Garlasco è la fiera nazionale dei dubbi, delle imprecisioni, delle superficialità investigative e delle (false) certezze giudiziarie. Spieghiamoci meglio: da un lato, nelle ultime settimane (a dire la verità nell’ultimo anno) l’inchiesta garlaschese si è concentrata su Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi e considerato attualmente dalla Procura di Pavia come unico responsabile del suo omicidio. Dall’altro, è difficile non notare i profondi dubbi probatori.
Man mano che si scava per scovare tutti gli elementi necessari per dare un giudizio ragionevole (il più possibile certo) e non affrettato, viene alla luce l’estrema complessità di un caso intricato e risalente a quasi vent’anni fa. E, in virtù di questa complessità, non basta certo sostituire semplicemente Alberto Stasi con Andrea Sempio per individuare gli elementi probatori che lo renderebbero l’assassino di Chiara. Alcuni elementi che hanno portato alla condanna definitiva di Stasi nel 2015 non sono infatti compatibili con gli spostamenti di Sempio e con alcuni buchi temporali apparentemente inspiegabili.
Le scarpe numero 42: Sempio o Stasi?
Dunque, a livello concreto uno degli elementi principali a carico di Stasi era la famosa scarpa 42 Frau, attribuita all’assassino. All’interno della villetta di Via Pascoli, dove si è consumato il delitto, sono presenti ben 25 impronte di quel tipo. La difesa di Stasi ha sempre sostenuto che quest’ultimo non avesse «mai comprato quello specifico modello di scarpa».
Eppure, nemmeno Sempio potrebbe possedere quella Frau numero 42, come segnala la consulenza dei suoi legali, depositata in Procura: «Il piede di Andrea Sempio, misurato in fase di consulenza tecnica della Procura, presenta una larghezza minima di almeno 11,5 cm. Si rappresenta che la misura effettuata mediante scansione del corpo ad alta risoluzione ha determinato una larghezza di centimetri 12,0». Per questo, «la larghezza del piede dell’indagato è fisicamente impossibile da contenere in una scarpa la cui suola è progettata per ospitare piante dei piedi di larghezza significativamente inferiore, pari a un massimo di 9,2 centimetri».
Perché traballano le prove principali sul caso Garlasco
La prova considerata più significativa a carico di Sempio resta il Dna rinvenuto sotto le unghie di Chiara. Tuttavia, la consulenza della dottoressa Denise Albani parla di una compatibilità con la linea paterna di Sempio, non di un’identificazione individuale certa. Il motivo è tecnico ma decisivo: il cromosoma Y si trasmette lungo la linea maschile e, proprio per questo, non consente di distinguere con precisione assoluta tra soggetti appartenenti alla stessa discendenza paterna.
Insomma, è vero che vi sono alcuni elementi che alimentano l’ipotesi della Procura secondo cui Sempio sarebbe colpevole. È vero anche, tuttavia, che se due delle prove principali contro il 38enne sono quantomeno discutibili, occorre procedere con molta, molta cautela. Per evitare uno Stasi bis.
