La strategia della sinistra contro Afd e gli altri partiti che sul modello tedesco stanno sorgendo nel resto d’Europa si va delineando. Urge mettere al bando gli elettori che votano per simili movimenti, con la motivazione che chi ha scelto Alternative für Deutschland è un ignorante. Sì, per i compagni gli elettori del partito di estrema destra non sono degni di votare in quanto zoticoni, gente che non ha studiato, persone che fanno lavori senza valore. In due parole, siamo al teorema Bonaccini, rilanciato da Paolo Gentiloni e corroborato da dotte analisi del Corriere della Sera (oltre che da tutta la stampa progressista). Per andare al sodo, gli elettori votano Afd perché sono stupidi, facilmente manipolabili, non in grado di discernere il bene dal male.
Da che si deduce tutto ciò?
Dai flussi elettorali. Tra gli operai, l’ultradestra ha ottenuto quasi il 60% dei consensi, mentre tra chi ha una condizione economica disagiata la percentuale arriva quasi al 70. Tra quanti hanno titoli di studio di livello medio-basso, ovvero diplomi di scuola secondaria o professionale, gli elettori di Alternative für Deutschland spopolano, con percentuali superiori al 50%, mentre i laureati sono appena il 30. Tutto ciò secondo il Corriere è un «indicatore chiave per capire il voto in Sassonia-Anhalt». E per gran parte dei politici di sinistra e dei commentatori, basta e avanza per sentenziare che a votare per l’estrema destra sono stati gli elettori «poco istruiti», ovvero le persone ai margini.
La smentita dei numeri e il bivio generazionale
In realtà, i flussi elettorali ci dicono anche altro, e non sembrano confermare il teorema caro al presidente del Partito Democratico. Tanto per cominciare le analisi del voto spiegano che il 42% dei giovani sotto i 25 anni ha votato per Afd, mentre solo il 5 ha scelto di mettere la croce sul simbolo della Cdu, il partito che per un quarto di secolo ha governato il Land. Vogliamo credere che quasi la metà dei ventenni della Sassonia siano ignoranti patentati? Semmai gran parte di chi si è appena affacciato al mondo del lavoro, con un diploma o con una laurea (il 30% degli elettori di Afd ha comunque frequentato e concluso un corso universitario), ha ritenuto l’offerta politica dei partiti tradizionali, tipo Cdu e Spd, poco interessante e forse ci si dovrebbe chiedere il perché.
C’è di più: dal voto risulta che solo il 3% delle persone che hanno una situazione economica precaria ha votato i socialdemocratici. Cioè, il partito ritenuto in teoria più vicino ai ceti popolari è stato bellamente ignorato dagli stessi, i quali hanno preferito rivolgersi ad Afd. Una scelta che si è ripetuta fra gli operai, i quali solo per il 6% hanno votato per la Spd, mentre il 7 ha optato per la Linke, ovvero la sinistra più radicale. Che cosa stupisce di tutto ciò? Che oggi di questi elettori si dice che siano incolti e lavoratori marginali, ovvero manovali o giù di lì. Tuttavia, questo un tempo era il bacino elettorale della sinistra. Operai, contadini, salariati erano le classi subalterne a cui si rivolgeva in Italia il Pci, in Germania la Spd, in Francia i comunisti e i socialisti. E a nessuno all’epoca sarebbe venuto in mente di dire che questo esercito di lavoratori e votanti era composto da ignoranti soltanto perché mettevano la croce su falce e martello. Quindi, perché adesso fior di intellettuali e politici si permettono di sostenere che centinaia di migliaia di persone sono stupide e povere solo per aver fatto una scelta politica diversa da quella auspicata da giornalisti e statisti?
Il fallimento dell’ascolto su Green Deal e lavoro
Il razzismo culturale che ho colto nei commenti di molti la dice lunga sulla difficoltà della classe dirigente di capire fenomeni complessi come quello di Afd. Se in Sassonia-Anhalt operai e manovali invece di votare la sinistra hanno scelto la destra è semplicemente perché hanno ritenuto che questa ascoltasse i loro problemi su temi come il Green Deal, l’immigrazione, i salari. Non ci vuole molto a comprenderlo, ma anche persone istruite, che si fregiano di saperla molto più lunga di chi ha solo un diploma professionale o un salario minimo, non riescono ad afferrare il concetto.
Con il risultato che perfino il boom dell’affluenza alle urne, tanto auspicato come deterrente contro il populismo (l’ultimo a deprecare l’astensionismo è stato, a Cernobbio, Sergio Mattarella) diventa elemento destabilizzante e pericoloso, capace di mettere in crisi la democrazia. Di fronte a queste illuminate riflessioni, le mosse future appaiono ovvie: se non si possono mettere al bando Afd e i partiti che nel resto d’Europa somigliano ad Alternative für Deutschland, prima o poi si dovranno mettere al bando gli elettori, trovando il modo perché si voti il meno possibile e consentendo alle élite, di Bruxelles e del sistema, di governare senza chiedere a loro.
Del resto, quando la sinistra dice che ci vuole più Europa e che le decisioni non si possono più prendere all’unanimità, che intende, se non che si devono espropriare gli «ignoranti» del diritto di voto?
