Soldi alle start-up, ecco le regole della Consob

L’Italia non è certo il primo paese al mondo per la creazione di start-up, ma prova a migliorare la situazione dotandosi (e in questo sarà davvero prima) di regole codificate per il «crowdfunding», ovvero la raccolta di capitali per finanziare le nuove società innovative tramite portali online. In Europa le esperienze più significative si contano in cinque paesi, Gran Bretagna (44 piattaforme), Paesi Bassi (29), Francia (28), Germania (20), e Spagna (18), ma il fenomeno è rappresentato in ciascun paese da almeno una piattaforma. Nel 2011 le 191 piattaforme  negli Stati Uniti hanno totalizzato 857 milioni di dollari, mentre le 181 europee hanno raccolto 458 milioni di euro (584 milioni di dollari).

La fase di audizione da parte della Consob di opinioni e pareri degli addetti ai lavori si è chiusa l’8 febbraio e adesso l’organismo di vigilanza prepara la bozza di regolamento, prevista per fine mese. Entro marzo (formalmente il termine è il 19, ma potrebbe anche slittare di qualche settimana) si arriverà a un testo definitivo. Primo punto fermo è che non ci sarà bisogno di un prospetto informativo per la raccolta fino a 5 milioni di euro. Il varo di una regolamentazione specifica è stato fortemente voluto dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, che con il decreto crescita ha cercato di agevolare l’investimento nelle start-up innovative anche da parte di investitori non professionali, ai quali ora la Consob deve assicurare una tutela. Un compito non facile, tanto che negli Stati Uniti l’iniziativa analoga sponsorizzata dal presidente Obama si è arenata sul tavolo della Sec, la Consob americana, e da lì non si è più mossa.

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