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Ucraina: cosa resta del sogno di Maidan

Kiev. A due anni e mezzo dalle manifestazioni di piazza, oggi Maidan è uno spazio vuoto, dove la gente sfila in fretta. Lungo tutto il perimetro della piazza fiori, candele e fotografie dei morti per la libertà, o sarebbe meglio dire dei morti per l'Europa. Giovani e giovanissimi, donne e uomini, hanno pagato con il sangue la loro lotta contro il vecchio establishment pro-Russia di Viktor Yanukovich. Sono "caduti con onore", sognando una Ucraina diversa, un Pase europeo, svincolato dalle catene della Russia di Vladimir Putin e con lo sguardo rivolto verso l'Europa. 

Ma l'Europa oggi vive una crisi profonda, e l'Ucraina è sempre più fragile. Una guerra, quella nel Donbass, che continua giorno dopo giorno a mietere le sue vittime. Una separazione interna tra filo russi e governativi, che viena scandita dal ritmo dei mortai nella parte orientale del Paese. In mezzo ci sono più di 10.000 morti. Di questi, quasi 3.000 sono civili. Un milione e mezzo gli sfollati. Nella capitale ucraina l'atmosfera è mesta nonostante il cielo limpido.

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2 maggio 2016: Cerimonia per commemorare le vittime ucraine degli scontri con i filo russi a Odessa nel 2014. Durante gli scontri fra i filo ucraini e i filo russi sei persone rimasero uccise e successivamente un incendio divampato nella Casa dei Sindacati portò alla morte di 42 militanti filo russi, dopo che dalla strada vennero lanciate bottiglie incendiarie
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2 maggio 2016: Ricordo delle vittime dell'inciendio nella Casa dei Sindacati a Odessa il 2 maggio del 2014. In quel giorno di scontri fra filo russi separatisti e ucraini fedeli al governo di Kiev 48 filo russi morirono bruciati dopo un 'assalto da parte di estremisti ucraini che lanciarono bottiglie incendiarie
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Ragazzini a Slovyansk. Ucraina orientale
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Una casa distrutta a Nikishyne, un villaggio a sud est di Debaltseve, 11 marzo 2015
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Rifugiati dalle zone di guerra della regione di Donetsk in una stanza dell'Ostello che li ospita nella città di Donetsk controllata dai ribelli filorussi, 11 marzo 2015. Oggi la Nato ha espresso preoccupazioni a proposito del ritiro delle armi pesanti dalla linea del fronte. Il capo dell'alleanza atlantica ha evidenziato la possibilità che le armi rimosse siano posizionate in altre zone per un utilizzo in altri combattimenti.
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Un milite del battaglione volontario ucraino Azov in un momento di relax a Lebedynske, prima di tornare a sulla linea del fronte, 9 marzo 2015. L'esercito ucraino sta attualmente combattendo contro i ribelli filo-russi per il controllo del villaggio di Shyrokyne, a est del porto di Mariupol, sul mare di Azov
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Un milite del battaglione volontario ucraino Azov gioca a basket in un palestra di una scuola a Lebedynske, prima di tornare a sulla linea del fronte, 9 marzo 2015. L'esercito ucraino sta attualmente combattendo contro i ribelli filo-russi per il controllo del villaggio di Shyrokyne, a est del porto di Mariupol, sul mare di Azov
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Un militare ucraino su un blindato nei pressi di Artemivsk, nella regione di Donetsk, 4 marzo 2015. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha minacciato la Russia di nuove sanzioni se non verrà rispettato pienamente il cessate il fuoco e Kiev non otterrà il pieno controllo dei suoi confini orientali.
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Distribuzione di cibo degli aiuti umanitari agli abitanti di Avdiivka, nell'Ucraina orientale, nella regione di Donetsk, in un'area controllata dalle forze ucraine, 2 marzo 2015
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Donetsk, Ucraina, 4 marzo 2015. La signora Valentina Dzuba, 72 anni, madre di uno dei minatori, piange fuori dalla miniera Zasyadko in attesa di avere notizie di suo figlio.
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Un convoglio delle forze ribelli filo russe nei pressi della città ucraina di Starobeshevo, nella regione di Donetsk, si allontana dalla linea del fronte, 25 febbraio 2015
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Combattenti dei battaglioni volontari ucraini e attivisti del partito di estrema destra Pravy Sector, manifestano a Kiev con i ritratti degli amici morti durante il conflitto nell'est del paese, durante la cosiddetta "Marcia della verità, Marcia dei diritti". I militanti estremisti chiedono maggiore iniziativa contro i ribelli filorussi, Kiev 25 febbraio 2015
