Nell’ora più buia, nella stagione in cui saremo costretti a spiare il Mondiale degli altri dal buco della serratura, il calcio italiano lancia segnali di inattesa ripresa tecnica spedendo tre squadre alla seconda fase della Champions League. L’eliminazione della Juventus non sporca il bilancio ottimo dei primi due mesi di manifestazioni europee: Napoli, Inter e Milan hanno cavalcato i rispettivi gironi mettendo a segno un paio di grandi imprese e confermando il percorso di crescita che si era intravisto già l’anno scorso. Le loro non sono qualificazioni banali, sulla spinta di gruppi facili o di avversari non all’altezza: sono storie diverse tra di loro ma che lucidano lo stato di salute della Serie A nel confronto con il meglio d’Europa.
Solo la Premier League può vantare uno score superiore, avendo trascinato agli ottavi di finale tutte le sue iscritte: Manchester City, Liverpool (da seconda, però, alle spalle di un Napoli stratosferico), Chelsea e Tottenham. La Bundesliga ne avrà altrettante (Bayern Monaco, Borussia Dortmund, Eintracht Francoforte e Lipsia) ma ha dovuto abbandonare per strada il Bayer Leverkusen così come alla nostra pattuglia è capitato per la Juventus. Le altre leghe top hanno fatto peggio e la Liga è addirittura collassata nel fallimento dell’Atletico Madrid, fuori anche dall’Europa di riserva dopo dodici anni da protagonista, il ko del Barcellona e l’eliminazione del Siviglia che ha lasciato il Real Madrid di Carlo Ancelotti come unico rappresentante.
A proposito: Pioli, Inzaghi e Spalletti più Ancelotti e Conte sono i tecnici italiani che da febbraio si giocheranno la Champions League: Guardiola a parte (ma non la conquista dal 2011 pur avendo sempre guidato delle fuoriserie) siamo i migliori e la superiorità ci è riconosciuta ovunque.
La rinascita non è un caso. Avanti sono andate squadre capaci di esprimere un calcio veloce e moderno, molto europeo nel caso del Milan di Pioli. Il Napoli di questa prima fase è forse la migliore di tutte insieme al Manchester City, in primavera si vedrà. L’Inter è uscita da un girone di ferro con pieno merito, cancellando l’impressione di impotenza consegnata agli archivi nella notte di San Siro contro il Bayern Monaco: il doppio confronto con il Barcellona è stato un piccolo capolavoro. Un caso? No. Un anno fa il Milan veniva eliminato da un gruppo quasi impossibile e non senza rimpianti, però la semina era evidente. E l’Inter nel doppio confronto con il Liverpool aveva sofferto (e perso) senza mai abbassare lo sguardo. Andando oltre i risultati, insomma, qualcosa si intravedeva.
Ora la Champions League va in letargo e nessuno sa come si ripresenterà a metà febbraio quando si entra nel vivo. Sarebbe bello e anche giusto che il Napoli evitasse la beffa di pescare nell’urna il PSG condannato al secondo posto dal Benfica: Borussia Dortmund, Lipisa, Eintracht Francoforte e Bruges sono alla portata dei partenopei ed entrare nelle otto bellissime d’Europa sarebbe un premio adeguato per le bellezze che la squadra di Spalletti ha dispensato fin qui.
Per le milanesi sarà un po’ più difficile, almeno sulla carta, ma i verdetti dei gironi lasciano anche spazio a qualche sogno proibito. Porto, Tottenham e Benfica sono avversari tosti ma non ingiocabili per chi ha eliminato il Barcellona o si è confermato all’altezza nel suo gruppo. Se la dea bendata desse una mano nel sorteggio di Nyon, potremmo vivere un febbraio pieno di speranze di conferma. Sarebbe il modo migliore di mettersi alle spalle definitivamente le settimane dell’autoflagellazione che ci attendono mentre tutto il mondo sarà in Qatar e noi costretti sul divano di casa.
