La Rubrica - Outside the Beltway: cronache e analisi di politica Usa
I socialisti americani si trovano davanti a una sfida non di poco conto: le primarie parlamentari dem nello Stato della Florida, che si terranno il 18 agosto. A essere attenzionata sarà, in particolare, la sfida per il venticinquesimo distretto tra il deputato democratico centrista, Jared Moskowitz, e lo sfidante Oliver Larkin, che è sostenuto dai Democratic Socialists of America. Secondo il tracciamento del New York Times, il socialista è dato indietro in tutti i sondaggi recenti. Tuttavia le rilevazioni non concordano sul suo svantaggio: per alcune, raggiungerebbe i 30 punti; per altre, si fermerebbe ad appena il 2%.
Del resto, negli scorsi anni, la Florida si è spostata sempre più a destra. Il che ha reso la vita difficile, in loco, all’ala sinistra del Partito democratico. Bernie Sanders non è riuscito a conquistare lo Stato in entrambe le primarie presidenziali dem a cui ha partecipato: quelle del 2016 e quelle del 2020. È inoltre dal 1999 che il cosiddetto Sunshine State non ha un governatore dem. E i senatori che esprime attualmente sono entrambi repubblicani. Tra l’altro, Donald Trump è riuscito ad espugnare lo Stato alle presidenziali del 2016, del 2020 e del 2024.
Vale inoltre la pena di ricordare che questo Stato è ricco di elettori anti-castristi e anti-chavisti: il che ovviamente non aiuta le ambizioni dell’ala sinistra dell’Asinello. Basti pensare che, lo scorso 13 agosto, i Democratic Socialists of America hanno pubblicato un comunicato de facto in favore del regime castrista. “Oggi ricorre il centenario della nascita di Fidel Castro e i Democratic Socialists of America riconoscono l’importanza storica sia di questa giornata che della sua figura”, recitava il documento, per poi aggiungere: “Fidel è stato un organizzatore, un combattente e rimane un simbolo incrollabile della lotta antimperialista e dell’autodeterminazione per il Sud del mondo. I Democratic Socialists of America vantano una lunga storia di solidarietà con il popolo cubano, la sua rivoluzione e la sua autodeterminazione”.
Infine, al di là della questione cubana, Larkin si è reso protagonista di scelte e idee programmatiche particolarmente radicali. Vuole abolire l’Ice e il Senato degli Stati Uniti. Si è detto inoltre d’accordo con Zohran Mamdani sulla questione dell’arresto di Benjamin Netanyahu. Non solo. Larkin ha anche accettato e pubblicizzato l’endorsement ricevuto dall’influencer Hasan Piker: uno che, in passato, ha difeso Hezbollah e ha detto che gli Stati Uniti si sarebbero “meritati” gli attentati terroristici dell’11 settembre.
Insomma, con queste posizioni, Larkin potrebbe aver messo a rischio la sua corsa elettorale in Florida. Per questo, una sua eventuale vittoria potrebbe risultare particolarmente significativa dal punto di vista degli equilibri politici in seno all’Asinello. Sarà quindi interessante analizzare la sua performance martedì prossimo. Del resto, i Democratic Socialists of America si stanno giocando molto, soprattutto dopo che la candidata da loro appoggiata per il seggio governatoriale del Wisconsin, Francesca Hong, è stata sconfitta la settimana scorsa alle locali primarie dem. E questo, nonostante i sondaggi della vigilia la avessero data nettamente come favorita.