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San Pietroburgo, Russia, 21 febbraio 2015: Eduard Limonov, il noto e controverso (cfr. il libro di Manuel Carrère) leader del partito ultra nazionalista "Altra Russia", durante la cerimonia funebre di Yeugeny Pavlenko, 35 anni, ucciso durate i combattimenti contro i militari di Kiev vicino a Debaltsevo. Oggi il capo dei negoziatori dell'OSCE, Heidi Tagliavini, ha accusato i separatisti di gravi violazioni del cessate il fuoco a Debaltsevo
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Un ritratto di Vladislav Zubyenko, ucciso durante le manifestazioni di Piazza Maidan a Kiev, un anno fa. Oggi, 20 febbraio 2015, la capitale ucraina ha commemorato l'anniversario della rivoluzione che portò alla deposizione di Viktor Yanukovich
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Artemivsk,Ucraina: Vika bacia l'amico Kolya mentre un commilitone beve una birra in un ristorante locale dopo che la loro unità si è ritirata da Debaltsevo il 19 febbraio 2015
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Pulizia dei detriti di un edificio distrutto dal cannoneggiamento dei ribelli filo russi a Avdiyivka, in una parte della regione di Donetsk ancora sotto il controllo dell'esercito ucraino. Le forze filo russe - secondo Kiev - stanno attaccando la città di Mariupol, sul mare di Azov, rendendo sempre più incerto il destino del cessate il fuoco firmato a Minsk il 12 febbraio e entrato formalmente in vigore il 14
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Una ragazza a Donetsk, Ucraina - dunque nella parte del paese controllata dai separatisti filo russi - durante il giorno dei "difensori della patria", una festa istituita durante l'era sovietica, che viene celebrata in tutta la Russia per onorare l'esercito, 23 febbraio 2015
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Soldati ucraini dell'unità di Zaporizhia guardano i fori delle pallottole sparate sui mezzi blindati - 19 febbraio 2015
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Soldati ucraini che hanno lasciato Debaltseve si spostano per supportare in Artemivsk
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La diciottenne Yulia Novomlynets attende il suo turno per la medicazione al palazzo della cultura di Mironovka, un villaggio vicino a Debaltseve, 17 febbraio 2015
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Volontari del battaglione "Sich" durante una cerimonia a Kiev prima della partenza per il teatro di guerra in Ucraina orientale, 17 febbraio 2015
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Militari dell'esercito dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk, vicino all'aeroporto della città, 16 febbraio 2015
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Un componente di un'unità di polizia dei ribelli filo-russi dell'auto proclamata "Repubblica popolare di Donetsk", osserva il fuoco in una fabbrica di prodotti in cartone, colpita dal bombardamento da parte delle truppe ucraine, 13 febbraio 2015 VASILY MAXIMOV/AFP/Getty Images
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Un militare ucraino in addestramento a Desna, 90 km da Kiev
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Una donna si prende cura della figlia ferita nell'attacco con missili da parte dei filorussi nella città di Kramatorsk, nella regione di Donetsk, in Ucraina orientale. , 10 febbraio 2015
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Donetsk, Ucraina. Almeno quattro persone sono morte nella città controllata dai separatisti pro-Russia in seguito ad attacchi con razzi esplosivi, 11 febbraio 2015
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I volontari del battaglione ucraino Azov salutati dai cittadini Mariupol, dopo la battaglia
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Almeno 10 persone uccise e oltre 60 ferite nell'attacco con missili da parte dei filorussi nella città di Kramatorsk, nella regione di Donetsk, in Ucraina orientale. , 10 febbraio 2015
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Donesk, Ucraina
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Krasnoilsk, Ucraina, 14 gennaio 2015.

L'economia dà deboli segnali di ripresa, ma non basta. L'inflazione ha sfondato la soglia del 40% e nel 2015 il Pil è crollato del 9,7%. Le riforme avviate dal governo e seguite passo dopo passo dal Fondo monetario internazionale, per ora hanno portato come primo risultato allo scioglimento del sistema bancario: su circa 170 istituti di credito nel 2013, sessanta hanno chiuso i battenti per fallimento o sono stati messi in liquidazione. Un chirurgo in Ucraina guadagna circa 100 dollari al mese. 

Su queste cifre impietose, segno di un'economia in apnea, si arena il sogno di Maidan, anche se non del tutto. Camminando per le strade di Kiev ci si rende conto che "la meglio gioventù" ucraina ha il cuore che batte in Europa e all'idea fondante di Maidan non ha rinunciato. Ne sono convinti gli attivisti dell' Ukraine Crisis Media Center, che hanno organizzato una tre giorni di incontri promossa dall'ambasciata Usa a Roma per fare il punto su Maidan e - soprattutto - sul dopo Maidan.

