Chi è Sergio Mattarella, candidato al Quirinale

Dopo giorni di attesa e di consultazioni, Matteo Renzi ha deciso che il nome del PD a Presidente della Repubblica è Sergio Mattarella. Un nome che non ha ricevuto il benestare di Silvio Berlusconi ma che sembra unire le altre forse politiche. Ma chi è Sergio Mattarella?

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Per farsi un'idea del carattere dell'uomo basta ripescare una citazione di Ciriaco De Mita secondo il quale Sergio Mattarella sarebbe tanto freddo e sobrio che “in confronto a lui, Arnaldo Forlani era un movimentista”. Con le dimissioni di Giorgio Napolitano, la caccia a chi sarà il prossimo inquilino del Colle è entrata nella sua fase più concitata. E mentre nei Palazzi, nelle e tra le segreterie dei partiti, si prendono e disfano accordi, sui giornali fioccano ogni giorno le liste dei papabili. Anche se la rosa reale è probabilmente molto più ristretta di quanto si potrebbe pensare mettendo insieme tutti i nomi che vengono fatti.

Ansa
1999- Papa Giovanni Paolo II, riceve il vicepresidente del Consiglio, Sergio Mattarella in piazza San Pietro, in occasione della giornata dedicata alla scuola cattolica
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Sergio Mattarella con Franco Marini
Ancona, 19 maggio 2000, il ministro della difesa Sergio Mattarella con il collega croato Jozo Rados. ANSA/FARINACCI
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2000: Sergio Mattarella saluta il comandante generale dei carabinieri, Sergio Siracusa, al termine della cerimonia d'apertura dell'anno accademico alla Scuola Ufficiali carabinieri
Sergio Mattarella, membro della Corte Costituzionale e candidato a Presidente della Repubblica
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2000: il ministro della Difesa Sergio Mattarella saluta il comandante del contingente italiano a Timor Est, gen. Giorgio Cornacchione, al suo rientro oggi all'aeroporto di Pisa
Ansa
2001: il ministro della Difesa, Sergio Mattarella con il generale Carlo Gabigiosu, comandante della KFOR, a Pristina in Kosovo
Napoli, 18 novembre 2000 - Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, con a fianco il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Ten. Gen. Francesco Giuseppe Cervoni e il Ministro della Difesa Sergio Mattarella. (Foto di Paolo Giandotti - Ufficio Stampa Presidenza della Repubblica)
EPA/FEHIM DEMIR
2001: Sergio Mattarella ministro della Difesa passa in rassegna le truppe Nato a Sarajevo
Ansa
1997- Il presidente del Consiglio, Massimo D'Alema alla Camera. A sinistra il vicepresidente Sergio Mattarella
1999- Il Presidente del Consiglio Massimo D'Alema con Sergio Mattarella alla Camera durante le dimissioni da deputato italiano del neo Presidente della Commissione Europea, Romano Prodi. M.BRAMBATTI/ANSA
Ansa
Il presidente del Comitato per la legislazione Sergio Mattarella e il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, 2003
2001-Il ministro della Difesa Sergio Mattarella passa in rassegna le prime 276 soldatesse volontarie di truppa della storia italiana durante la cerimonia di giuramento svoltasi oggi a Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno. CRISTIANO CHIODI /ANSA
Mattarella, Martino e Parisi Foto Danilo Schiavella
2000- Sergio MAttarella con i ministri della Difesa inglese (Geoff Hoon) e spagnolo (Trillo-Figuerola Martinez Conde) durante un meeting dei paesi Nato. ANSA
2000- Sergio Mattarella ministro della Difesa ANSA
2000- Il ministro della Difesa Sergio Mattarella durante l' intervento al Senato sulla tenuta delle istituzioni democratiche dopo la vicenda del dossier Pappalardo''. ARCHIVIO ANSA
