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Ferrovie dello Stato racconta l’Italia: al Vittoriano 160 anni di binari, storia e futuro

Ferrovie dello Stato racconta l’Italia: al Vittoriano 160 anni di binari, storia e futuro

Dal Risorgimento all’Alta Velocità, passando per guerre, boom economico e sostenibilità: al Vittoriano la grande mostra che racconta come le ferrovie hanno costruito l’identità nazionale. Aperta fino all’11 gennaio 2026.

Un viaggio lungo oltre un secolo e mezzo, tra binari, trasformazioni sociali, innovazioni tecnologiche e sfide strategiche del Paese. È questo il cuore della mostra Le ferrovie d’Italia (1861-2025). Dall’Unità nazionale alle sfide del futuro, promossa e organizzata a Roma da VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia e dal Gruppo FS Italiane, ospitata nella Sala Zanardelli del Vittoriano e nel Giardino grande di Palazzo Venezia. 01. COMUNICATO STAMPA – GRUPPO …

La presentazione ufficiale al Vittoriano

L’esposizione, aperta al pubblico dal 7 novembre 2025 all’11 gennaio 2026, è stata presentata a Roma dalla Direttrice Generale del VIVE e curatrice Edith Gabrielli e dal Presidente del Gruppo FS Tommaso Tanzilli. Un progetto che intreccia rigore storico e visione contemporanea, ponendo la ferrovia al centro della costruzione dell’Italia moderna.

Cavour, il Risorgimento e i binari dell’Unità

«Più di ogni altra riforma amministrativa, la realizzazione delle ferrovie contribuirà a consolidare la conquista dell’indipendenza nazionale». Con queste parole Camillo Benso di Cavour individuava già negli anni Quaranta dell’Ottocento il ruolo strategico dei treni nel processo risorgimentale. Non a caso, storia dell’Unità nazionale e storia delle ferrovie risultano quasi inseparabili.

I binari hanno connesso territori divisi da secoli, favorito scambi economici e culturali, ridotto le distanze e generato nuove opportunità di lavoro e mobilità sociale. Treni e stazioni hanno contribuito a creare una nuova identità collettiva, fatta di viaggi, pendolarismi, emigrazioni e ritorni.

Il Vittoriano, luogo simbolo della Nazione

Il Vittoriano, concepito nel 1878 dopo la morte di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, rappresenta il luogo ideale per accogliere questo racconto. Cuore simbolico della Nazione, oggi è uno spazio di arte, memoria e riflessione civile, gestito dal VIVE, istituto autonomo del Ministero della Cultura.

Ferrovie dello Stato racconta l’Italia: al Vittoriano 160 anni di binari, storia e futuro
Ferrovie dello Stato racconta l’Italia: al Vittoriano 160 anni di binari, storia e futuro
Ferrovie dello Stato racconta l’Italia: al Vittoriano 160 anni di binari, storia e futuro
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Ferrovie dello Stato racconta l’Italia: al Vittoriano 160 anni di binari, storia e futuro
Ferrovie dello Stato racconta l’Italia: al Vittoriano 160 anni di binari, storia e futuro

I 120 anni delle Ferrovie dello Stato

La mostra si inserisce nelle celebrazioni per i 120 anni dalla fondazione delle Ferrovie dello Stato, avvenuta nel 1905. Da allora, FS ha accompagnato tutte le fasi decisive della storia italiana: dalla ricostruzione postbellica al boom economico, fino all’Alta Velocità e alla transizione digitale.

Oggi il Gruppo FS conta oltre 96 mila dipendenti ed è attivo nei settori del trasporto ferroviario e stradale, delle infrastrutture, della logistica, della rigenerazione urbana e dei servizi tecnologici. È in corso un piano di investimenti superiore ai 100 miliardi di euro in cinque anni, orientato a resilienza infrastrutturale, qualità del servizio e mobilità sostenibile e intermodale.

Quattro epoche per raccontare 160 anni di storia

Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni cronologiche, affiancate da una sezione immersiva e da una sezione didattico-dimostrativa.

La prima sezione (1861-1904) racconta la difficile trasformazione delle reti regionali in un sistema nazionale. La seconda (1905-1944) affronta l’epoca della gestione statale, delle innovazioni tecniche e dell’uso politico e militare della ferrovia fino alla Seconda guerra mondiale. La terza (1945-1984) è dedicata alla ricostruzione, al boom economico e alle grandi migrazioni interne. La quarta (dal 1985 a oggi) guarda all’Alta Velocità, alla digitalizzazione e alle sfide ambientali future.

Un’esperienza immersiva e multisensoriale

Nella Sala Zanardelli, una sezione immersiva utilizza le più avanzate tecnologie digitali per coinvolgere il visitatore anche sul piano emotivo e sensoriale. Nel Giardino grande di Palazzo Venezia, la sezione didattica presenta due monumentali riproduzioni in scala del Settebello e dell’Arlecchino, icone del design ferroviario italiano del dopoguerra.

I quattro assi di lettura: tecnica, politica, società e arti

La mostra adotta un approccio interdisciplinare, articolato in quattro assi di lettura. Il primo è dedicato allo sviluppo tecnico e ingegneristico della rete. Il secondo analizza il ruolo delle ferrovie in rapporto a politica, istituzioni ed economia, mettendone in luce anche le contraddizioni territoriali tra Nord e Sud.

Il terzo asse indaga l’impatto sociale e antropologico: nuove professioni, mutamento dei ritmi di vita, pendolarismo e trasformazione della percezione della distanza. Il quarto esplora il rapporto tra ferrovie e arti visive, letteratura, cinema e fotografia, dove il treno diventa simbolo della modernità e delle sue ambivalenze.

Catalogo, comitato scientifico e attività educative

L’esposizione è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, con testi della curatrice Edith Gabrielli e di un Comitato scientifico composto da studiosi di primo piano. Per tutta la durata della mostra è previsto un ampio programma di attività educative rivolte a scuole, famiglie e pubblici con esigenze specifiche.

Un racconto lungo 160 anni che dimostra come, in Italia, le ferrovie non siano mai state solo un mezzo di trasporto, ma uno strumento decisivo di costruzione nazionale, culturale e civile.

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