Abbiamo parlato nello scorso articolo della rubrica “Spunti di Mercato” della decisione dell’Unione Europea di lanciare il nuovo piano “Made in Europe”, che fa parte dell’ampia strategia UE avviata tra il 2025 e l’inizio del 2026 con l’”Industrial Accelerator Act”. L’idea di fondo non è di un semplice sostegno al mercato interno, ma di una vera e propria ricostruzione della sovranità della manifattura europea, fiore all’occhiello della nostra economia.
Ci siamo poi chiesti cosa possiamo fare noi consumatori per aiutare il nostro continente a diventare più forte e indipendente e per farlo uscire da questa scomodissima posizione di “cuscinetto” fra la sempre meno affidabile America e la sempre più forte Asia? La nostra tesi è che lato consumi sia spesso una questione di abitudine quella che ci mantiene ancorati a fornitori non europei, di scomodità nel cambiare, di tempo necessario per farlo, a volte di costi. E quindi un pezzo del lavoro lo facciamo noi per voi. Dopo le indicazioni lato tecnologia, oggi parliamo di altri settori nei quali andiamo a individuare valide alternative europee a prodotti e servizi americani / stranieri.

Ecco le cinque categorie sulle quali abbiamo trovato qualcosa di funzionante e utilizzabile: Marketplaces, Libri, Viaggi e trasporti, Musica e Podcast, Movies e Serie TV. Volete sapere quali sono le 26 alternative europee molto valide che abbiamo trovato? Andate avanti nella lettura!
- Marketplaces: stufi di Amazon? Piuttosto difficile esserlo vista l’ampiezza della gamma di offerta, la rapidità nelle consegne, il buon servizio postvendita, i prezzi concorrenziali. Ma esistono tre valide alternative Europee che si chiamano Privalia (Francia, gruppo Veepee, validissimo per moda, casa, bellezza, tempo libero, sport), Galaxus (Svizzera, arredamento, casa, giardino, IT, giocattoli, beauty, ufficio), Zalando (Germania, abbigliamento, sport, accessori, calzature).

- Libri, guide e riviste: il fascino di entrare in una libreria, almeno per lo scrivente, resta immutato e impareggiabile, ma a volte è comodo comprare un libro con due click. Anche qui Amazon ha un catalogo molto ampio, ma parlando di alternative per noi italici ricordiamo che LaFeltrinelli, Mondadori Store e IBS libri hanno ottimi websites, spesso anche prezzi migliori del colosso americano e un servizio di consegna a casa o meglio ancora in libreria fantastico.Se poi cercate qualcosa di più “esotico” o raro o stampato tempo fa credo che Waterstones Online (UK), l’online shop della storica catena di librerie inglese, sia davvero un “must”.
Infine, nel mondo degli audiolibri se vuoi evitare Amazon (con la sua Audible), ci sono campioni europei fortissimi: Storytel, svedese, il principale concorrente di Audible in Europa con un catalogo anch’esso immenso, possibilità di leggere eBook (oltre all’audio) e piani più flessibili per studenti.

- Viaggi, voli e trasporti: il mercato è letteralmente dominato dagli USA con il gruppo Booking Holdings (Booking.com, fondata da un olandese 30 anni fa ma poi venduta agli yankees, Priceline, Kayak, Agoda, Cheapflights, Momondo, Rentalcars.com) e Expedia Group (Expedia.com, Hotels.com, Vrbo, Travelocity, Orbitz, Ebookers, Cheap Tickets, CarRentals.com, Trivago), entrambi colossi quotati in borsa negli Stati Uniti. Se ci aggiungiamo Airbnb il quadro è chiaro. Che fare?
Per le uniche vere alternative europee dobbiamo ringraziare il mondo svizzero-tedesco visto che ci sono Lastminute.com (Svizzera che offre voli, pacchetti viaggio, affitti auto), Holidu e Home to Go (Germania entrambe, ma con sito per Italia che permette di trovare case in affitto in tutto il mondo) e HRS (Hotel Reservation Service, tedesca pure questa ma con sito italiano e davvero molto pratica).
Per prenotazioni aeree, posto che è sempre meglio farle direttamente sui siti delle compagnie, abbiamo la spagnola (in realtà posseduta da vari fondi e banche comunque in maggioranza europei) Edreams Odigeo, un piccolo gruppo che funziona bene con i marchi Opodo, eDreams e GO Voyages.
Infine, lato treni le cose sono semplici visto che la molto nota Trainline è inglese e funziona perfettamente, anche quando si vogliono prenotare viaggi con più di una compagnia ferroviaria.

