È un Donald Trump che si prepara alle elezioni di metà mandato quello che ha tenuto ieri il discorso sullo Stato dell’Unione. Parlando per quasi due ore davanti alle camere riunite del Congresso, il presidente americano ha innanzitutto rivendicato i risultati del primo anno di governo. “Oggi il nostro confine è sicuro, il nostro spirito è rinato, l’inflazione sta crollando, i redditi stanno aumentando rapidamente, l’economia è in piena espansione come mai prima d’ora e i nostri nemici sono spaventati”, ha dichiarato. L’inquilino della Casa Bianca ha anche difeso la politica dei dazi, tornando a criticare, pur senza esagerare, la recente sentenza della Corte Suprema. “È stata una sentenza davvero infelice. Ma la buona notizia è che quasi tutti i Paesi e le aziende vogliono mantenere l’accordo già stipulato”, ha affermato.
Poi, si è rivolto a tematiche cruciali in vista delle elezioni di metà mandato, parlando di quello che ha definito il suo “grande piano sanitario”. “Voglio interrompere tutti i pagamenti alle grandi compagnie assicurative e, al contrario, dare quei soldi direttamente ai cittadini, così che possano acquistare la propria assistenza sanitaria, che sarà migliore a un costo molto più basso”, ha detto. “Inoltre”, ha aggiunto, “il mio piano richiede la massima trasparenza dei prezzi”. Trump, che ha aggiunto di voler “proteggere” i programmi sanitaria Medicare e Medicaid, si è inoltre concentrato sull’inflazione: un tema, questo, rispetto a cui i repubblicani risultano vulnerabili in vista del prossimo novembre. “L’amministrazione Biden e i suoi alleati al Congresso ci hanno regalato la peggiore inflazione nella storia del nostro Paese. Ma in dodici mesi, la mia amministrazione ha portato l’inflazione di fondo al livello più basso degli ultimi cinque anni”, ha sostenuto.
L’inquilino della Casa Bianca è poi tornato a battere sul suo cavallo classico di battaglia: la lotta all’immigrazione clandestina. “L’unica cosa che si frappone tra gli americani e una frontiera spalancata in questo momento è il presidente Donald J. Trump e i nostri grandi patrioti repubblicani al Congresso”, ha affermato. “Se siete d’accordo con questa affermazione, allora alzatevi in piedi e mostrate il vostro sostegno. Il primo dovere del governo americano è proteggere i cittadini americani, non gli immigrati clandestini”, ha proseguito, suscitando il disappunto dei parlamentari dem in platea. Successivamente, Trump è tornato a invocare regole che garantiscano l’integrità del processo elettorale negli Stati Uniti. “Tutti gli elettori devono mostrare un documento d’identità. Tutti gli elettori devono mostrare un documento di cittadinanza per poter votare”, ha detto.
Ma Trump non si è fermato a trattare di questioni interne. È intervenuto anche sulla crisi iraniana. “Gli iraniani vogliono raggiungere un accordo, ma non abbiamo sentito quelle parole segrete: ‘non avremo mai un’arma nucleare’. La mia preferenza è risolvere questo problema attraverso la diplomazia. Ma una cosa è certa: non permetterò mai che il principale sponsor mondiale del terrorismo possa acquisire un’arma atomica”, ha dichiarato, per poi rivendicare di aver portato gli alleati della Nato ad alzare la propria spesa per l’Alleanza al 5%.
Infine, non sono mancati velati riferimenti alle primarie repubblicane del 2028. Nel suo discorso, Trump ha esplicitamente elogiato Marco Rubio, definendolo un “grande segretario di Stato”, che “passerà alla Storia come il migliore di sempre”. Dall’altra parte, l’inquilino della Casa Bianca ha parlato di Vance come “grande vicepresidente”, annunciando di averlo messo a capo del contrasto alle frodi. Trump sa bene che, con ogni probabilità, la sfida per la nomination presidenziale del 2028 si giocherà tra Rubio e Vance. E sta preparando il terreno affinché la competizione si svolga nel modo meno burrascoso possibile.
