Si parla spesso di ricaduta tecnologica militare in campo civile e quella annunciata ieri dall’Agenzia per la ricerca militare degli Stati Uniti (Darpa) pare andare proprio in quella direzione. Il sangue in polvere ha dimostrato di essere efficace negli animali, ma la sua produzione su larga scala per l’uso sul campo di battaglia è ancora da definire. Il progetto era partito dopo le guerre in Iraq e Afghanistan e ora l’Agenzia di ricerca del Pentagono ha sviluppato un fluido sostituto del sangue conservabile in polvere ecerca occasioni per continuare a utilizzarlo in contesti sempre differenti, in modo che sia totalmente validato entro il 2029 e divenga una fornitura d’emergenza disponibile su ogni teatro di scontri. Del resto, l’approvvigionamento di sangue sta diventando una questione cruciale e il Pentagono sta ridefinendo le strategie di preparazione delle forze armate per le guerre future. Non è un’idea nuova, in campo medico civile il sangue artificiale potrebbe eliminare il rischio di trasmissione di malattie, ridurre le incompatibilità (gruppo universale) e risolvere la carenza di donazioni. Nel 2022 ricercatori britannici hanno iniziato i primi test di trasfusione di globuli rossi coltivati dimostrando la possibilità di produrre sangue in vitro, mentre in Giappone viene sviluppato sangue universale compatibile con tutti i gruppi sanguigni. Tuttavia la produzione è complessa e costosa, la conservazione e il trasporto sono onerosi e finora i sostituti sintetici hanno presentato effetti collaterali rendendo il sangue donato ancora insostituibile. In campo militare, nei due decenni diguerra in Medio Oriente, le truppe hanno spesso operato con la superiorità aerea, il che significava che i soldati feriti potevano essere rapidamente evacuati verso strutture dotate di un’efficiente assistenza traumatologica. Ma gli scenari potrebbero essere differenti, come nella guerra in Ucraina, dove gli elicotteri sono sotto continua minaccia di abbattimento e i droni possono colpire soldati feriti e soccorritori, oppure in un conflitto in remote isole del Pacifico prive di infrastrutture mediche. E queste preoccupazioni rendono l’accesso al sangue una preoccupazione urgente sia per i vertici militari, sia per il personale medico.
Come è fatto il sangue in polvere
Il prodotto realizzato da Darpa per ora si chiama Fsharp epotrebbe fornire alle truppe un sostituto del sangue che sia stabile a temperatura ambiente, che può essere rapidamente miscelato e trasportato in combattimento. Robert Murray, medico della Marina che lo supervisiona, ha dichiarato alla testata Indide Over: “il programma sta entrando in una fase critica; il passaggio dal successo in laboratorio all’uso pratico. Abbiamo avuto successo sugli animali”, ha detto, definendo il lavoro “una tecnologia davvero rivoluzionaria e non avevamo previsto questo livello di successo. I pazienti con emorragia hanno bisogno di grandi quantità di sangue entro pochi minuti dal ferimento”, spiegaMurray, “una risorsa non sempre facilmente reperibile sul campo di battaglia. La polvere Fsharp è contenuta in sacche per il sangue a doppia camera, separate dall’acqua sterile, da miscelare poco prima che il paziente ne abbia bisogno. Queste sacche sono resistenti e difficili da rompere, il che significa che i soldati possono riporle facilmente nel proprio kit. Basta aprire la sacca, mescolare la polvere e l’acqua, ed ecco pronta la soluzione”. Dalla Darpa dichiarano che il sangue artificiale così composto siamigliore dei componenti del sangue miscelati successivamente, poiché separare e poi miscelare plasma, globuli rossi e globuli bianchi è un processo troppo lungo e complesso per le esigenze immediate del campo di battaglia.
In guerra, ogni quattro soldati feriti ne muore uno per mancanza di plasma
Il colonnello medico dell’aeronautica Jeremy W. Cannon, che dopo il congedo è divenuto professore di chirurgia all’Università della Pennsylvania, durante un’audizione al Congresso sullo stato di prontezza delle forze militari, ha spiegato: “Stiamo attivamente cadendo nella trappola dell’effetto tempo di pace; in un possibile conflitto ad alta intensità nel Pacifico stimiamo che fino a millesoldati statunitensi uccisi o feriti ogni giorno, per mesi. Molti riporteranno ferite non fatali, eppure uno su quattro morirebbe a causa di un sistema impreparato alla situazione”. Intanto Darpa intende presentare il nuovo sangue in polvere all’autorità farmaceutica federale (Food and Drug Administration, Fda) entro poco tempo, poiché prima che FSharp possa passare alla fase di test sugli esseri umani è necessario stabilire le condizioni per evitare le insidie economiche che spesso affossano i programmi ad alta tecnologia, garantendo che il sangue sintetico sia finanziariamente sostenibile, o almeno che non generi perdite per le aziende e gli ospedali che potrebbero produrlo e utilizzarlo. Il dottor Murray spiega anche: “Gli ospedali faticano già a sostenere i costi dell’approvvigionamento di sangue, soprattutto nelle strutture più piccole. A differenza di altre spese mediche, il sangue viene generalmente rimborsato a tariffe basse, rendendolo non redditizio nonostante la sua importanza. Dobbiamo assicurarci che ci siano i giusti investimenti scientifici in modo che i soggetti interessati alla commercializzazione possano investire e siamo a un punto cruciale.” Nel frattempo, sempre più unità militari stanno imparando a gestire le “banche del sangue mobili” e le trasfusioni di sangue intero fresco d’emergenza, in cui una sola persona fornisce immediatamente il sangue a un commilitone ferito. Secondo Murray, questo tipo di addestramento è utile e importante, ma “rappresenta solo un palliativo”. Una volta conclusa la sperimentazione si aprono scenari importanti anche in campo civile. Un sangue artificiale che non debba essere conservato in frigoriferi e che possa essere distribuito costituirebbe un vantaggio per innumerevoli comunità, ma al contempo sarà fondamentale controllarne la produzione e l’origine per evitare che un domani possano essere venduti cloni dello FSharp poco sicuri.
