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Presley Gerber: chi era il figlio di Cindy Crawford, dalla moda alla battaglia contro le dipendenze

Presley Gerber: chi era il figlio di Cindy Crawford, dalla moda alla battaglia contro le dipendenze
LOS ANGELES, CALIFORNIA – JANUARY 20: Presley Walker Gerber attends the World Premiere of “Infinite Icon: A Visual Memoir” at AMC The Grove 14 on January 20, 2026 in Los Angeles, California. (Photo by Axelle/Bauer-Griffin/FilmMagic)

Presley Gerber, figlio di Cindy Crawford e fratello di Kaia Gerber, è morto a 27 anni. La carriera nella moda, i problemi di salute mentale e la battaglia contro le dipendenze

Presley Gerber, figlio della supermodella Cindy Crawford e dell’imprenditore Rande Gerber, è morto domenica 20 settembre all’età di 27 anni. Il giovane modello, fratello maggiore di Kaia Gerber, si trovava in una struttura di riabilitazione a Los Angeles, dove stava affrontando un percorso di recupero dopo aver raccontato pubblicamente, negli ultimi anni, le proprie difficoltà legate alla salute mentale e alla dipendenza dalle sostanze. A confermare la notizia è stato l’ufficio del medico legale della contea di Los Angeles, mentre la famiglia, attraverso un portavoce, ha chiesto il rispetto della propria riservatezza in un momento di profondo dolore. Le cause della morte non sono ancora state accertate e l’autopsia dovrà chiarire le circostanze del decesso.

La notizia della sua scomparsa ha riportato l’attenzione sulla storia personale di un ragazzo cresciuto in una delle famiglie più conosciute dello spettacolo americano, che aveva iniziato giovanissimo a lavorare nella moda seguendo le orme della madre, ma che, con il passare degli anni, aveva scelto di parlare pubblicamente anche degli aspetti più difficili della propria vita, cercando di trasformare la sua esperienza in un’occasione per sensibilizzare gli altri sui problemi legati alla dipendenza e alla salute mentale.

Chi era Presley Gerber, il figlio di Cindy Crawford

Nato il 2 luglio 1999, Presley Walker Gerber era il primogenito di Cindy Crawford e Rande Gerber, imprenditore americano attivo nel settore dell’ospitalità e tra i fondatori, insieme a George Clooney, del marchio di tequila Casamigos. Cresciuto in California insieme alla sorella Kaia, di due anni più giovane, Presley aveva trascorso l’infanzia in una famiglia abituata alla notorietà, alle copertine delle riviste e agli eventi internazionali, sviluppando fin dall’adolescenza un interesse per la moda che lo avrebbe portato a intraprendere la stessa professione della madre.

A soli 15 anni aveva firmato un contratto con IMG Models, una delle agenzie più importanti del settore, entrando ufficialmente in un mondo che conosceva da sempre attraverso il lavoro di Cindy Crawford, mentre nel 2016 aveva debuttato in passerella per Moschino, iniziando una carriera che lo avrebbe portato a collaborare con marchi come Calvin Klein, Dolce & Gabbana e Tommy Hilfiger. Il suo aspetto, caratterizzato dai capelli biondi, dagli occhi chiari e dai lineamenti che ricordavano quelli della madre, gli aveva permesso di farsi notare rapidamente sulle passerelle internazionali, dove aveva cominciato a costruire un percorso professionale parallelo a quello della sorella Kaia, diventata nel frattempo uno dei volti più richiesti della sua generazione.

Tra le esperienze più significative della sua carriera c’era stata anche la partecipazione, nel 2018, a uno spot della Pepsi realizzato per il Super Bowl insieme a Cindy Crawford, che aveva ripreso l’immaginario di una delle pubblicità più celebri degli anni Novanta, quella che nel 1992 aveva contribuito a consacrare la supermodella americana come un’icona della cultura pop. Per Presley, che all’epoca aveva appena 18 anni, si era trattato di un’occasione per condividere il set con la madre e prendere parte a una campagna pubblicitaria che univa due generazioni della stessa famiglia, confermando il suo ingresso nel mondo della moda e dello spettacolo.

