Chi ha ucciso Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto 2007? È la domanda senza risposta che riecheggia da anni fra i muri della cittadina pavese, così come nelle aule dei tribunali. Il 28 settembre, a questo proposito, è una data da segnare sul calendario: la data in cui si avrà la risposta, quantomeno, ad alcune delle domande più attanaglianti sul caso. È la data in cui si chiuderanno le indagini preliminari.
E allora, quale sarà il destino dei protagonisti passati e presenti dell’inchiesta garlaschese? Che ne sarà di Andrea Sempio e Alberto Stasi? Il primo, ritenuto dalla Procura di Pavia responsabile dell’omicidio, potrebbe essere alternativamente rinviato a giudizio oppure archiviato. In caso di processo per il nuovo indagato, in parallelo Stasi potrebbe ottenere la revisione della sentenza che stabilisce la sua condanna a 16 anni di carcere (ne ha scontati quasi 11, e ora è in affidamento ai servizi sociali).
Gli elementi sul delitto di Garlasco
Entro le prossime due settimane, verrà depositato alla Procura di Pavia l’atto 415-bis, che include i risultati delle nuove perizie commissionate dal procuratore Fabio Napoleone. Per valutare la posizione di Sempio, sarà necessario considerare innanzitutto il Dna rinvenuto sotto le unghie della vittima, attribuibile alla linea paterna della sua famiglia e considerato uno degli indizi più probanti a suo carico. Fondamentale anche l’analisi antropometrica del piede dell’indagato, ovvero la misurazione sistematica delle sue dimensioni e della sua composizione, per stabilire la compatibilità con l’impronta trovata a Garlasco nella villetta di Via Pascoli, sulla scena del delitto. Ultima, ma non per importanza, la perizia psichiatrica per esaminare la personalità del 38enne, e una sua eventuale presenza di disturbi o condizioni patologiche che possano avere inciso sulla sua capacità di intendere e di volere e, quindi, sulla sua imputabilità.
Il violento processo mediatico di Garlasco
È doveroso ricordare, per precisione cronachistica, che Sempio era già stato indagato ben due volte, tra il 2016 e il 2017, ma in quel caso venne archiviato rapidamente. Oggi, invece, la Procura di Pavia sembra intenzionata ad andare fino in fondo, e la vita del 38enne appare soffocata da un processo mediatico nel quale molti lo ritengono già colpevole, senza sapere cosa contengano i fascicoli sul tavolo per l’eventuale rinvio a giudizio e prima ancora che il tribunale abbia avviato il suo iter. L’invasione mediatica della vita privata dell’indagato è figlia di un’epoca contemporanea in cui, quando compari sul notiziario per un simile episodio di cronaca nera, la tua vita è totalmente sconvolta. È quello che oggi sta vivendo Sempio, il quale, oltre al processo mediatico, si ritroverà a breve senza casa e senza lavoro.
Perché Sempio non ha più casa né lavoro
Ha deciso infatti di non rinnovare il contratto di affitto nell’appartamento in cui vive attualmente a Voghera, proprio a causa della vessazione costante dei giornalisti annidati appena fuori dall’edificio. Nel frattempo, la nuova proprietà del negozio di telefonia in cui lavora ha deciso di licenziarlo, in data 31 agosto. Al di là dell’instabilità abitativa e lavorativa, la situazione di Sempio non è proprio idilliaca, in vista del 28 settembre. La Procura di Pavia lo ritiene responsabile di un omicidio volontario pluriaggravato da crudeltà e motivi abietti: avrebbe sviluppato un’ossessione per Chiara Poggi, sorella maggiore del suo amico e coetaneo Marco. Nel momento in cui lei ha rifiutato il suo approccio sessuale, il ragazzo l’avrebbe uccisa brutalmente in un accesso di ira.
La data fatidica in cui Garlasco avrà alcune risposte si avvicina, insomma, con ancora diversi elementi da valutare. Da un lato, il fidanzato della vittima, per cui potrebbe profilarsi una revisione del processo e una nuova vita. Dall’altra, l’amico del fratello, il cui mondo si sta sgretolando sotto i piedi e che rimane sospeso fra l’archiviazione e il rinvio a giudizio.