- Musica e podcast: in questo settore è l’Europa che domina con Spotify che pur essendo una multinazionale quotata negli Usa è svedese di origine e i due cofondatori controllano ancora il 25% del capitale e detengono il 75% dei diritti di voto. Ha un’offerta immensa, molteplici tipi di abbonamenti che favoriscono le famiglie, un’app performante e molto friendly.
Come alternativa, Deezer (francese) è la più simile. Ha un catalogo immenso (più di 120 milioni di tracce, inclusi brani di etichette indipendenti), un’ottima interfaccia e una maggior attenzione alla remunerazione dei musicisti. Sempre francese, anche Qobuz è assolutamente da nominare, la scelta migliore per i puristi della qualità del suono: se hai un buon impianto audio o delle cuffie serie, è considerato superiore ad Apple o Amazon Music, ed è l’unica piattaforma che permette sia lo streaming che l’acquisto di file in Alta Risoluzione.
Se ami la musica elettronica, i remix, i DJ set o vuoi scoprire artisti indipendenti prima che diventino famosi, la piattaforma SoundCloud, fondata a Berlino, è imbattibile: più che una piattaforma di consumo, è un ecosistema creativo in cui le nuove scene (dall’elettronica al rap sperimentale) emergono prima di essere assorbite dall’industria globale. Sempre tedesca c’è anche Idagio, specializzata esclusivamente in musica classica, con un sistema di ricerca che cataloga compositori, direttori d’orchestra e solisti, cosa che i servizi “generalisti” americani non fanno.

- Movies & TV Series: qui la sfida è più dura perché i colossi USA (Netflix, Disney, Amazon, Paramount, Universal) dominano la produzione. In Italia sappiamo poi come Sky resti il punto di riferimento per film e le serie TV di qualità, ma è anch’essa americana (di proprietà di Comcast pur con radici e redazioni europee storiche).
Ci sono realtà locali molto forti che non puntano tanto sul volume dei contenuti quanto sulla qualità e capacità di raccontare identità culturali diverse. In questo senso MUBI (inglese) è la piattaforma perfetta se sei un amante del cinema d’autore, delle produzioni indipendenti, dei festival (Cannes, Venezia) e dei classici. Anche ARTE.tv (franco-tedesca) è molto simile e offre gratuitamente gran parte dei suoi contenuti in streaming, documentari, film d’autore, serie TV e inchieste internazionali, spesso disponibili anche in italiano.Non sottovalutare anche le alternative italiane: RaiPlay / Mediaset Infinity offrono cataloghi di film (anche internazionali) che spesso non trovi sulle piattaforme USA, mentre Chili ti permette di noleggiare o acquistare film (anche le ultimissime novità del cinema) senza abbonamento mensile.
Citiamo poi due colossi non pienamente europei come proprietà, ma fortemente pensati e radicati per l’Europa, spesso dando spazio al cinema europeo che fatica a trovare visibilità sulle piattaforme americane. Il primo è SkyShowtime: anche se i contenuti arrivano da Paramount e Universal, è nato specificamente per il mercato europeo ed è gestito con una forte impronta continentale. Infine, abbiamo Rakuten TV, fondata in Spagna (anche se ora parte del gruppo giapponese Rakuten), che lavora molto con cataloghi e partner europei ed è uno dei pochi servizi che ha provato a costruire un modello alternativo allo streaming “tutto in abbonamento”. Se Netflix è un abbonamento tutto incluso, Rakuten TV è focalizzata sul noleggio/acquisto di singoli film (eccelle nel proporre quelli appena usciti dal cinema con il noleggio in anteprima).

Meditate gente, meditate. Si può aiutare l’Europa. Alla prossima per parlare nuovamente di mercati.
