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Telemarketing, stretta alle telefonate commerciali su luce e gas: contratti nulli senza consenso

Telemarketing, stretta alle telefonate commerciali su luce e gas: contratti nulli senza consenso
epa13042235 A man uses a smartphone in Kabul, Afghanistan, 16 June 2026. Reports indicate that Taliban authorities have begun collecting and destroying smartphones belonging to their members in several provinces, including Logar, Nangarhar, Kandahar and Helmand, following an alleged verbal order from Taliban supreme leader Mullah Hibatullah Akhundzada. Media reports say security officials have instructed members to surrender prohibited devices, with non-compliance reportedly threatening military court proceedings and severe punishment. EPA/SAMIULLAH POPAL

Le nuove norme del Decreto Bollette limitano le azioni dei call center energetici e tutelano i consumatori. Restano però esclusi, per ora, gli operatori di telefonia

Stop (o quasi) alle telefonate commerciali su luce e gas a ogni ora del giorno. Da oggi entra in vigore la stretta sul telemarketing energetico prevista dal decreto Bollette. Le aziende del settore energetico non potranno più contattare i clienti senza avere un consenso esplicito e i contratti firmati al telefono, senza questo via libera, saranno nulli.

Cosa cambia dal 19 giugno per le telefonate commerciali su luce e gas

La regola è semplice: gli operatori di energia elettrica e gas non possono più usare telefonate o messaggi per proporre o concludere contratti di fornitura, a meno che il consumatore non abbia fatto una richiesta diretta al venditore (tramite sito, app, form online) o sia già cliente dell’azienda e abbia dato il consenso specifico a essere contattato. Eccetto questi due casi le telefonate commerciali non possono esserci e qualsiasi contratto concluso al telefono è considerato nullo. I call center potranno comunque continuare a fornire informazioni sui prodotti, via telefono, ma non potranno più far firmare contratti, senza il consenso preventivo dell’utente.

La novità mira a eliminare l’incentivo economico per i call center scorretti che contattano gli utenti con pratiche aggressive o ingannevoli. L’onere della prova si inverte: sarà il venditore a dover dimostrare che la chiamata rispettava le regole, proteggendo così il consumatore. L’obiettivo complessivo è disincentivare le telefonate moleste rendendole economicamente svantaggiose.

Numeri brevi e identificazione del chiamante: cosa manca ancora

C’è però la questione del come riconoscere le chiamate non gradite. L’Agcom ha approvato ad aprile l’introduzione di numeri brevi a tre cifre, per rendere immediatamente identificabili operatori, aziende e call center autorizzati. Tuttavia, il sistema non è ancora operativo perché è in corso un tavolo tecnico per definirne le modalità di utilizzo. Per questo, dal 19 giugno non sarà ancora possibile distinguere sempre a colpo d’occhio i call center regolari da quelli scorretti. Intanto il filtro anti-spoofing introdotto a fine 2025 ha già bloccato oltre 49 milioni di chiamate illecite nei primi 11 giorni, senza però eliminare del tutto il telemarketing aggressivo.

Telefonia fissa e mobile: la stretta che manca

C’è poi un settore che, almeno per ora, resta fuori dalle nuove regole: le telecomunicazioni. L’estensione delle stesse regole al telemarketing per la telefonia fissa e mobile era stata inserita nel decreto Accise, ma è stata eliminata dal Governo dopo le osservazioni arrivate dal Quirinale sulla disomogeneità delle norme contenute nel provvedimento. Risultato? Le compagnie telefoniche potranno continuare a contattare i consumatori con le vecchie regole, senza i vincoli appena introdotti per luce e gas.

Con le nuove regole su luce e gas si rafforzano le tutele contro i contratti attivati senza un consenso esplicito, ma la prudenza resta fondamentale. Prima di accettare qualsiasi proposta telefonica è sempre consigliabile non comunicare dati personali o bancari e verificare direttamente con il proprio fornitore. Nella lotta al telemarketing aggressivo i consumatori hanno da oggi uno strumento in più, per difendersi da pratiche scorrette e attivazioni indesiderate. Ma le telefonate non scompariranno, almeno per ora.

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