Nel 2024 l’UE ha investito 403 miliardi di euro in R&I, pari al 2,24% del PIL, un livello ancora distante dal target del 3% e inferiore a quello dei principali competitor globali, come Corea del Sud, Stati Uniti, Giappone e Cina.
All’interno dell’Unione, poi, permangono forti asimmetrie tra Stati membri: pochi Paesi superano stabilmente il 3% del PIL in R&S, mentre diversi restano sotto l’1%. L’Italia, con una spesa pari all’1,38% del PIL, si colloca sotto la media UE e nel gruppo dei “Moderate Innovators”.
Nonostante segnali di miglioramento, il sistema nazionale continua a scontare criticità strutturali, tra cui il sotto-investimento privato, il divario tra grandi imprese e PMI, la debolezza della finanza per l’innovazione e la fragilità del capitale umano.
Ecco cosa emerge da un’analisi di APRE (Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea) elaborata da Connact che sarà presentata il prossimo 4 febbraio a Bruxelles durante l’annual meeting di Connact – “Il Sistema Italia e le priorità dell’Unione europea” – nel corso del tavolo “Research & Innovation” nel quale si discuterà della politica europea su R&I tra sviluppo e sostegno ai ricercatori, imprese e innovatori.
Secondo l’analisi, il divario che c’è tra l’UE e gli altri Paesi evidenzia la necessità di rafforzare il ruolo della R&I al centro della strategia europea, affinché l’Europa possa affrontare le transizioni verde e digitale senza perdere capacità industriale e tecnologica. In questo contesto, i negoziati in corso sul nuovo Horizon Europe 2028–2034 (FP10) e sul futuro Fondo europeo per la competitività (ECF) assumono un rilievo strategico. FP10 ed ECF sosterranno università, enti di ricerca e imprese, abilitando un percorso continuo dalla ricerca alla scala industriale: dalla generazione di conoscenze scientifiche all’adozione sul mercato e al dispiegamento, beneficio dei cittadini e dell’economia europea. Il dibattito sul quadro finanziario pluriennale e sull’adeguatezza delle risorse destinate alla R&I risulta quindi cruciale per evitare un ulteriore ampliamento del gap europeo rispetto ai competitor globali.
L’evento. Questi e altri temi saranno discussi all’annual meeting di Connact che porterà a Bruxelles 50 fra grandi aziende italiane, associazioni e realtà del terzo settore, che insieme rappresentano quasi il 50% del PIL italiano e favorirà l’incontro di queste aziende, associazioni e organizzazioni con parlamentari, esponenti delle istituzioni europee, nazionali e regionali per un confronto sulle priorità che il Sistema Italia porrà al centro dell’agenda europea. L’incontro rappresenterà un’occasione per consolidare la presenza italiana a Bruxelles e per rafforzare il dialogo con le istituzioni europee. L’evento ha l’obiettivo di stimolare una collaborazione attiva e proattiva, fondamentale per affrontare le sfide future e cogliere le opportunità emergenti. Prevista la partecipazione anche di Pina Picierno, Vicepresidente del Parlamento europeo, Antonella Sberna, Vicepresidente del Parlamento europeo, Raffaele Fitto, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Federica Favi, Ambasciatore d’Italia in Belgio e Vincenzo Celeste*, Rappresentante permanente dell’Italia presso l’UE, insieme a Carlo Corazza, Direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia. Al tavolo “Research & Security” interverranno Mario Furore, Eurodeputato, membro delle Commissioni CULT, JURI; Silvia Sardone, Eurodeputata, membro delle Commissioni ENVI, DROI, AFET, ITRE; Raffaele Topo, Eurodeputato, membro delle Commissioni EMPL, REGI, BUDG, ENVI, SANT; Francesco Ventola, Eurodeputato, Vicepresidente della Commissione REGI e membro delle Commissioni ITRE, ECON, AGRI, FISC; Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte e della delegazione italiana presso il CdR; Maria Cristina Russo, direttrice RTD E della Commissione Europea, Francesca Mariotti, presidente di ENEA, Isabella Nova, Prorettrice Delegata del Politecnico di Milano; Maria Cristina Pedicchio, Presidente di APRE, Presidente.
