È in corso una distensione tra Stati Uniti ed Eritrea. Washington ha infatti revocato le sanzioni che l’amministrazione Biden aveva imposto nel 2021 ad Asmara per preoccupazioni di tipo umanitario. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, «le truppe eritree furono accusate di aver commesso atrocità durante il conflitto nella regione etiope del Tigray, in cui appoggiarono l’esercito federale etiope». Parliamo di un conflitto che si è poi concluso nel 2022 con la firma di un accordo di pace tra il governo di Addis Abeba e i ribelli del Tigray.
«Le sanzioni unilaterali imposte dall’amministrazione Biden cinque anni fa non erano giustificate da alcun parametro. A questo proposito, accogliamo con favore il gesto e le misure correttive dell’amministrazione Trump», ha dichiarato il ministro dell’Informazione eritreo, Yemane Gebremeskel. Dal canto suo, il Dipartimento di Stato americano ha reso noto che il mancato rinnovo delle sanzioni è finalizzato a «promuovere gli interessi regionali degli Stati Uniti».
Ma quali sono le ragioni che hanno portato l’amministrazione Trump ad allentare le tensioni con Asmara? Innanzitutto, l’Eritrea si affaccia sul Mar Rosso: un’area in cui la tensione sta aumentando a causa della crescente pressione militare degli Huthi, spalleggiati dall’Iran, sull’Arabia Saudita. Non è quindi escludibile che la Casa Bianca punti a rafforzare la propria capacità di proiezione nei confronti di Bab el-Mandeb. Sotto questo aspetto, l’Eritrea potrebbe essere usata come una sorta di base operativa per eventuali azioni di contrasto o contenimento ai danni del gruppo islamista yemenita.
In secondo luogo, non va trascurato come il Corno d’Africa stia diventando una regione sempre più strategica. Trump è quindi verosimilmente interessato a rafforzare l’influenza americana in loco e a salvaguardare il più possibile la stabilità dell’area. Del resto, nonostante l’alleanza di alcuni anni fa, i rapporti tra Etiopia ed Eritrea sono tornati a farsi tesi, soprattutto a causa della guerra civile in Sudan. In particolare, secondo Middle East Eye, Asmara appoggia l’esercito sudanese insieme a Egitto, Turchia e Arabia Saudita, mentre Addis Abeba spalleggia gli Emirati arabi nel loro sostegno alle Forze di supporto rapido. Non solo. L’anno scorso, il governo eritreo criticò anche duramente le ambizioni, nutrite dall’Etiopia, di ottenere uno sbocco sul mare.
Infine, ma non meno importante, l’amministrazione Trump vuole probabilmente arginare l’influenza di Pechino sul Corno d’Africa. Era lo scorso aprile, quando il presidente eritreo, Isaias Afwerki, ha ricevuto l’inviato regionale cinese, Hu Changchun. Tutto questo, senza trascurare che Asmara ha aderito alla Belt and Road Initiative nel 2021. Non è del resto un mistero che la Repubblica popolare sia assai interessata alle risorse minerali eritree. Risorse a cui guarda adesso anche la Casa Bianca.
