Serie A, fuga dagli stadi: solo il 55% dei posti occupati

Tutti fermi, non si gioca. Anche se potrebbe essere l'occasione giusta per invitare la gente allo stadio e correggere una tendenza che vede la Serie A inchiodata su medie di presenze basse, a livello di secondo mondo calcistico. Le prime 170 partite della stagione non hanno invertito la tendenza: 22.315 biglietti staccati in media ogni gara contro i 22.057 dato finale dell'anno scorso (dati www.stadiopostcards.com).

Pesano le crisi di Milan, Roma e Lazio con contestazioni che stanno svuotando Olimpico e San Siro, cancellando l'effetto benefico per le statistiche del primato dell'Inter, che conduce la classifica anche come presenze allo stadio. Pesa, però, soprattutto la difficoltà ormai strutturale del nostro campionato ad attirare spettatori. Troppa tv, impianti scomodi e malserviti, prezzi dei biglietti spesso non adeguati e uno spettacolo complessivo non all'altezza.

Sarri e Mancini hanno riaperto la discussione - per il momento solo accademica - sull'opportunità di fermarsi per la sosta natalizia quando la gente è a casa e sarebbe più facile coinvolgerla come avviene per tradizione in Premier League. L'opposizione dell'Aic è nota, anche se basterebbe spostare di un paio di settimane le ferie invernali, e non basta l'esempio della Serie B che nelle partite tra Natale e Capodanno (in calendario da qualche stagione) vede crescere il numero di presenze in maniera sensibile.

Un posto su due resta invenduto...

Il dato più sconfortante è quello relativo al load factor, ovvero l'indice di riempimento degli stadi. La media della Serie A è lontanissima da quella degli altri tornei leader in Europa: 55,92% rispetto all'incredibile 97,57% della Bundesliga che rappresenta il record assoluto, mentre gli altri si posizionano dietro ma non così distanti.

In Italia c'è solo la Juventus a livello delle migliori con il suo 90% di indice di riempimento dello Stadium. Si difendono Frosinone, Udinese e Torino che sono sopra il 70%, seppure con impianti più piccoli o sfruttando l'effetto della novità come nel caso della prima storica nella massima divisione per i laziali e il debutto del nuovo stadio in Friuli.

Più della metà dei club, però, resta sotto la soglia del 60% e i casi di Milan (43%) e Lazio (31%) sono da allarme rosso perché rendono impossibile qualsiasi guadagno dal ticketing accettabile per i bilanci delle rispettive società. Colpa dei risultati che non arrivano nel caso del Milan e della contestazione a Lotito per la Lazio: in ogni caso situazioni da risolvere nel breve.

Classifica spettatori: Inter prima

Nella classifica per presenza comanda l'Inter, trascinata dalle vittorie della squadra di Mancini e da una politica abbonamenti aggressiva da parte della società. Non ci sono dati ufficiali sulle tessere, ma l'effetto su San Siro si vede e i numeri complessivi premiano Thohir.

Un anno fa la media era precipitata a poco più di 37mila spettatori per partita, oggi è risalita a 50.557. Il dato è certamente favorito dagli incontri di cartello disputati in casa nel girone d'andata, però se i nerazzurri resteranno in lotta per lo scudetto è prevedibile che la media rimarrà altissima fino a maggio.

Alle spalle dell'Inter ci sono Napoli (39.251), Juventus (37.339), Roma (35.321) e Milan (34.338). Sul fondo Carpi (10.090), Empoli (9.236) e Frosinone (7.399).

La classifica spettatori in serie A dopo la 17° giornata

Squadra

Load factor

Media spettatori a partita

Inter

63%

50.557

Napoli

64%

38.451

Juventus

90%

37.486

Roma

50%

35.191

Milan

43%

34.428

Fiorentina

62%

28.693

Lazio

31%

22.248

Sampdoria

59%

21.517

Genoa

58%

21.243

Torino

70%

19.699

Palermo

51%

18.686

Bologna

51%

18.443

Verona

57%

17.662

Atalanta

62%

15.129

Udinese

74%

14.559

Sassuolo

58%

12.414

Chievo

41%

11.900

Carpi

48%

10.040

Empoli

57%

9.236

Frosinone

77%

7.424

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