La storia dei libri attraverso le loro copertine. Il video monologo di Sgarbi

Ha aperto i battenti il 23 luglio (fino al 19 settembre) al Castello di Santa Severa la mostraIl volto dei libri. Libri da vedere, curata da Giuseppe Garrera e Igor Patruno. Un evento che mette in mostra la «grande bellezza» delle copertine dei libri dell'editoria italiana dal 1950 a oggi.

Per l'occasione il professor Vittorio Sgarbi ha girato questo esclusivo monologo. Si tratta di un video dedicato – tra l'altro – alle edizioni italiane di Il giovane Holden, di J. D. Salinger, e in particolare alle copertine dell'edizione Einaudi, dove progressivamente lo scrittore americano "scompare" (spariscono le foto, sparisce la biografia, spariscono le note di presentazione del romanzo), lasciando come unica traccia della sua esistenza solo il nome di battesimo puntato e il cognome scritto per esteso. Questo video monologo di Vittorio Sgarbi diventerà parte integrante della mostra e i visitatori potranno vederlo al termine del percorso espositivo.

Bruno Munari scriveva che la prima educazione che un libro compie entrando in una casa è un'educazione visiva, in virtù della copertina e del valore scultoreo dell'oggetto. Un libro è presenza immaginifica e soglia suggestiva. L'esposizione Il volto dei libri. Libri da vedere, curata da Giuseppe Garrera e Igor Patruno, mette in mostra alcuni esempi per una storia del potere e della bellezza delle copertine dei libri, nell'ambito dell'editoria italiana dal 1950 a oggi, con alcuni dei casi più significativi e spettacolari di copertine e di esperimenti sulla forza di un libro, ancora prima che sia aperto e letto: oggetto d'arte e d'illuminazione iconica.

Dunque copertine, messaggi per gli occhi, pitture e grafica per un invito alla lettura e al viaggio. L'avventura visiva del libro.

Si parte proprio dalle leggendarie copertine di Bruno Munari, per passare poi alle esplorazioni visive di Luigi Veronesi e Armando Testa, fino a giungere alle copertine espressamente concepite per libri da grandi artisti come Mario Schifano, Alighiero Boetti, Giulio Paolini, Mimmo Rotella, ecc. Una sezione particolare viene dedicata a scelte eccezionali legate a vesti editoriali volute, desiderate e indicate da scrittori come Italo Calvino, Carlo Emilio Gadda, Elsa Morante, Giorgio Manganelli, Tommaso Landolfi, ecc., spesso con l'intento di trasmettere messaggi intimi, proibiti, o di alludere e colpire pericolosamente il lettore, costituendo già dalle copertine una araldica speciale di libri come pietre, bombe o fiori. Un caso a sé, tra questi, unico e assoluto per intransigenza e potenza iconica è quello di Jerome David Salinger e delle indicazioni per la veste editoriale del suo libro. In mostra tutte le copertine, le varianti, le correzioni, che ricostruiscono la tormentata vicenda visiva italiana del Giovane Holden.

In esposizione anche un omaggio ai libri per bambini, a copertine speciali e rivoluzionarie per libri per l'infanzia, nell'intento, all'altezza degli anni Sessanta, di rifondare e di salvare nuovi lettori, ripensando da capo il libro in un momento in cui sembrava stesse sempre più compromettendo il proprio coraggio e la propria libertà.

«La mostra – spiega Giuseppe Garrera - deve rendere un'esposizione di libri, per paradosso, una quadreria: dunque il volto dei libri, libri da vedere e non da leggere, ma che già alla vista dicono, esprimono, commuovono. Tutto il materiale proviene dalla mia collezione privata e da un rapporto idolatrico con il libro (tra i miei sogni c'è quello assurdo di fare, un domani, una mostra sul profumo dei libri, delle carte e delle edizioni). In molti casi si tratta di scoperte e ritrovamenti. Ovviamente in mostra sono esposte tutte copie originali, prime edizioni, ristampe perdute e cioè le prime incarnazioni che un libro ha avuto, divenendo, con la stampa, carne ed ossa».

«L'esposizione – aggiunge Igor Patruno - sarà non solo un invito alla lettura dei libri, ma soprattutto un omaggio al libro come oggetto di culto, al libro come sostanza del mistero dell'esistenza contenuto nella narrazione, al libro come "confezionamento" dell'indicibile, al libro come "cosa" da osservare, possedere, tramandare. Attraverso l'esposizione di libri – iconici, rari ed introvabili – abbiamo voluto ripercorrere la storia visiva dell'oggetto-libro in quanto tale, svelando al visitatore le storie e gli enigmi evocati dalle copertine, dalle sovra copertine, dalle bandelle. Il visitatore, attraversando la mostra, entrerà in contatto con l'infinita attrazione suscitata dalla presenza dall'oggetto-libro, dal mistero della sua contemplazione, dal segreto a cui ogni la copertina rimanda, talvolta svelandolo, talvolta lasciandolo tale».

Parallelamente all'esposizione saranno organizzati incontri on line (interviste e conversazioni) con editori, critici d'arte, autori, artisti, bibliofili: un grande omaggio alle copertine, alle strategie editoriali, ai formati, alla carta, al libro come oggetto insostituibile e capace, in ogni forma, di suggestionare ed educare e sorprendere.

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