2000- Pietro Folena dei Ds e il ministro della difesa Sergio Mattarella prima del dibattito all Festa dei Popolari a Roccaraso. FILIPPO MONTEFORTE/ANSA
2000- Il ministro della Difesa Sergio Mattarella fotografato a Palermo accanto al Presidente della Camera Luciano Violante. MIKE PALAZZOTTO/ANSA
Il presidente della Dc Ciriaco De Mita con l'onorevole Sergio Mattarella, durante il Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana a palazzo Sturzo, 3 agosto 1992. ANSA
Sergio Mattarella e Franco Marini nell'aula di Montecitorio alla votazione per l'ampliamento dell'Alleanza Atlantica il 23 giugno 1998. Claudio Onorati/ ANSA
ANSA/MARIO DE RENZIS
2008- Da sinistra: il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta e l'ex ministro Sergio Mattarella mandano un sms di solidariet‡ invitati da Pippo Baudo durante il concerto di Andrea Bocelli promosso dal ministero della Difesa nell'ambito delle celebrazioni delle Forze armate e del 90.mo anniversario della fine della prima Guerra mondiale in piazza del Popolo a Roma.
1998- Sergio Mattarella parla ai giornalisti al termine delle consultazioni della delegazione dell' Ulivo con il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. CLAUDIO ONORATI / ANSA
Sergio Mattarella esce dal palazzo a bordo di una Panda grigia guidata da un'altra persona, dirigendosi verso piazza Venezia a Roma, 31 gennaio 2015. ANSA/PAOLO GARGINI
Sergio Mattarella (primo a destra) con Napolitano in occasione della presentazione del film sul fratello Piersanti, ucciso dalla mafia
2001- Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi accompagnato del ministro della Difesa Sergio Mattarella, dal Capo di Stato Maggiore della Difesa gen. Rolando Mosca Moschini, dal Capo di Stato Maggiore dell' Esercito ten. gen. Francesco Cervoni e dal consigliere militare amm. Sergio Biraghi passa in rassegna un reparto schierato in occasione del 140/o anniversario dell' Esercito. ENRICO OLIVERIO - PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA - POOL / ANSA
2001- Foto di famiglia durante i lavori del vertice italo-francese oggi a Torino al Palazzo Reale: (da sinistra) Pierluigi Bersani, ministro dei Trasporti , Roger-GÈrard Schwarzenberg, ministro della Ricerca, Jean-Claude Gayssot, ministro dei Trasporti, Alain Richard, ministro della Difesa, Hubert Vedrine, ministro degli Esteri, il primo ministro Lionel Jospin, il presidente francese Jacques Chirac, il presidente del Consiglio Giuliano Amato, il ministro degli Esteri Lamberto Dini, Piero Fassino, ministro di Grazia e Giiustizia e Sergio Mattarella, ministro della Difesa. DANIEL DAL ZENNARO-ANSA
1999- Il Presidente del Consiglio Massimo D'Alema con Sergio Mattarella alla Camera durante le dimissioni da deputato italiano del neo Presidente della Commissione Europea, Romano Prodi. M.BRAMBATTI/ANSA
2001- Il ministro della Difesa francese Alain Richard, il suo omologo italiano Sergio Mattarella e il ministro degli esteri francese Hubert Vedrine ammirano il Salone degli Svizzeri durante i lavori del vertice italo-francese a Torino al Palazzo Reale. DANIEL DAL ZENNARO-ANSA
2000- Il ministro della difesa Mattarella durante il dibattito alla Festa dei Popolari a Roccaraso. FILIPPO MONTEFORTE/ANSA

Chi sarà il prossimo presidente della Repubblica?


Il 29 gennaio alle 15 partono le votazioni. Sulla carta qualcuno ha già più chance di altri, ma la sorpresa resta dietro l'angolo. Chi però non può certamente essere considerato tra gli outsider, è proprio il giudice costituzionale autore della famosa legge che rivoluzionò in senso maggioritario il nostro sistema elettorale.

