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Macron vuole la Russia al G7: il messaggio privato a Trump scatena la diplomazia

Macron vuole la Russia al G7: il messaggio privato a Trump scatena la diplomazia

Macron propone a Trump un G7 straordinario a Parigi con Russia, Ucraina e Danimarca: la prima apertura a Mosca in quasi quattro anni di guerra

La giornata politica europea si è aperta con un colpo di scena che ha attraversato le capitali come una corrente elettrica. Emmanuel Macron ha inviato a Donald Trump un messaggio privato proponendo di ospitare a Parigi, questo giovedì, un vertice straordinario del G7. Fin qui un gesto di leadership, l’ennesimo tentativo francese di ritagliarsi un ruolo centrale nei grandi dossier globali. Ma il dettaglio che ha ribaltato la narrazione è arrivato subito dopo: l’idea di invitare, “a margine”, anche la Russia, aprendo così a un contatto diretto con Mosca per la prima volta in quasi quattro anni di guerra in Ucraina. Una proposta che ha il sapore della discontinuità e che, inevitabilmente, rischia di ridefinire gli equilibri interni al blocco occidentale.

Il ruolo di Trump e la pubblicazione del messaggio

Il contenuto del messaggio non è rimasto confinato nei circuiti diplomatici. Donald Trump lo ha pubblicato integralmente sul suo social network Truth, trasformando un’iniziativa riservata in un caso globale. L’Eliseo ha confermato senza esitazioni l’autenticità della comunicazione, evitando qualunque smentita e lasciando così che la manovra emergesse in tutta la sua portata politica. Che a renderlo pubblico sia stato proprio il presidente americano aggiunge un elemento di tensione: Trump mostra di voler controllare la narrativa e di non temere l’esposizione di processi diplomatici normalmente coperti da riservatezza, mentre la Francia sembra accettare consapevolmente questa nuova dinamica.

Un vertice che allarga il perimetro dei temi sensibili

Macron non immagina un G7 circoscritto ai tradizionali dossier economici e di sicurezza. Nel messaggio propone di coinvolgere anche la delegazione ucraina, i rappresentanti danesi e, se possibile, appunto i russi, costruendo un incontro multilivello che affronti contemporaneamente temi tra loro lontani ma strategicamente collegati. Oltre al futuro del conflitto in Ucraina, il presidente francese punta a riportare sul tavolo le tensioni sulla Groenlandia, un’area da anni oggetto di attenzioni geopolitiche e contese sotterranee tra Danimarca, Stati Uniti e attori globali. Accanto a questo, emerge il dossier siriano, una ferita aperta che continua a influenzare equilibri regionali, flussi migratori e rapporti con Mosca.

Parigi cerca di rimettere la Francia al centro del gioco internazionale

La mossa di Macron si inserisce in una strategia ampia, che punta a posizionare la Francia come mediatore indispensabile in un mondo dove la competizione tra potenze sembra aver sostituito ogni logica di cooperazione. Proporre un G7 con un possibile coinvolgimento russo, anche informale, significa tentare un canale che finora era rimasto sbarrato, sfidando la rigidità di alcuni alleati e scommettendo sull’idea che un confronto – anche minimo – possa aprire spiragli politici dopo anni di stallo. È un gesto che contiene ambizione, rischio e un certo grado di audacia, e che potrebbe ridisegnare la postura europea verso il conflitto ucraino e le relazioni con Mosca.

Verso un vertice che può cambiare il clima internazionale

Se la proposta dovesse concretizzarsi, il G7 di giovedì diventerebbe il meeting più sensibile e simbolico degli ultimi anni, un tentativo di far ripartire la diplomazia in un momento storico dominato da diffidenze e linee rosse. L’eventuale presenza russa, anche solo ai margini, segnerebbe una svolta e aprirebbe la strada a una nuova fase del confronto, con un’Europa che prova a giocare carte proprie e un’America che si presenta sulla scena internazionale con un approccio radicalmente diverso.

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