Kiev. Membri del battaglione Azov e sostenitori dell'estrema destra marciano per chiedere un'Ucraina unita di fronte alla minaccia dei separatisti filo russiEPA/SERGEY DOLZHENKO

Il cielo sopra Kiev non è mai stato così diviso. Si susseguono le manifestazioni dei nazionalisti dell'estrema destra. Sfilano i battaglioni paramilitari di brigate di volontari come quello di Azov che chiedono un'Ucraina unita contro i separatisti del Donbass appoggiati dai russi. Anche la posizione del presidente Petro Poroshenko è ai suoi minimi storici. Secondo un sondaggio Gallup, oggi gode del 17% dei consensi. Tanto per intenderci, quando Yanukovich lasciò la poltrona in piena Maidan aveva il 29% del sostegno degli ucraini. Ci si prepara a una terza Maidan?. In molti a Kiev credono che quella sia la strada che si profila all'orizzonte e se la prendono con un'Europa che non fa abbastanza per arginare la minaccia russa. 

Poroshenko, intanto, cerca di accreditarsi con gli scontenti attraverso il colpo grosso della liberazione della top-gun Nadja Savchenko, catturata dai russi e detenuta per ventidue mesi nel carcere di Rostov. Alla fine, dopo negoziazioni serrate condotte in prima persona dal presidente ucraino, Nadja è tornata a casa, in cambio di due soldati russi che hanno preso la strada di Mosca.

La pilotessa ha la tempra di un pitbull e nel suo primo discorso pubblico al fianco di Poroshenko ringrazia il "popolo" ucraino e bacchetta i politici. Parla già da parlamentare la Savchenko, e - d'altronde - mentre si trovava in carcere è stata eletta in Parlamento con il partito dell'ex premier Yulia Tymoshenko (Patria) e ora darà filo da torcere a tutti, perché il suo status di eroina popolare la rende praticamente intoccabile.

Kiev. La top gun ucraina prigioniera dei russi fa ritorno a casa dopo 22 mesi di carcereEPA/ROMAN PILIPEY

Ma la vera bestia nera che impedisce all'Ucraina di rialzare la testa non si trova nel Donbass, bensì nel cuore politico ed economico di Kiev.

La corruzione a tutti i livelli della società ucraina è una zavorra pesantissima, che strangola l'economia e mette in stand-by le riforme. Una corruzione radicata sia dentro che fuori dalle istituzioni, che tiene lontani gli investimenti stranieri, ma anche quelli interni, come dichiara l'ambasciatore italiano a Kiev, Fabrizio Romano. Per questo, il percorso riformista della nuova Ucraina post Maidan non può che fare i conti con una lotta senza quartiere alla corruzione, dice Artem Sytnyk, una sorta di Raffaele Cantone ucraino, che dal 2015 è a capo dell'Autorità anti corruzione di Kiev.

A dicembre dello scorso anno l'Autorità ha avviato la sua prima inchiesta.

Da allora, in meno di sei mesi, sono stati aperti 5.000 fascicoli con detective scatenati su tutti i fronti. La caccia ai corrotti e la distruzione del loro sistema è uno degli obiettivi principali dell'Ucraina post Maidan. La fiducia dei partner internazionali, da Bruxelles agli Usa, non manca e l'ambasciatore americano a Kiev, Geoffrey Pyatt, lo sottolinea, anche se - ribadisce - la strada è ancora lunga, ma dei primi, importanti passi sono stati fatti ed è necessario tenere questa rotta e proseguire. 

Intanto, per combattere la corruzione, il comune di Kiev ha escogitato un sistema curioso, che però sta dando dei risultati.

Sergey Gusovsky è a capo di una fazione del Consiglio di Kiev ed è in predicato di diventare sindaco. Giovane imprenditore di talento (ha una serie di ristoranti tra cui un'elegante pizzeria napoletana nel cuore della capitale ucraina), racconta che ogni tre mesi i membri del Consiglio di Kiev vengono sottoposti alla macchina della verità. Una serie incrociata di domande per verificare se hanno preso mazzette o hanno incontrato persone corrotte.

Un processo sistematico per scovare eventuali funzionari e politici in odore di corruzione, a cui i consiglieri non possono sottrarsi. La macchina della verità entrerà anche nel Parlamento ucraino?.

Per ora viene utilizzata solo nella capitale, ma qualche frutto - almeno come deterrente - pare che lo stia dando. Il nuovo Procuratore generale e l'Autorità anticorruzione ci si augura facciano il resto. Il sogno di Maidan per ora lascia l'amaro in bocca, ma l'Ucraina non ha perso la speranza di poter presto rialzare la testa.

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