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Isis, una radio per fare proselitismo in Afghanistan

Isis, una radio per fare proselitismo in Afghanistan

Si chiama “La voce del califfato”, trasmette letture del Corano e inviti ai giovani ad arruolarsi nelle file dei miliziani

Isis, una radio per fare proselitismo in Afghanistan
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Aeroporto di Kandahar, Afghanistan, 9 dicembre 2015. Personale addetto alal sicurezza di guardia di fronte all’ingresso dello scalo aeroportuale.

Isis, una radio per fare proselitismo in Afghanistan
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Aeroporto di Kandahar, Afghanistan, 9 dicembre 2015. Membri delle forze di sicurezza afghane in piedi accanto ai cadaveri di militanti talebani che hanno partecipato all’attacco indossando divise dell’esercito regolare.

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Aeroporto di Kandahar, Afghanistan, 9 dicembre 2015. Soldati dell’Esercito nazionale afghano ispezionano gli edifici del complesso dopo la fine degli scontri con i miliziani talebani.

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Aeroporto di Kandahar, Afghanistan, 9 dicembre 2015. Membri delle forze di sicurezza afghane in piedi accanto ai cadaveri di militanti talebani che hanno partecipato all’attacco indossando divise dell’esercito regolare.

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Aeroporto di Kandahar, Afghanistan, 9 dicembre 2015. Soldati dell’Esercito nazionale afghano di guardia dopo la fine degli scontri con i miliziani talebani.

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Aeroporto di Kandahar, Afghanistan, 9 dicembre 2015. Soldati dell’Esercito nazionale afghano dopo la fine degli scontri con i miliziani talebani.

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Aeroporto di Kandahar, Afghanistan, 9 dicembre 2015. Un soldato dell’Esercito nazionale afghano di guardia dopo la fine degli scontri con i miliziani talebani.

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Aeroporto di Kandahar, Afghanistan, 9 dicembre 2015. Membri delle forze di sicurezza afghane in piedi accanto ai cadaveri di militanti talebani che hanno partecipato all’attacco indossando divise dell’esercito regolare.

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Aeroporto di Kandahar, Afghanistan, 9 dicembre 2015. Soldati dell’esercito nazionale afghano controllano l’area dopo la fine dell’assedio ad opera di un gruppo di talebani.

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epa05061570 A view of the Kandahar airport after clashes with Taliban militants and Afghan security forces, in Kandahar Afghanistan, 09 December 2015. A siege at a provincial Afghan airport in has left at least 37 dead, mostly civilians, an official said on 09 December. The attack in the Kandahar airport began 08 December evening. ‘Among the dead are women, children and army soldiers,’ Defence Ministry spokesman Dawlat Waziri said. ‘Nine attackers are killed, one still resisting the security forces, and 35 civilians are wounded.’ EPA/MUHAMMAD SADIQ BEST QUALITY AVAILABLE

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epa05061569 Members of the Afghan security services secure the site of an attack targeting the Kandahar airport, Afghanistan, 09 December 2015. A siege at a provincial Afghan airport in has left at least 37 dead, mostly civilians, an official said on 09 December. The attack in the Kandahar airport began 08 December evening. ‘Among the dead are women, children and army soldiers,’ Defence Ministry spokesman Dawlat Waziri said. ‘Nine attackers are killed, one still resisting the security forces, and 35 civilians are wounded.’ EPA/MUHAMMAD SADIQ BEST QUALITY AVAILABLE

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epa05061571 Members of the Afghan security services stand beside the bodies of Taliban militants who were killed during clashes with Afghan security forces at Kandahar airport, in Kandahar, Afghanistan, 09 December 2015. A siege at a provincial Afghan airport in has left at least 37 dead, mostly civilians, an official said on 09 December. The attack in the Kandahar airport began 08 December evening. ‘Among the dead are women, children and army soldiers,’ Defence Ministry spokesman Dawlat Waziri said. ‘Nine attackers are killed, one still resisting the security forces, and 35 civilians are wounded.’ EPA/MUHAMMAD SADIQ ATTENTION EDITORS PICTURE CONTAINS GRAPHIC CONTENT / BEST QUALITY AVAILABLE

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26 novembre 2015. Un anziano abitante di un villaggio alla periferia di Herat, in Afghanistan, osserva il passaggio di due bambini seduto fuori dalla sua casa.

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Kabul, Afghanistan, 10 novembre 2015. Un gruppo di donne partecipa a una fiaccolata in memoria della 7 vittime di decapitazione.

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Kabul, Afghanistan, 11 novembre 2015. Un gruppo di donne trasporta la bara di una delle tre donne di etnia Hazara decapitate dai miliziani dell’ISIS.

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Nangarhar province, Afghanistan

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Nangarhar province, Afghanistan

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Una stanza devastata dal terremoto in Afghanistan

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Kabul, Afghanistan, 10 febbraio 2015. Sameiullah al lavoro insieme un altro ragazzo.

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Afghanistan, 2011.

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Kabul, Afghanistan, 10 febbraio 2015. Sameiullah pulisce le scarpe di un cliente presso il cimitero di Karta-e-Sakhi.

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Kabul, Afghanistan, 10 febbraio 2015. Sameiullah partecipa a una gara improvvisata di mangiatori di uova sode con due amici-colleghi.

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Kabul, Afghanistan, 10 febbraio 2015. Sameiullah torna a casa dopo una giornata di lavoro.

