vaccino covid
(Ansa)
Salute

«Se potessi mi vaccinerei domani»

Che il Natale 2020 sarebbe stato un Natale diverso da sempre lo sapevamo da mesi.

Città deserte al chiaro di una luna sinistra, con una desolazione che ha serpeggiato tra qualche abete illuminato e funzioni religiose anticipate, in un'atmosfera surreale postapocalittica. Immagini che rimarranno per sempre nella nostra memoria.

A nulla sono valsi gli schizofrenici lockdown dettati da confusi DPCM, forse illegittimi, certamente contraddittori, che hanno dettato un'inquietante up e down alla curva epidemiologica, permettendo assembramenti il giorno prima e chiusure totali il giorno dopo.

Ed è così che dopo un anno intero a chiuderci in casa, rinunciando a vita, affetti e certezze economiche nella speranza di debellare la pandemia, ci ritroviamo sull'orlo della terza ondata della crisi pandemica.

Ma mentre è ormai fatale pensare al peggio, le prime 10.000 dosi di vaccino anti- Covid Pfizer- Biontech hanno fatto la loro trionfale entrata a Roma, blindate in un camion- frigo che è arrivato dal Belgio, attraversando la frontiera del Brennero, scortato dai carabinieri, per poi essere rispedite in tutta Italia per l'avvio al piano vaccinale già deciso.

Un viaggio, quello dei vaccini-eroi del terzo millennio, dai protocolli di sicurezza strettissimi, assolutamente riservati e che hanno coinvolto non solo le forze di sicurezza ma anche i servizi segreti per evitare rapine o attacchi informatici.

Eh si, perché ora che la nuova arma per vincere la grande guerra pandemica mondiale è arrivata, non sembra attirare le simpatie di gran parte della popolazione.

Stando ai sondaggi, un buon 37% degli intervistati è risultato contrario e un altro 19% è in dubbio. Dunque solo il 44% sarebbe disposto a farsi vaccinare subito. Percentuale insufficiente per raggiungere la cosidetta immunità di gregge.

Gli scettici più moderati lo ritengono un vaccino sperimentale di cui non si ha avuto modo di vedere gli effetti nel breve, nel medio e nel lungo termine, ma per la maggior parte dei refrattari trattasi di una vera e propria questione di principio: sono i " no vax", i " no mask", per arrivare poi ai complottisti che operano nel Deep State su Youtube, blog, follower, twitter.

Secondo questi ultimi, l'uomo non è mai andato sulla luna, non esiste l'assassinio di Kennedy, la terra è piatta e così via con le teorie più strampalate tra cui l'ultima del complotto sanitario che scorre dietro il pensiero che il Covid -19 non esista.

E tra i "no mask", cospirazionisti di varia natura, compresi estremisti di destra e di sinistra e popolo no-vax, sono state diverse migliaia le persone che hanno marciato per le strade di Roma e Berlino con tanto di accesi scontri tra branchi di esaltati e le forze dell'ordine, immortalati in brutali immagini che avviliscono e offendono, utilizzando la violenza come unica forma educativa per imporre le proprie opinioni.

Movimenti che si fondono su disinformazione, ignoranza, esaltazione e che stridono contro ogni sapere scientifico.

Oscurantismo moderno?

Fatto sta che queste teorie cospirazioniste contro il progresso scientifico sono tutt'altro che innocue visto che rischiano di minare persino le basi della nostra costituzione.

Sì perché se è importante dire che il vaccino salva vite umane, non possiamo dimenticarci che oltre che a proteggere il singolo ha lo scopo di difendere l'intera comunità. E la comunità potrà essere garantita solo con una vaccinazione di massa che consenta di raggiungere l'immunità di gregge. Ma se la risposta dei singoli al piano vaccinale sarà insufficiente, come sembra di intuire dalle dichiarazioni degli organi preposti, non si potrà che procedere imponendo l'obbligatorietà del vaccino.

A questo punto occorre chiedersi se lo Stato possa rendere obbligatorio il vaccino e se, soprattutto, se sia consentito dalla nostra Costituzione.

La risposta è affermativa.

Già ai tempi del DDL Lorenzin, convertito poi in legge nel 2017, erano state sollevate questioni di incostituzionalità in relazione all'obbligatorietà dei vaccini per i bambini, che sono state poi dichiarate infondate. Una legge impositiva di un trattamento sanitario non è infatti incompatibile con la Costituzione se il trattamento sia diretto non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a salvaguardare lo stato di salute degli altri. E' proprio tale ulteriore scopo, ossia la tutela della salute come interesse della collettività, a giustificare la compressione di quella autonomia decisionale sulla propria salute, in quanto diritto fondamentale e complementare al dovere di solidarietà che contraddistingue ciascun cittadino.

In altre parole la libertà personale di vaccinarsi o meno viene limitata quando sia in gioco la salute di tutto il resto della popolazione.

Oggi, nei nidi e nelle scuole per l'infanzia il bambino non in regola con la documentazione delle vaccinazioni obbligatorie previste dalla legge non potrà accedere ai servizi scolastici e i genitori subiranno sanzioni economiche piuttosto pesanti.

Allo stesso modo, chi deve recarsi in uno Stato a rischio di una determinata malattia infettiva, come per esempio la febbre gialla, non potrà recarvisi senza il relativo certificato di vaccinazione.

Queste considerazioni sono tutte richiamate nella sentenza n. 5/2018 della Corte Costituzionale, che ritiene non sia «irragionevole», nell'attuale contesto e allo stato «delle condizioni epidemiologiche e delle conoscenze scientifiche», l'intervento del legislatore che «ha ritenuto di dover rafforzare la cogenza degli strumenti della profilassi vaccinale».

Lo Stato dunque, ben potrà disporre l'obbligo di vaccinarsi ma lo potrà fare solo con una legge ad hoc e non certo con l'ennesimo DPCM.

E se, nonostante le garanzie di sicurezza del vaccino, tra un certo numero di anni venissero alla luce degli effetti collaterali di un certo rilievo, lo Stato sarà costretto a risarcire i soggetti vittime di tali effetti collaterali, scaturiti dalla vaccinazione obbligatoria.

Anche su questo aspetto si è già espressa la Corte Costituzionale con la pronuncia n. 268/2017 che ha sancito Il diritto all'indennizzo per le menomazioni irreversibili conseguenti a vaccinazione.

Una cosa dunque è certa, la Costituzione italiana, che tutti dobbiamo osservare, che piaccia o no, ci impone degli obblighi di solidarietà che fanno da contraltare ai nostri sacrosanti diritti.

Vaccinarsi potrebbe diventare un obbligo, ma al momento è certamente un atto d'amore, d'altruismo e di responsabilità verso se stessi e verso i nostri cari.

" L'opera umana più bella è di essere utile al prossimo" diceva il grande drammaturgo greco Sofocle.

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