Le difficoltà personali e il percorso di recupero

Accanto alla carriera di modello, negli ultimi anni Presley Gerber aveva attirato l’attenzione dei media anche per alcune vicende personali, a cominciare dall’arresto per guida in stato di ebbrezza nel gennaio 2019, al quale era seguita una condanna a tre anni di libertà vigilata, con l’obbligo di frequentare un programma educativo e svolgere attività di servizio alla comunità.

Nel 2020 aveva fatto discutere anche la decisione di tatuarsi sul volto la parola «Misunderstood», ovvero «Incompreso», un gesto che aveva suscitato numerosi commenti sui social e sulla stampa americana e che lo stesso Presley aveva difeso pubblicamente, prima di decidere, negli anni successivi, di rimuovere il tatuaggio.

Con il passare del tempo, il giovane modello aveva cominciato a raccontare apertamente le proprie difficoltà legate alla salute mentale e alla dipendenza dalle sostanze, affrontando argomenti che fino a quel momento erano rimasti prevalentemente confinati alla sua vita privata. Nel 2023, durante una partecipazione al podcast Studio 22, aveva parlato della depressione e degli attacchi di panico, spiegando quanto quelle esperienze avessero influenzato la sua quotidianità e quanto fosse importante, per lui, poter condividere il proprio percorso con altre persone che stavano attraversando situazioni simili.

Da quella volontà di rendere pubbliche le proprie difficoltà era nato anche Mental Health Mondays, un progetto attraverso il quale Presley aveva cercato di aprire sui social una conversazione sulla salute mentale, raccontando le proprie esperienze e incoraggiando chi lo seguiva a non vergognarsi di chiedere aiuto.

Nel marzo 2026 aveva inoltre condiviso su Instagram alcuni dettagli del suo percorso di recupero, raccontando di essersi sottoposto a un trattamento con ibogaina nel tentativo di affrontare la dipendenza e descrivendo le speranze e le paure che accompagnavano quella nuova fase della sua vita. La sua morte, avvenuta all’interno di una struttura di riabilitazione, arriva dunque dopo un periodo durante il quale il modello aveva scelto di rendere pubblici alcuni aspetti particolarmente delicati della propria esperienza personale, anche se, al momento, non è stato accertato alcun collegamento tra le difficoltà che aveva raccontato e le circostanze del decesso.

Il rapporto con la sorella Kaia Gerber e Cindy Crawford

A parlare pubblicamente delle difficoltà attraversate da Presley era stata anche la sorella Kaia Gerber, che in un’intervista rilasciata a Vogue nell’agosto 2026 aveva raccontato come la lunga battaglia del fratello contro la dipendenza avesse inevitabilmente influenzato gli equilibri familiari, spiegando di aver cercato per anni di essere la figlia che non dava problemi, quasi a voler alleggerire le preoccupazioni dei genitori.

Kaia, che aveva condiviso con Presley non soltanto l’infanzia ma anche le prime esperienze professionali nel mondo della moda, aveva espresso una profonda ammirazione per il coraggio dimostrato dal fratello nel parlare apertamente delle proprie difficoltà, sottolineando come la sua decisione di raccontarsi senza nascondere gli aspetti più dolorosi della propria vita avesse contribuito a modificare anche il rapporto della famiglia con la riservatezza.

Cindy Crawford e Rande Gerber avevano infatti sempre cercato di proteggere la vita privata dei figli, pur accompagnandoli nelle rispettive carriere, ma la scelta di Presley di condividere pubblicamente il proprio percorso aveva aperto una nuova fase, nella quale anche i problemi legati alla salute mentale e alla dipendenza erano diventati parte di una conversazione familiare che il giovane modello aveva deciso di portare all’attenzione del pubblico.

Lo scorso luglio, in occasione del ventisettesimo compleanno del figlio, Cindy Crawford aveva pubblicato sui social una fotografia di Presley da bambino, accompagnandola con un messaggio affettuoso nel quale gli diceva di essere orgogliosa dell’uomo che era diventato, ricordandogli che, per lei, sarebbe rimasto sempre il suo bambino.

A poco più di due mesi da quel compleanno, la famiglia Gerber si trova ora ad affrontare la perdita del primogenito, mentre il mondo della moda e dello spettacolo americano ricorda un giovane che aveva iniziato la propria carriera sulle passerelle internazionali e che, negli ultimi anni, aveva scelto di raccontare anche le proprie fragilità, nella speranza che la sua esperienza potesse essere d’aiuto ad altre persone.

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