Da mesi impegnato a rafforzare la propria presenza in Afghanistan, l’Isis ha deciso ora di utilizzare non solo le armi, ma anche i media, per ingrossare le fila dei propri militanti. E per questo ha avviato una radio nella provincia orientale di Nangarhar.

E così da una località sconosciuta non lontana dal confine con il Pakistan trasmette, in modulazione di frequenza, la Voce del Califfato che, fra versetti del Corano e notizie di “gloriose vittorie” del movimento, svolge un’operazione di proselitismo, incoraggiando i giovani afghani ad “abbracciare il messaggio del califfo Abu Bakr al Baghdadi”.

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Un’immagine dal video Isis che minaccia la conquista di Roma

Isis, una radio per fare proselitismo in Afghanistan
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Miliziani dello Stato islamico

Isis, una radio per fare proselitismo in Afghanistan
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Un frame del video di propaganda Isis con i bambini che uccidono un gruppo di ostaggi, 4 dicembre 2015

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Un frame del video di propaganda Isis con i bambini che uccidono un gruppo di ostaggi, 4 dicembre 2015

Isis, una radio per fare proselitismo in Afghanistan
Twitter @Rita_Katz

Un’immagine da Twitter del video dell’Isis della decapitazione di una presunta “spia russa”, 2 dicembre 2015

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Twitter @Rita_Katz

Un’immagine da Twitter del video dell’Isis della decapitazione di una presunta “spia russa”, 2 dicembre 2015

Isis, una radio per fare proselitismo in Afghanistan

Uno screeshot del video dell’ISIS contro i cristiani

Isis, una radio per fare proselitismo in Afghanistan

Uno screeshot del video dell’ISIS contro i cristiani

Isis, una radio per fare proselitismo in Afghanistan

Uno screeshot del video dell’ISIS contro i cristiani

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Telskuf, Iraq, 5 novembre 2015. Un soldato inglese conosciuto come “Polish”, membro del gruppo “Volontari internazionali Peshmerga” dà lezioni di primo soccorso a dei guerriglieri curdi. Ex soldato di fanteria dell’esercito britannico, 27 anni, originario di Birmingham, è giunto per la seconda volta nel nord dell’Iraq come istruttore medico volontario.

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Uno dei miliziani dell’Isis ripreso nel video in cui un emiro turco invita i turchi alla guerra contro Erdogan con l’Isis

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Un frame del video dell’Isis rivolto ai turchi con l’emiro che parla direttamente al popolo

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Il video diffuso dall’Isis che mostra un bambino, dall’apparente età di 10 anni, decapitare un prigioniero in Siria

Isis, una radio per fare proselitismo in Afghanistan

Un frame dal video dell’Isis che documenta l’esecuzione di 25 soldati siriani a Palmira nel 2015

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Un frame dal video dell’Isis che documenta l’esecuzione di 25 soldati siriani a Palmira

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Un frame dal video dell’Isis che documenta l’esecuzione di 25 soldati siriani a Palmira nel 2015

Isis, una radio per fare proselitismo in Afghanistan

Un frame dal video dell’Isis che documenta l’esecuzione di 25 soldati siriani a Palmira

L’allarme delle autorità

Inutile dire che le autorità afghane sono allarmate da questa novità. Responsabili del Consiglio provinciale hanno indicato che non si sa ancora da dove parta il segnale della radio che è ricevuto chiaramente nel capoluogo, Jalalabad City, e in molti distretti chiave. I responsabili della ong ‘NAI-Sostenendo i media liberi in Afghanistan’ hanno diffuso un comunicato in cui mettono in guardia che “il lancio di questa emittente radiofonica puo’ avere un serio impatto negativo sulla situazione della sicurezza in tutto il Paese”. Nai chiede anche al governo di “utilizzare ogni mezzo offerto da tecnologie e servizi di intelligence per bloccare il funzionamento di simili media illegali (…) e impedire così il reclutamento di giovani attraverso una propaganda favorevole al terrorismo”.

L’ingresso dell’Isis nel paese

L’ingresso dell’Isis in Afghanistan, dovuto originariamente all’iniziativa di un comandante, Abdul Rauf Khadem, che nel 2014 visitò l’Iraq, è divenuta ormai un’ulteriore seria minaccia a cui devono far fronte le forze di sicurezza afghane ed il governo del presidente Ashraf Ghani. Recentemente il comandante delle forze Usa e Nato in Afghanistan, generale John Campbel, ha sostenuto che i seguaci del gruppo terroristico stanno cercando di stabilire la loro base in Nangarhar, grazie all’adesione di gruppi di ex talebani dell’ala più radicale e l’arrivo di militanti da Siria e Iraq.

Il rapporto dell’Onu

In settembre anche l’Onu ha lanciato un allarme, pubblicando un rapporto in cui si confermava che l’Isis sta facendo progressi in territorio afghano e che ha accresciuto il numero dei suoi simpatizzanti grazie a reclutatori attivi in almeno 25 delle 34 province afghane. Oltre al contrasto della sua attività da parte di polizia ed esercito afghani, e indirettamente della missione Resolute Support della Nato, l’Isis deve però far fronte anche alla dura ostilita’ dei talebani dell’Emirato islamico dell’Afghanistan, che l’hanno impegnato in scontri in vari distretti di Nangarhar. Questo perche’ i talebani si propongono di conquistare il potere a Kabul e vedono quindi come fumo negli occhi il progetto, da loro considerato una utopia, della costituzione di un ‘Califfato’ che si estenda dall’Atlantico alle Repubbliche ex sovietiche. (ANSA).

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