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Crans-Montana, svolta nelle indagini: Jacques Moretti in custodia cautelare. Jessica Maric ai domiciliari con braccialetto

Crans-Montana, svolta nelle indagini: Jacques Moretti in custodia cautelare. Jessica Maric ai domiciliari con braccialetto

Jacques e Jessica Moretti indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi dopo la tragedia di Crans-Montana; un video mostra la donna fuggire con la cassa

Il fermo di Jacques Moretti, proprietario del bar Le Constellation di Crans-Montana dove la notte di Capodanno un incendio ha provocato la morte di quaranta giovani e il ferimento di altri centosedici, si è trasformato nelle ultime ore in custodia cautelare. È la misura più severa adottata finora in un caso che da giorni scuote la Svizzera e l’Europa intera, rilanciando domande pressanti sulla sicurezza dei locali pubblici e sulla gestione istituzionale del peggior disastro interno della Confederazione negli ultimi decenni.

Parallelamente, Jessica Maric – la moglie, presente con Jacques alla gestione del locale – è stata posta ai domiciliari con braccialetto elettronico e obbligo di firma quotidiana alla polizia cantonale, in considerazione del fatto che ha un figlio piccolo. La decisione, richiesta dalla Procura del Canton Vallese, arriva mentre un video acquisito dagli investigatori mostrerebbe la donna fuggire dalle fiamme con la cassa del locale sottobraccio.

Gli interrogatori a Sion e il clima di massima tensione

La coppia, originaria della Corsica e attiva nel Vallese con più esercizi, è stata interrogata a Sion dai procuratori del Cantone, tra cui la procuratrice Béatrice Pilloud, alla presenza di decine di giornalisti e con un cordone di polizia a garantire l’accesso in sicurezza. Mano nella mano, sguardi bassi, i Moretti erano stati ascoltati inizialmente per chiarire la loro situazione personale e il patrimonio, elementi essenziali in vista dei probabili risarcimenti milionari.

Jessica Moretti, all’uscita dal primo interrogatorio, aveva dichiarato tra le lacrime: «Sono devastata per le vittime, è una tragedia inimmaginabile».

Le domande delle famiglie e il nodo delle responsabilità

Come riportato dalla radiotelevisione svizzera, l’udienza iniziale non riguardava ancora la dinamica della notte del 31 dicembre, ma le condizioni della coppia. Gli avvocati delle parti civili hanno potuto intervenire, ribadendo l’urgenza di risposte complete.

Romain Jordan, legale di molte famiglie, ha ricordato che i parenti pretendono «risposte precise, ascolto vero e l’accertamento completo delle responsabilità». Al centro resta l’interrogativo più doloroso: come sia stato possibile che un locale affollato da ragazzi, molti minorenni, fosse privo dei minimi sistemi antincendio.

La rimozione sospetta dei video dai social e il fronte dei controlli

Resta gravissima l’accusa, sollevata dai legali delle vittime, di una presunta cancellazione di prove digitali nelle ore successive alla tragedia. Tra le 3 e le 6 del mattino, qualcuno avrebbe bloccato il sito web del locale e rimosso video e foto che avrebbero mostrato le carenze strutturali. Un comportamento che potrebbe configurare l’aggravante di distruzione o occultamento di prove.

Nel frattempo emergono ombre anche sui controlli amministrativi: dal 2020 non sarebbe stata effettuata alcuna verifica del locale da parte del Comune, che ora rischia a sua volta un’indagine. La consegna spontanea del dossier amministrativo alla Procura è stata giudicata da più osservatori un’anomalia procedurale.

L’inchiesta si allarga all’Italia, alla Francia e al Belgio

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo autonomo per omicidio e incendio colposi, attivandosi in qualità di autorità competente per presunti reati commessi all’estero con cittadini italiani tra le vittime. In parallelo, procedono le indagini della Procura di Parigi e di quella di Bruxelles per i cittadini francese e belga deceduti nel rogo.

Il giorno del lutto nazionale: Martigny accoglie Macron e Mattarella

Oggi la Svizzera vive una giornata di lutto nazionale.

A Martigny si tiene la grande commemorazione ufficiale, alla presenza del presidente francese Emmanuel Macron, del presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, di rappresentanti dei governi europei e delle autorità svizzere.

Il Cardinale Baldo Reina celebra una messa in memoria dei giovani morti nell’incendio, simbolo di una tragedia che ha ferito tre Paesi.

In tutta la Svizzera, alle 12, i campanili hanno suonato all’unisono, seguiti da un minuto di silenzio nazionale.

Anche gli aeroporti aderiscono al lutto: nessun aereo decollerà o atterrerà negli scali controllati da Skyguide durante il minuto di silenzio.

Le parole della premier Meloni

In conferenza stampa, Giorgia Meloni ha dichiarato: «Mando un abbraccio alle famiglie coinvolte. Quello che è successo non è una disgrazia: è il risultato di troppe persone che non hanno fatto il proprio lavoro, pensando di fare soldi facili. Le responsabilità vanno individuate e i reati perseguiti».

Una comunità ferita che attende risposte

È un mosaico giudiziario in espansione, mentre il dolore delle famiglie chiede verità e giustizia. Le prossime settimane saranno decisive per chiarire l’esatta catena delle responsabilità, per stabilire se le omissioni istituzionali abbiano contribuito alla tragedia e per definire il ruolo dei Moretti, ora finalmente sottoposti a misure restrittive dopo giorni di polemiche.

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