Matteo Renzi Leopolda
ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI
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Il traditore Renzi cerca altri voltagabbana

Un vecchio proverbio recita: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. E’ la prima cosa che torna in mente dopo aver sentito Matteo Renzi dal palco della Leopolda invitare “i delusi di Forza Italia a venire con noi”.

Ovviamente il fondatore del Governo Conte bis e poco dopo del nuovo partito del 4%, Italia Viva, usa parole educate per mascherare la realtà dei fatti. Delusi infatti in Forza Italia non ce ne sono. Il partito è vivo, come dimostra la manifestazione del centrodestra unito di Piazza San Giovanni a Roma; un centrodestra a trazione si salviniana ma pur sempre centrodestra, con valori ed idee comuni.

Chi tra i berlusconiani oggi starebbe meditando di lasciare il partito per seguire l’ex sindaco di Firenze non lo farebbe per questioni ideologiche ma solo perché andrebbe, in caso di nuove elezioni, a perdere la poltrona (Forza Italia, stando alle simulazioni dei sondaggisti dovrebbe perdere più di 100 parlamentari). Insomma, un altro piccolo grande tradimento

Niente di nuovo per Renzi che di questo ha fatto la sua ragione di vita politica. Pensate a quanto successo in queste ultime settimane:

Ha tradito quando ha creato l’alleanza tra Pd e M5S, rimangiandosi accuse ed offese che per anni ha ripetuto verso i grillini.

Ha tradito gli elettori a cui aveva promesso di ritirarsi dalla vita politica e poi (un anno e mezzo fa) di limitarsi ad essere un senatore semplice.

Ha tradito il Governo Conte-bis, da lui inventato assieme a Beppe Grillo, formando poche ore dopo il giuramento dell’esecutivo il suo partito, Italia Viva e mettendo all’angolo gli alleati. Oggi le chiavi del Governo le ha lui ed è in grado di spegnerlo ed accenderlo a piacimento come dimostrano le tensioni di questi giorni.

Cosa fa quindi un traditore, seriale..?? Semplice, si circonda di traditori; primi i suoi sodali da sempre tra cui merita una menzione speciale per la faccia di bronzo Maria Elena Boschi capace, dopo essere stata per un ventennio nel Partito Democratico, di dire che “il Pd è il partito delle tasse”.

Ma se i traditori ed comunisti non bastano come numero in parlamento e nei sondaggi ecco allora le porte aperte ad altri traditori, compresi i berlusconiani.

Inutile dire che un partito nato con questi presupposti non possa fare nulla di buono per il paese. Ma sarà divertente vedere in questi giorni chi avrà il coraggio di seguire l’invito di Renzi e diventare un traditore.

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