Home » Attualità » Cronaca » Garlasco, le trame dei Poggi per incastrare Alberto Stasi

Garlasco, le trame dei Poggi per incastrare Alberto Stasi

Garlasco, le trame dei Poggi per incastrare Alberto Stasi
Rita Preda (Ansa)

Il caso Garlasco si riaccende, tra la richiesta di revisione del processo per Alberto Stasi e gli elementi a carico di Andrea Sempio

L’obiettivo è sempre lo stesso da diciannove anni: capire cosa accadde davvero quella dannata mattina del 13 agosto 2007 a Garlasco.

Sul tavolo, attualmente, vi sono due strade parallele. La prima conduce Alberto Stasi, già condannato in via definitiva, alla revisione del processo. La seconda porta Andrea Sempio, oggi unico indagato, al rinvio a giudizio.

La nuova perizia dei Poggi

A riaccendere i riflettori è una perizia commissionata dai legali della famiglia Poggi. Il consulente Fabio Falleti ha riesaminato il percorso che Stasi avrebbe seguito all’interno dell’abitazione, chiedendosi se fosse davvero possibile attraversare il corridoio senza calpestare il sangue.

La risposta, secondo l’esperto, è negativa. Gli spazi liberi sarebbero stati difatti molto più ridotti rispetto alle ricostruzioni precedenti. La porta a libro aperta, la maniglia e le numerose macchie ematiche sul pavimento avrebbero infatti lasciato un varco estremamente angusto. Transitare senza sporcare le suole delle scarpe sarebbe stato, per Falleti, altamente improbabile.

A rendere ancora più delicato il quadro vi è un dettaglio rimasto sospeso nel tempo: un elastico nero appartenuto a Chiara Poggi, trovato proprio nel punto in cui, secondo alcune ipotesi, sarebbe stato necessario appoggiare il piede per evitare il sangue.

L’evoluzione dell’inchiesta di Garlasco

La Procura Generale di Milano continua intanto a esaminare la documentazione relativa all’eventuale revisione del processo a carico di Stasi e ai più recenti sviluppi investigativi che riguardano Sempio. Un lavoro di verifica che si intreccia con le nuove tecnologie a disposizione degli inquirenti.

A questo proposito, sul fronte degli strumenti investigativi, è intervenuto Matteo Adjimi, amministratore delegato di Argo spa, secondo cui oggi le indagini su casi come quello di Garlasco si possono avvalere anche di software israeliani per l’ispezione dei cellulari e di sistemi di intelligenza artificiale per l’analisi dei documenti. Adjimi mantiene tuttavia un certo scetticismo sulla possibilità di svolte clamorose: «Credo sia già stato fatto tutto il possibile dal punto di vista investigativo», sostiene, aggiungendo che i nuovi elementi «resteranno soltanto tali e non diventeranno nuove prove».

© Riproduzione Riservata