Usa 2016, Obama: "Credetemi, Hillary è la persona giusta" - FOTO

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Panoramica del “Democratic National Convention” di Philadelphia
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Barack Obama e Hillary Clinton sul palco del “Democratic National Convention” di Philadelphia
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PHILADELPHIA, PA - JULY 27: US President Barack Obama and Democratic presidential nominee Hillary Clinton acknowledge the crowd on the third day of the Democratic National Convention at the Wells Fargo Center, July 27, 2016 in Philadelphia, Pennsylvania. Democratic presidential candidate Hillary Clinton received the number of votes needed to secure the party's nomination. An estimated 50,000 people are expected in Philadelphia, including hundreds of protesters and members of the media. The four-day Democratic National Convention kicked off July 25. (Photo by Aaron P. Bernstein/Getty Images)
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Barack Obama e Hillary Clinton salutano la folla al “Democratic National Convention” di Philadelphia
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Barack Obama e Hillary Clinton di spalle
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Barack Obama e Hillary Clinton salutano la folla al “Democratic National Convention” di Philadelphia
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Barack Obama e Hillary Clinton si abbracciano al “Democratic National Convention” di Philadelphia
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Un abbraccio affettuoso fra Barack Obama e Hillary Clinton
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Sguardi d’ intesa fra Barack Obama e Hillary Clinton al “Democratic National Convention” di Philadelphia

A chiudere gli occhi per un attimo, mentre la voce di Barack Obama ringrazia la platea che lo acclama, sembra davvero di essere tornati indietro di otto anni, a quella convention del 2008 in cui il giovane senatore dell'Illinois gettò le basi del suo trionfo, dopo aver battuto contro ogni pronostico proprio lei, la potente Hillary Cinton.

Da Yes we can (e la versione in spagnolo Si se puede) a Hope, l'Obama show alla convention di Filadelfia ha riproposto tutti gli slogan delle memorabili campagne elettorali obamiane, anche quella in cui nel 2012 fu riconfermato alla Casa Bianca con un plebiscito di voti inatteso.

Tutti insieme, per il cambiamento

Quell'anno il tormentone era Forward!, andare avanti. Avanti nei progressi costruiti nei primi quattro anni passati alla Casa Bianca. E andare avanti, finire il lavoro da lui iniziato - sottolinea Obama nell'arena di Filadelfia - è ora il compito di Hillary, l'unica che può farlo. E che può assicurare che il cambiamento venga portato a compimento, "tutti insieme", con il dialogo, e non con ricette da uomo solo al comando. E insieme alla parola d'ordine Change Obama rispolvera anche un altro degli iconici e vincenti slogan del 2008: Hope.

"Stasera vi chiedo di fare per Hillary quello che avete fatto per me, perché voi siete gli stessi di dodici anni fa quando parlavo di speranza". E ancora: "America, tu hai difeso quella speranza in questi otto anni. E ora sono pronto a passare il testimone e a fare la mia parte da privato cittadino".

L'importante è votare

Quando cita Donald Trump dal pubblico inevitabilmente si alzano i "buuuu", e anche qui Obama rispolvera una parola d'ordine che tante volte uso' contro Mitt Romney nel 2012, per invitare più gente possibile a recarsi alla urne: "Don't boo, vote!". E quei voti travolsero il candidato repubblicano.

Slogan o non slogan, l'oratoria di Obama è sempre accattivante, e la platea di Filadelfia lo ricambia con grande affetto. E qualcuno a tratti si spinge a lanciare un'altro coro in voga nel 2012: "Four more years! Four more years". Ma sarebbe stato davvero imbarazzante per Obama che, non è un mistero, è stato ed è tuttora molto piu' amato di Hillary dal popolo democratico. (ANSA)

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