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Bonus benzina 2026, chi potrebbe riceverlo e quanto varrebbe: le ipotesi del governo

Bonus benzina 2026, chi potrebbe riceverlo e quanto varrebbe: le ipotesi del governo
epa13176993 A worker holds a gas pump at a filling station in Peshawar, Pakistan, 18 August 2026. Pakistan increased petrol and diesel prices once again under its daily fuel pricing mechanism, prompting nationwide protests against inflation, rising fuel prices and petroleum taxes. EPA/ARSHAD ARBAB

Dal buono carburante per i dipendenti al possibile contributo per le famiglie a basso reddito: allo studio anche un aiuto per le partite Iva. Ma per ora non c’è alcun bonus da richiedere, né importi o requisiti ufficiali

Dal taglio delle accise al bonus benzina. Con il carburante stabilmente sopra i 2 euro al litro, il governo starebbe valutando il passaggio da uno sconto generalizzato sulle accise a un sostegno più mirato, pensato soprattutto per lavoratori dipendenti, partite IVA e nuclei familiari con redditi più bassi. Al momento, però, non esiste ancora nessun bonus benzina da richiedere: si tratta solo di ipotesi allo studio, senza importi, requisiti o date ufficiali.

Carburanti: la situazione attuale degli aiuti economici

Al momento vige, approvata dal Consiglio dei ministri, una proroga “ponte” della riduzione già in vigore sul prezzo del gasolio: lo sconto resta di 17 centesimi al litro fino al 5 settembre 2026, ripartiti tra taglio dell’accisa e riduzione dell’IVA. La benzina, invece, continua a non beneficiare di alcuna riduzione. Il costo di questa breve proroga si aggira sui 130 milioni di euro, coperti in parte con un anticipo di imposte a carico delle società energetiche che nel 2025 hanno registrato ricavi elevati.

Le due ipotesi sul tavolo: voucher aziendale e sostegno statale

Ma dopo la soluzione tampone, il governo sta pensando a un intervento più strutturale e selettivo. Si starebbe ragionando su due canali distinti:

  • Il fringe benefit aziendale: i datori di lavoro privati potrebbero riconoscere volontariamente ai dipendenti un buono carburante esentasse, sul modello già sperimentato nel 2022 sotto il governo Draghi, quando il tetto massimo era fissato a 200 euro. La somma sarebbe interamente deducibile per le imprese e non concorrerebbe al reddito imponibile del lavoratore.
  • Il sostegno pubblico diretto: per le famiglie a basso reddito si starebbe invece valutando un contributo statale, che potrebbe aggirarsi sui 100 euro, erogato attraverso la Carta Dedicata a te, così da evitare domande e procedure complesse a carico dei cittadini. Nessuna delle due strade è ancora stata formalizzata: mancano un provvedimento ufficiale, le coperture finanziarie e i criteri definitivi di accesso.

A chi potrebbe essere destinato il bonus benzina: dipendenti, partite IVA e nuclei a basso reddito

Il possibile bonus riguarderebbe innanzitutto i lavoratori dipendenti con redditi contenuti, in particolare a chi utilizza l’automobile per raggiungere il posto di lavoro. Non è ancora chiaro se la soglia di accesso sarà calcolata sul reddito complessivo, su quello da lavoro dipendente oppure sull’ISEE del nucleo familiare. Sono tre criteri che avrebbero effetti molto diversi sulla platea dei beneficiari. Per i lavoratori autonomi e le partite IVA, esclusi dal classico schema dei fringe benefit, il governo starebbe invece ragionando su un meccanismo alternativo: l’acquisto diretto del buono presso i distributori, con successiva deduzione della spesa in dichiarazione dei redditi.
Un capitolo a parte riguarda l’autotrasporto: per le imprese del settore è già attivo un credito d’imposta fino al 70% sulle maggiori spese di carburante sostenute tra marzo e agosto 2026, da utilizzare in compensazione tramite modello F24 entro fine anno.

Perché il governo cambia strategia sui carburanti e cosa resta da chiarire

Dietro il possibile addio agli sconti generalizzati c’è soprattutto un problema di conti pubblici: tagliare le accise per tutti costa molto allo Stato e aiuta anche chi ha un reddito alto. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti spinge da tempo per interventi selettivi, legati al reddito e attenti anche ad autotrasporto e logistica. Non mancano le critiche: il Codacons, ad esempio, contesta l’idea di aiutare solo alcune fasce, perché il caro benzina pesa comunque su tutti gli automobilisti. Al momento, però, resta tutto da definire: importo, soglie di reddito, platea e modalità di erogazione arriveranno solo con un provvedimento ufficiale, che il governo non ha ancora varato.

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