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Spari ed esplosioni vicino all’aeroporto di Niamey: dirottati due voli, militari italiani messi in sicurezza

Spari ed esplosioni vicino all’aeroporto di Niamey: dirottati due voli, militari italiani messi in sicurezza

Nessun coinvolgimento dei nostri militari impegnati nella missione Misin. In azione le milizie Jihadiste Jnim. Nella base anche truppe russe. Sospetti su un tentativo di furto dell’uranio per Mosca.


Intorno alla mezzanotte, tra il 28 e il 29 gennaio, sono stati avvertiti spari ed esplosioni nelle vicinanze dell’aeroporto internazionale Diori Hamani di Niamey, capitale del Niger, con la situazione che si è normalizzata soltanto dopo un paio d’ore. Durante questo periodo di tempo due aerei passeggeri diretti a Niamey, uno proveniente dal Belgio e uno dall’Algeria, sono stati dirottati in Nigeria e in Burkina Faso. Il fatto assume una certa rilevanza in quanto presso tale base militare, chiamata “101”, sono schierati anche militari italiani impegnati dal 2018 nella missione bilaterale MISIN, che condividono il luogo con gli Africa Corps russi presenti in Niger dalla primavera del 2024. Stando a quanto riportato dall’Agenzia Nova, quattro nostri soldati sono stati immediatamente messi in sicurezza nella nostra ambasciata, come ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani da Bruxelles. Oltre a queste truppe, la base aerea ospita il Reparto Velivoli a controllo remoto dell’Aeronautica militare nigerina che opera con droni Bayraktar TB-2 di costruzione turca. Dai primi rapporti raccolti pare si sia trattato di colpi provenienti da armi leggere azionate insieme a colpi di contraerea contro alcuni velivoli non identificati e dei quali non è stata neppure confermata la presenza. Ciò che invece pare essere accaduto è che personale non identificato, presumibilmente appartenente alla forza “Jnim” abbia aperto il fuoco contro truppe nigerine causando anche l’incendio di alcuni mezzi aeroportuali di servizio. Il nome, è la sigla di Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin, ovvero il Gruppo di Sostegno all’Islam e ai musulmani anche conosciuto come Fronte d’Appoggio all’Islam e ai musulmani, organizzazione militare e terrorista di ideologia salafita jihadista. Questi miliziani il 25 gennaio avevano già colpito con un ordigno improvvisato un veicolo delle Forze Armate nigerine a circa sei chilometri dalla capitale. Si ritiene pertanto che squadre dello Jnim siano attive nell’area e che possano essersi unite ai combattenti dello Issp, lo Stato Islamico della Provincia del Sahel. Il Ministero della Difesa italiano ha diffuso una nota nella quale si rassicura che i nostri soldati non risultano essere stati in alcun modo coinvolti nelle azioni. L’attacco potrebbe aver avuto come obiettivo la conquista di un carico di uranio proveniente dalla miniera di Arlit e destinato alla Russia. Il Niger ospita militari russi dall’aprile di due anni fa, quando arrivarono all’aeroporto di Niamey un centinaio di istruttori militari appartenenti agli Africa Corps. Si tratta di un Corpo costituito alla fine del 2023 per rimpiazzare l’organizzazione costituta dal Gruppo Wagner. La missione Misin del governo italiano fornisce supporto nella Repubblica del Niger, svolgendo una serie di compiti come supportare il governo locale nell’ambito di uno sforzo congiunto europeo e statunitense per la stabilizzazione dell’area e il rafforzamento delle capacità di controllo del territorio delle autorità nigerine e dei Paesi del G5 Sahel (Niger, Mali, Mauritania, Chad e Burkina Faso), per l’incremento di capacità volte al contrasto del fenomeno dei traffici illegali e delle minacce alla sicurezza; partecipa ad attività di sorveglianza delle frontiere e del territorio e di sviluppo della componente aerea della Repubblica del Niger; nonché addestra le forze di sicurezza e delle istituzioni governative nigerine. Nel tempo è stata potenziata passando da 350 a 500 unità schierando anche un centinaio di mezzi terrestri e cinque mezzi aerei. Gli Usa, pur non collaborando più direttamente con i Nigerini, contano circa mille uomini in due basi, la Niger Air Base 201 (ad Agadez), dove operano con droni Mq-9 Reaper e altri velivoli effettuando attività di intelligence, sorveglianza e ricognizione; ed anche dalla Base 101 di Niamey.

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