Yemen: dopo tre anni di guerra è rischio carestia

Dura da tre anni esatti la guerra civile che, lontano dalle telecamere, sta martoriando la popolazione civile dello Yemen. Il conflitto ha già causato oltre 10.000 vittime, anche se i morti nel paese sarebbero molti di più. Una stima parla di 40.000 vittime, mentre 3 milioni di persone hanno dovuto abbandonare le proprie case. Ma la conta dei morti è assai difficile da fare, quindi cifre diverse provengono da fonti differenti. Save the children, per esempio, stima che nel 2017 siano morti qualcosa come 50.000 bambini, al ritmo di 130 al giorno, e ce ne sono almeno 400.000 malnutriti.

La fame incombe

L'organizzazione umanitaria Oxfam lancia l'allarme per il rischio di carestia, dal momento che 22 milioni di persone dipendono per sopravvivere dagli aiuti umanitari. Jamie McGoldrick, coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite per lo Yemen aveva dichiarato solo tre mesi fa: "Le vite di 8,4 milioni di yemeniti che sono a un passo dalla carestia, dipendono dalla nostra capacità di continuare le nostre operazioni e fornire assistenza sanitaria, acqua sicura, riparo e sostegno nutrizionale".

I prezzi dei generi alimentari sono saliti alle stelle dopo il blocco totale all'ingresso di merci nel paese imposto dalla coalizione pro governativa guidata dall'Arabia Saudita. Lo scopo dichiarato del blocco era quello di fermare il contrabbando di armi ai ribelli da parte dell'Iran. Ma le Nazioni Unite hanno affermato che le restrizioni avrebbero potuto innescare "la più grande carestia che il mondo abbia visto per molti decenni". Evidentemente questa triste previsione si sta oggi avverando.

A poco è servito l'allentamento delle restrizioni sui porti dei ribelli dopo diverse settimane di blocco: le chiusure prolungate hanno provocato un forte aumento dei prezzi delle materie prime di base, accelerando l'insicurezza alimentare e il crollo dei servizi che erano già forniti a livello estremamente basilare.

Il prezzo del riso, fanno sapere gli operatori di Oxfam, è salito del 131%, quello dei fagioli del 92%, dell'olio vegetale dell'86%, della farina per il pane del 54%. Una concomitanza di fattori che ha portato ad un aumento del 68% della popolazione colpita da fame, quasi 18 milioni di persone.

Alla ricerca dell'acqua

donne e acqua
Ameen Al-Ghaberi
Il pozzo dove gli abitanti del villaggio di Al-Dhafer vanno ad attingere l'acqua è a circa un'ora di cammino dal villaggio.

Alla ricerca dell'acqua

Ameen Al-Ghaberi
Donne del villaggio di Al-Dhafer che trasportano acqua. Camminano per due ore avanti e indietro

Alla ricerca dell'acqua

Ameen Al-Ghaberi
Una donna del villaggio di Al-Dhafer si arrampica sulla montagna con una tanica da 20 litri

L'epidemia di colera

La guerra ha distrutto il sistema sanitario dello Yemen e, senza la possibilità di uscire dal paese per andare a curarsi altrove, ha favorito la diffusione di malattie, dal dengue alla malaria, dalla difterite al colera. Quest'ultimo ha colpito lo scorso anno circa un milione di yemeniti, uccidendone oltre 2.000.

In alcune delle zone più isolate, come nel governatorato di Amran nel nord-ovest dello Yemen, le famiglie sono costrette ad andare avanti con mezzo sacco di grano al mese e a percorrere 2-3 chilometri più volte al giorno per rifornirsi di acqua non trattata dai pozzi più vicini. Qui sono molte le donne rimaste sole, senza niente per sfamare i propri figli.

I bombardamenti sauditi

L'Arabia Saudita e i suoi alleati sono intervenuti nel paese a marzo del 2015 nel tentativo di respingere i ribelli Houthi, che si dice siano sostenuti dall'Iran, e ripristinare il governo del presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi. Ma sono stati proprio i bombardamenti sauditi ad aggravare la situazione degli abitanti e a uccidere molti dei civili.

Human Rights Watch ha documentato 87 attacchi apparentemente illegali da parte della coalizione, alcuni dei quali possono considerarsi autentici crimini di guerra, che hanno ucciso almeno 1.000 civili, colpendo case, mercati, ospedali, scuole e moschee. La coalizione ha effettuato sei attacchi aerei illegali nello Yemen tra giugno e settembre 2017, che hanno ucciso 55 civili di cui 33 bambini.

Human Rights Watch ha inoltre documentato come la coalizione guidata dai sauditi abbia ripetutamente attaccato fabbriche civili, magazzini e altri siti protetti in violazione delle leggi di guerra. E l'organizzazione Yemen Data Project ha calcolato che quasi un terzo degli oltre 15.000 raid aerei nello Yemen hanno preso di mira siti non militari.

Il video di Oxfam

Urgente un cessate il fuoco

"A tre anni dall’esplosione del conflitto, il paese è sull'orlo della carestia", ha dichiarato Paolo Pezzati, policy advisor di Oxfam Italia per le emergenze umanitarie. "Uomini, donne e bambini sono costretti ad affrontare una drammatica battaglia quotidiana solo per un po' di cibo e acqua".

"Se non vogliamo assistere a una catastrofe umanitaria ancora più grave, tutte le parti coinvolte devono cessare immediatamente le ostilità. In questa direzione, la nomina di un nuovo inviato ONU in Yemen e il recente appello del Consiglio di Sicurezza, affinché sia raggiunto al più presto un cessate il fuoco e siano garantiti i beni essenziali alla popolazione, deve rafforzare l’impegno della comunità internazionale per l’avvio di un vero processo di pace”.

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