"The story of the Hurricane": a 40 anni dal concerto di Dylan in carcere

Olycom
Bob Dylan nel 1975
Rubin "Hurricane" carter campione dei pesi medi prima dell'accusa di omicidio
Con Allen Ginsberg, presente al concerto per Hurricane.
Ritaglio dalla stampa americana con il ritratto di Dylan e la maglietta pro-Hurricane
Biglietto per un concerto di Dylan e la Rolling Thunder Revue. Durante il tour 75-76 Dylan promosse l'innocenza di Hurricane Carter.
Il capo della polizia di Patterson Vince de Simone con lo schedario dedicato al caso Hurricane Carter.
A sinistra il Procuratore distrettuale Humphreys assieme al capo della polizia di Patterson Vince De Simone
Il muro della Clinton Correctional Facility dove Carter scontava la pena ingiustamente inflittagli dagli inquirenti
Getty Images
Carter mostra i suoi trofei a una conferenza nel 2003.
Columbia Records
La copertina dell'album live della tournée del 1975, che include Hurricane
Articolo su un quotidiano di Patterson dedicato ai funerali di una delle vittime della sparatoria del 17 giugno 1966.

How can the life of such a man

Be in the palm of some fool’s hand?

To see him obviously framed

Couldn’t help but make me feel ashamed to live in a land

Where justice is a game


Come può la vita di un tale uomo

essere nelle mani di certi folli

Nel vederlo rinchiuso,così, in modo scontato 

non posso farci nulla, ma provo vergogna a vivere in un Paese

dove la giustizia è un gioco.

Bob Dylan "Hurricane",1975.


Clinton State Prison, New Jersey. 5 dicembre 1975


Il campione dei pesi medi afro-americano Rubin "Hurricane" Carter è rinchiuso tra le mura del carcere del New Jersey da quasi un decennio.

E'accusato di omicidio plurimo di primo grado in seguito ad una sparatoria nel Lafayette Bar di Patterson (NJ) avvenuta la notte del 17 giugno 1966

Il caso clamoroso di mala giustizia era montato in quei 9 lunghi anni, quando fu chiaro che l'accusa al pugile aveva una motivazione razziale. Le testimonianze erano state spesso contraddittorie, un testimone ferito gravemente nella sparatoria aveva già scagionato Hurricane la notte stessa. Ma la polizia si incentrò sulle testimonianze di due ladruncoli locali (di cui uno italo americano), Alfred Bello e Arthur Dexter Bradley presenti quella notte. Il processo fu una farsa, pilotato da una giuria di bianchi. Hurricane entra in prigione, l'opinione pubblica è divisa sulle sorti del campione.



Bob Dylan è uno dei più convinti innocentisti. Scrive il pezzo "Hurricane" e lo registra per la prima volta nel luglio 1975, mentre è in tour con la "Rolling Thunder Review" attraverso tappe di provincia e piccoli teatri negli Stati Uniti. Al Madison Square Garden tenne una data di beneficenza a favore di Carter prima dell'incontro in carcere del 5 dicembre. Rubin può assistere al concerto, tiene una conferenza stampa dove attraverso le parole della canzone di Dylan invoca l'evidenza della sua innocenza. Con Dylan salgono sul palco Joan Baez, Rob Stoner al basso, la violinista Scarlet Rivera, il chitarrista T-Bone Burnett. Con loro ci sono anche Roger McGuinn dei Byrds e il padre della beat generation Allen Ginsberg. Dylan canta i grandi successi da Blowing in The Wind a Knockin'On Heaven's Door e quindi il suo pezzo dedicato ad Hurricane, che in circa 8 minuti ripercorre la storia della tortura di un campione condannato da una società razzista. 

Carter sarà scagionato in seguito alla revisione del processo nel 1988. Dopo la scarcerazione si trasferirà a Toronto dove si occuperà di casi simili al suo. Si spegne nel 2014 a 76 anni, di cui oltre 20 passati ingiustamente in carcere.


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