
8 dicembre: gli Eagles of death metal davanti al Bataclan di Parigi

Gli U2 in raccoglimento davanti al Bataclan di Parigi

Bono Vox è da 40 anni il leader carismatico degli U2

Gli U2 a Parigi, 6 dicembre 2015

Gli U2 in concerto a Parigi

Lo show degli U2 alla Bercy Accordhotels Arena di Parigi – 6 dicembre 2015

Parigi, 3 dicembre 2015, il messaggio ai clienti de “La Bonne Biere”, il locale che ha riaperto dopo gli attentati del 13 novembre

Parigi, 3 dicembre 2015, “La Bonne Biere”, il locale che ha riaperto dopo gli attentati del 13 novembre

Parigi, 3 dicembre 2015, “La Bonne Biere”, il locale che ha riaperto dopo gli attentati del 13 novembre

Parigi, 3 dicembre 2015, Romain Debray and Audrey Bily, gestori de “La Bonne Biere”, il locale che ha riaperto dopo gli attentati del 13 novembre

Parigi, 3 dicembre 2015, Audrey Bily, una dei gestori de “La Bonne Biere”, il locale che ha riaperto dopo gli attentati del 13 novembre

Parigi, 3 dicembre 2015, Romain Debray and Audrey Bily, gestori de “La Bonne Biere”, il locale che ha riaperto dopo gli attentati del 13 novembre

Parigi, 3 dicembre 2015, “La Bonne Biere”, il locale che ha riaperto dopo gli attentati del 13 novembre

Parigi, 3 dicembre 2015, il messaggio ai clienti de “La Bonne Biere”, il locale che ha riaperto dopo gli attentati del 13 novembre

Parigi, 3 dicembre 2015, il messaggio ai clienti de “La Bonne Biere”, il locale che ha riaperto dopo gli attentati del 13 novembre

Parigi, 3 dicembre 2015, il messaggio ai clienti de “La Bonne Biere”, il locale che ha riaperto dopo gli attentati del 13 novembre

Parigi, 3 dicembre 2015, l’omaggio alle vittime della strage del 13 novembre davanti a “La Bonne Biere”, il locale che ha riaperto dopo gli attentati


Parigi, 9 novembre 2015, l’omaggio del presidente Usa Barack Obama alle vittime della strage del Bataclan

Parigi, 27 novembre 2015, la commemorazione delle vittime degli attentati del 13 novembre

Il presidente francese Francois Hollande alla commemorazione delle vittime degli attentati del 13 novembre

Parigi, 27 novembre 2015, la commemorazione delle vittime degli attentati del 13 novembre

Parigi, 27 novembre 2015, la commemorazione delle vittime degli attentati del 13 novembre

Da sinistra, il ministro dell’Agricoltura Stephane Le Foll, in ministro del Lavoro Myriam El Khomri, il ministro della Difesa Jean-Yves Le Drian, il ministro della Giustizia Christiane Taubira, il sindaco di Saint Denise Didier Paillard, il sindaco di Parigi Anne Hidalgo, Nicolas Sarkozy e il presidente del Senato Gerard Larcher alla cerimonia di commemorazione delle vittime di Parigi, 27 nobvembre 2015
A un mese dagli attentati di venerdì 13 novembre, a Parigi la vita è cambiata. Lo stato d’emergenza decretato dal presidente Francois Hollande ha attribuito poteri speciali alle forze dell’ordine. Fermi, sequestri, perquisizioni: la capitale e il suo sconfinato hinterland sono battuti come non mai da volanti e camionette di Gendarmeria e Police Nationale.
Attrazioni presidiate
In centro negozi e attrazioni turistiche come la Tour Eiffel, il Louvre, l’Arco di Trionfo o le Galeries Lafayette vengono sorvegliati a vista dai militari con le armi spianate. Per la prima volta da quindici anni la cattedrale di Notre-Dame, uno dei luoghi più simbolici della Ville Lumie’re, sull’Ile de la Citè, ha rinunciato al tradizionale albero di Natale sul sagrato. Motivo? Il timore che qualcuno potesse nascondere una bomba tra i rami. La stretta sulla sicurezza investe anche i tradizionali festeggiamenti di Capodanno sugli Champs-Elyse’e che verranno fortemente ridimensionati. Lentamente i parigini colpiti al cuore si abituano a convivere con la paura di nuovi assalti. Per molti sedersi ai tavolini del bar o andare a teatro e’ diventato un “atto di resistenza”. Sui giornali c’e’ chi parla di “israelizzazione” della vita quotidiana.
Gli ebrei francesi
Parigi come Tel Aviv? “Se non fosse che qui è anche peggio. Lì almeno c’è più controllo”, puntualizzano nella comunità degli ebrei francesi che mai come quest’anno hanno fatto le valigie per trasferirsi definitivamente in Israele. Psichiatri e psicologi alle prese con l’impennata delle consultazioni cercano di essere più razionali e ottimisti. “Ci sono più chance di morire fulminati che in un attacco terroristico”, spiega uno psochiatra parigino. E però gli attentati hanno modificato lo stile di vita di molti.
I falsi allarme
L’angoscia è palpabile. Nei giorni scorsi, la cronaca di un giornalista di Liberation che ha descritto la sua paranoia ritrovandosi sul metro al fianco di una donna completamente velata che temeva fosse pronta a farsi esplodere gli ha attirato critiche di razzismo. E però gli allarmi per pacchi sospetti nel trasporto pubblico esasperano viaggiatori e macchinisti, che ieri hanno scioperato proprio per questo. Il sindacato ristoratori parla di frequentazioni serali scese del 25-30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (immediatamente dopo gli attentati il calo era stato del 50%). Meglio bar e brasseries. Dopo il picco post-attenti ora si è ridotto a un meno 10%.
La Bonne bie’re, uno dei bar assaltati, ha già riaperto i battenti. Anche per teatri e sale concerti, ormai attrezzate di metal detector per rassicurare il pubblico, “l’attività riprende”. “
“Fluctuat Nec Mergitur”, “Naviga e non affonda”, è lo storico motto di Parigi, ripreso nei manifesti listati di nero del Municipio e dai writer dell’undicesimo arrondissement, quello che ha pagato il più alto tributo di sangue. (Ansa)