Padre del “Mattarellum”

74 anni, palermitano, ex democristiano, soprattutto negli ultimi anni gli italiani hanno sentito parlare più che di lui, del suo Mattarellum. La legge elettorale che vide la luce dopo il referendum del 1993 e che segnò la svolta in senso maggioritario porta infatti il suo nome. Molto criticata all'epoca, fu poi largamente rimpianta quando al suo posto fu varato il famigerato Porcellum.

Le origini

Figlio di Bernardo, membro della Costituente, più volte ministro e pezzo da novanta della Democrazia cristiana, la carriera politica di Sergio inizia davvero solo con la tragica morte del fratello Piersanti, il presidente della Regione Sicilia assassinato dalla mafia il 6 gennaio del 1980 per aver avviato un rinnovamento delle istituzioni locali per niente gradito ai boss. Cresciuto nella corrente Dc che faceva riferimento ad Aldo Moro, entra infatti in Parlamento nel 1983, in “quota” Zaccagnini.

La carriera politica

Nel 1987 diventa ministro dei rapporti con il Parlamento nei governi De Mita e Goria. Poi ministro dell'Istruzione con Giulio Andreotti, carica dalla quale si dimette nel 1990 in segno di protesta contro l'approvazione della legge Mammì compiendo così il primo atto pubblico di ostilità verso Silvio Berlusconi essendo Fininvest tra i principali beneficiari di quella legge che normava il mercato radiotelevisivo in sostanza legittimando la situazione esistente in quel momento. Sopravvissuto alla fine della prima Repubblica, nella seconda riceve da Massimo D'Alema gli incarichi prima di vicepresidente del consiglio poi di titolare della Difesa e sarà ministro anche del governo Amato. Nel 2001 viene rieletto alla Camera con la Margherita. Riconfermato nel 2006 per la lista dell'Ulivo. Nel 2008, alla caduta del governo Prodi, cessa il suo mandato in Parlamento e dal 2011 è giudice della Corte costituzionale.

L'opposizione a Silvio Berlusconi

Ex esponente della sinistra democristiana, Mattarella è sempre stato un moderato di centrosinistra e un pioniere di quello che divenne l'Ulivo di Romano Prodi. Fondatore con altri del Partito Popolare, quando Rocco Buttiglione si allea con il leader di Forza Italia in vista delle elezioni del '96, lui si getta nelle braccia di Romano Prodi con cui darà vita all'Ulivo. Oltre che nella vicenda della legge Mammì e che nella scelta di Prodi, l'antipatia di Mattarella per Berlusconi si manifestò anche quando Forza Italia venne ammessa nel Partito Popolare Europeo, per lui la realizzazione di "un incubo irrazionale”.

Punti di forza e di debolezza

A suo favore ci sono sicuramente almeno tre fattori: primo, è un cattolico e dagli ambienti moderati è arrivata questa richiesta esplicita; secondo, è stato un ex ministro nei governi D'Alema ma ha anche fondato l'Ulivo con Prodi e questo potrebbe mettere d’accordo quasi tutto il Pd; terzo, ha un curriculum di tutto rispetto, grande esperienza politica ed è un giudice costituzionale. A frenare la sua corsa restano invece i cattivi rapporti con Berlusconi che anche nei giorni scorsi ha ribadito la necessità di un nome largamente condiviso e che sia garante di tutte le forze politiche. C'è poi anche il fatto di avere un profilo sicuramente molto lontano dall'idea renziana di “rinnovamento”. Senza sottovalutare la statistica che non gioca proprio a suo favore. Su 12 elezioni svoltesi dall'inizio dell'era repubblicana, in 9 casi la vittoria è stata appannaggio di un ex presidente della Camera (8 volte) o del Senato (in un solo caso). Mattarella non ha mai ricoperto nessuna delle due cariche. E tra quelli che, pur essendo giunti ai vertici delle istituzioni non hanno guidato né l'uno né l'altro ramo del Parlamento, potrebbe esserci già qualcuno con più chance di lui.

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