Totò: vita, opere e miracoli di un grande attore

Totò. Vita opere e miracoli, così si intitola la biografia del grande attore comico scritta da Giancarlo Governi (Fazi, 2017) ed è bene porre l’accento su quel “miracoli”, perché la vita di Antonio de Curtis, in arte Totò, non ha nulla di ordinario.

Governi, con un lavoro sulle fonti e di documentazione davvero mastodontico, passa la vita di Totò sotto la lente di ingrandimento: sottolinea le sue capacità di improvvisazione e imitazione fuori dal comune e la sua dedizione artistica senza furori da fan sfegatato (e per questo risulta un omaggio ancora più profondo), e svela con garbo i castelli in aria e le menzogne che Totò stesso ha contribuito a diffondere per creare un personaggio perfetto sul palco così come nella vita quotidiana.

’A livella
Sembra un brutto scherzo, ma il disco con incisa ’A livella, uno dei testi più celebri di Totò che parla con ironia amara e dolorosa della morte, arriva all’attore proprio la sera prima della sua morte, quando tornando a casa dalle ultime prove si sente stanco, affaticato, con un peso sullo stomaco sebbene non abbia mangiato niente. Forse per un oscuro presentimento Totò guarda il disco con sufficienza e lo regala al suo autista, lui che tanto lo aveva aspettato e sollecitato.
Con questo e altri aneddoti sulla morte di Totò e sul suo funerale, si apre il libro di Governi.

Come ci tiene a precisare lo stesso autore nella Prefazione, infatti, sebbene in tanti abbiano decantato l’arte di Totò, furono pochissimi a riconoscergliela in vita, lasciandolo invecchiare molto ricco ma con l’amara convinzione di non essere apprezzato dai critici e dal mondo della cultura. Solo dopo la morte, poco a poco, grazie a un pubblico che non voleva saperne di saziarsi delle sue storie, Totò ha avuto la considerazione che meritava.

Inoltre, mi sembra che anche alcuni dettagli dei giorni della sua morte siano rivelatori del personaggio che si era creato: dalle sue ultime parole, al sepolcro di famiglia, a un misterioso protettore che compare dal nulla sostenendo che il funerale s’ha da rifare, perché è stato celebrato nel luogo sbagliato, alla Chiesa del Carmine e non alla Sanità dove Totò è nato.

Una perfetta imperfezione
La sua fama, Totò, se l’è sudata. Sulla sua supposta nobiltà circolano molte voci, quelle messe in giro da lui stesso sono piene di punti di domanda e vaghezze e Governi cerca le risposte più plausibili, quelle più sensate, mettendo insieme i pezzi di racconti e le informazioni dimenticate come tasselli di un mosaico. Ma non solo sul cognome si è intestardito Totò, anche l’aspetto fisico, così importante per un caratterista, doveva essere plasmato per il palcoscenico. Se il naso infatti si è rotto per caso, stortandosi verso destra, la mandibola è stata la vittima del lavoro incessante di Totò, che ancora giovanissimo giorno dopo giorno provava espressioni allo specchio, per rendere la sua faccia sempre più mobile e piegarla ai sentimenti più teatrali, finché: strack! Con la slogatura è nato il viso che conosciamo oggi.

Vorace nell’interpretazione teatrale, Totò è vorace anche nell’amore e le sue storie sentimentali sono leggendarie: quella con la prima moglie, Diana, sposata ancora ragazzina, con la bellissima Franca che lenisce i suoi dolori, e con l’attrice Liliana Castagnola, una femme fatale dalla vita sregolata con cui Totò intreccia una relazione carica di rancori e gelosie che si conclude in tragedia. In tutti i casi, benché ai giornalisti dica il contrario, Totò è gelosissimo, di una gelosia morbosa che nonostante i suoi tentativi di nasconderla diventa leggendaria. Basti pensare che, per assicurarsi che nessuno entrasse in casa alla sua insaputa quando lasciava Diana sola, era solito cospargere l’uscio di casa con il borotalco. Una soluzione a prova di impronta.

Sia chiaro però, Totò. Vita, opere e miracoli non è solo un’indagine dell’individuo dietro la maschera (per quanto sia indubbiamente interessante l’aspetto umano che ciascun artista cela dietro la sua opera). Nelle sue pagine vengono passate in rassegna e analizzate tutte le fasi della carriera di Totò, dai primi ingaggi con le esibizioni su modello di Gustavo de Marco, alle riviste satiriche degli anni ’40, ai novantatré capolavori cinematografici che possiamo ancora gustarci con soddisfazione.
Quella di Governi è una biografia di Totò esaustiva, una rarità (strano a dirsi vista la celebrità del soggetto) sicuramente importante per chi si occupa di cinema, ma le sue pagine scorrevoli possono essere lette con piacere davvero da chiunque.

Giancarlo Governi
Totò. Vita, opere e miracoli
Fazi, 2017
284 pp., 15 euro


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