; Danilo Bonato, Direttore Sviluppo Strategico e Relazioni Istituzionali di Erion; Simonetta Cota e Francesca Rampinelli, del Team SDI di Erion; Raffaele Lupoli, Direttore di EconomiaCircolare.com; Enzo Ferloni, Product Regulatory and Compliance Manager Mitsubishi Electric Europe B.V.; Marcello Acquaviva, Presidente di Assoit; Eva Maschietto, Avvocata e founder di EMLEX; Roberto Nocera, Presidente Ucimac.

Lo studio «Programma Exceed: strategie ed efficienza a disposizione di Produttori e Reti» analizza i risultati ottenuti nel 2025 e il potenziale ancora inespresso di un settore che riguarda stampanti industriali, condizionatori, pompe di calore, chiller: tutto ciò che le aziende, gli uffici e le istituzioni dismettono ogni anno.

Cosa sono i RAEE Professionali e perché contano

I RAEE Professionali sono i rifiuti elettronici generati non dalle famiglie, ma dal mondo produttivo e istituzionale. Una categoria spesso meno visibile rispetto ai vecchi televisori o smartphone domestici, ma tutt’altro che marginale: rappresentano infatti circa il 31 per cento di tutti i RAEE intercettati dai sistemi ufficiali in Italia.

Il problema è che la loro gestione è ancora frammentata. Senza un sistema strutturato, questi rifiuti rischiano di finire in canali non conformi, con ricadute negative in termini ambientali e di tracciabilità. Exceed nasce proprio per rispondere a questa lacuna: un modello standardizzato che coinvolge produttori, installatori e rivenditori lungo tutta la filiera.

Nel 2025, grazie a questo approccio, sono state correttamente riciclate circa 2.585 tonnellate di RAEE Printing, come grandi stampanti da ufficio, e oltre 455 tonnellate di RAEE Clima, tra cui condizionatori, pompe di calore e chiller.

Il gap con l’Europa: l’Italia raccoglie solo il 30 per cento

I risultati del programma Exceed sono incoraggianti, ma lo studio non nasconde le criticità strutturali del sistema italiano. L’Italia intercetta oggi attraverso i canali ufficiali circa 500.000 tonnellate di RAEE, pari a solo il 30 per cento dell’immesso sul mercato. L’obiettivo fissato dalla normativa europea è il 65 per cento: un divario difficile da ignorare.

Se si raggiungessero i target comunitari nei soli settori Clima e Printing, le emissioni evitate potrebbero salire a oltre 112.000 tonnellate di CO₂, con un risparmio energetico superiore a 70 milioni di kWh. Numeri che rendono evidente quanto margine di miglioramento esista ancora.

«La valorizzazione di questi flussi consente di riciclare importanti materie prime», ha dichiarato Walter Rebosio, «contribuendo a una maggiore efficienza e competitività del sistema produttivo. È attraverso un impegno condiviso tra produttori, distribuzione e utilizzatori che la responsabilità ambientale può diventare un fattore di crescita».

Una guida per orientarsi

A margine dell’evento è stata presentata anche «RAEE in azienda: il rifiuto che diventa valore», una guida operativa realizzata da EconomiaCircolare.com in collaborazione con Erion Professional, disponibile gratuitamente online. Uno strumento pensato per aiutare le imprese a orientarsi in un quadro normativo complesso.

Il messaggio che emerge dalla giornata milanese è duplice. Da un lato, i dati dimostrano che un sistema organizzato funziona e produce risultati misurabili. Dall’altro, la distanza dai target europei ricorda che il percorso è ancora lungo. E che, nel frattempo, ogni tonnellata di rifiuto elettronico non gestita correttamente rappresenta purtroppo una risorsa perduta.

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