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Dal cibo alla sostenibilità: il valore strategico del mare che spesso viene dimenticato

Dal cibo alla sostenibilità: il valore strategico del mare che spesso viene dimenticato
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A Milano, la quinta edizione di Be Blue ha riportato il mare al centro del dibattito su economia, salute e sostenibilità

Siamo abituati a guardare in alto. Lo spazio, le sue frontiere, le sue promesse. Eppure sotto di noi, a coprire oltre il 70 per cento della superficie terrestre, c’è un sistema ancora in gran parte inesplorato, o comunque poco conosciuto. È il mare. Ricco, complesso, imprescindibile. E troppo spesso, purtroppo, ignorato.

È in questo contesto che l’11 giugno a Milano, al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Delicius ha ospitato la quinta edizione di Be Blue, la conferenza annuale dedicata al rapporto tra mare, società e futuro.

Il mare e le sue occasioni

Quando si parla di mare, il primo elemento da comprendere è che non si tratta soltanto di uno sfondo. No, è una filiera, un ecosistema economico, una fonte di valore che poche industrie (almeno per ora) sanno leggere davvero. La cosiddetta economia blu, che comprende pesca, acquacoltura, turismo costiero, energie rinnovabili marine e biotecnologie, può vantare un peso economico, sociale e ambientale straordinari a livello globale. Eppure, stenta ancora a essere percepita davvero come leva strategica.

Be Blue ha messo attorno allo stesso tavolo imprese, finanza e distribuzione moderna proprio per ragionare su questo tema. Irene Rizzoli, amministratore delegato di Delicius, Stefano Pogutz, Presidente del Comitato Scientifico di One Ocean Foundation, e Andrea Mottarelli, Country Head DWS Italy, hanno discusso di come economia e tutela del mare possano procedere nella stessa direzione. Non è affatto un’utopia: il processo è già in atto fra le aziende e risponde alle necessità dei consumatori così come agli obiettivi sostenibili dell’Agenda 2030.

Il legame sottovalutato tra scienza e alimentazione

Esiste poi un’altra dimensione sempre legata al mare, forse meno visibile ma comunque altrettanto fondamentale: quella della salute. Il pesce azzurro, con alici, sardine e sgombri, si presenta infatti come uno degli alimenti più completi in assoluto sul piano nutrizionale. Vitamine, oligoelementi, acidi grassi sono alla base della dieta mediterranea, patrimonio culturale dell’umanità di cui l’Italia è simbolo a livello mondiale. E invece, purtroppo, il suo consumo resta nettamente inferiore alle sue potenzialità.

A Be Blue 2026, Martina Cirlini (Professore Associato in Chimica degli Alimenti) e Alessandra Dei Cas (Professore Associato di Endocrinologia), entrambe dell’Università di Parma, hanno portato evidenze scientifiche sul valore nutritivo del pesce azzurro. Delicius collabora stabilmente con l’ateneo parmense e con l’INRC proprio per tradurre la ricerca in consapevolezza alimentare.

E dire che il mare entra nel cibo in modi che spesso non immaginiamo nemmeno. Basti pensare a Bordeaux, dove la salinità marina (in quel caso, oceanica) modella il terroir che produce alcuni dei vini più celebri al mondo. Senza Oceano Atlantico, dunque, niente Bordeaux, almeno per come lo conosciamo.

Il mare tra distribuzione e consumo

Matteo Bonù, Food Industry Leader di NielsenIQ, ha offerto a Be Blue una lettura dei dati di consumo sulle conserve di pesce, tracciando tendenze emergenti nella distribuzione moderna. I numeri parlano di un mercato in evoluzione, con consumatori sempre più attenti alla provenienza e alla qualità.

La tavola rotonda «Abitudini e rivoluzione» ha successivamente messo a confronto industria e grande distribuzione. Insieme a Guido Cristini, Professore di Strategie di Marketing Agro-alimentare all’Università di Parma, la sessione ha visto la partecipazione di Maniele Tasca per Gruppo Selex, Giorgio Santambrogio per Gruppo VéGé, Giangiacomo Ibba per CRAI e Andrea Maggioni, Direttore Generale Sviluppo di Delicius. Il confronto ha esplorato come intercettare i cambiamenti sugli scaffali, lavorando su assortimenti, linguaggi e relazione con il consumatore.

Come approcciarsi al mare

A chiudere l’incontro Roberto Danovaro, professore e biologo marino tra i più autorevoli a livello internazionale, con un prezioso intervento sul mare come sistema ancora largamente inesplorato.

«Conoscere meglio il mare è il primo passo per valorizzarlo», ha sottolineato Irene Rizzoli. Be Blue, nato nel 2022 e giunto alla quinta edizione, è oggi una piattaforma stabile di confronto tra scienza, impresa e società. Per questo, prima di guardare in alto, dobbiamo restare con i piedi per terra. O meglio, in barca. È ora di salpare verso nuovi orizzonti.

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