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Siria: la strage russa nell'ospedale di Idlib

L'aviazione russa avrebbe usato anche le famose bombe a grappolo nei suoi ultimi attacchi a Idlib, roccaforte islamista nel nord della Siria, dove nelle ultime ore sono stati colpiti due ospedali, con un bilancio provvisorio - comunicato dagli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani - di oltre 25 morti e di 200 feriti, per la maggior parte donne e bambini. 

L’aviazione russa, secondo gli attivisti, starebbe bombardando a tappeto nella sua azione a sostegno dell'esercito e delle milizia lealiste rimaste fedeli a Bashar al Assad. Soltanto negli ultimi otto mesi le vittime civili delle operazioni scatenate da Mosca, con il sostegno dei governativi, sarebbero oltre duemila, cinquecento dei quali di minore età.

Il ministero della Difesa russo  smentisce gli attacchi aerei sul nosocomio di Idlib chiedendo alla stampa internazionale di «trattare più criticamente qualsiasi storia terribile», tentando anche di screditare l'Osservatorio siriano per i diritti umaniun organo d’informazione fondato nel 2006 che fa capo a Rami Abdel Rahman, un discusso imoprenditore siriano che vive a Coventry, in Inghilterra, perciò considerato dai russi vicino al ministero degli Affari Esteri inglese.

La guerra è anche e soprattutto guerra di informazione. Il punto è che, a confermare la notizia del bombardamento dell'ospedale, c'è anche la tv panaraba Al Arabiya oltre a una serie di  giornalisti arabi presenti ad Idlib e considerati credibili.

Step News, un'agenzia di informazione siriana, ha diffuso un video girato in questa città al confine con la Turchia che nel 2009, prima dell'arrivo degli uomini dell'Isis, contava circa 150 mila abitanti, gran parte dei quali fuggiti nei mesi scorsi. Il video mostra i soccorritori in una città distrutta che trovano e liberano un bambino molto piccolo rimasto sotto le macerie dopo il bombardamento.


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