Lukasz Pawel Herba
ANSA/UFFICIO STAMPA POLIZIA DI STATO
News

Tutti i misteri del polacco che ha tenuto prigioniera la modella inglese

Mitomane o "membro di livello 12" - ovvero mero esecutore - della "Black Death", la Morte nera, una rete per il rapimento e il traffico di esseri umani on line? Ci sono ancora molti misteri da chiarire attorno al rapimento a Milano della modella inglese Chloe Ayling e al ruolo di Lukasz Pawel Herba, il polacco trentenne che la giovane chiama "MD".

Aguzzino, ma anche cuore gentile che non ha mai molestato la ragazza e l'ha addirittura accompagnata a comprare delle scarpe. Dall'11 al 17 luglio ha drogato e rapito la ventenne, attratta a Milano con l'offerta di un servizio fotografico. Ha preteso un riscatto, con la minaccia di venderla nel deep web, il web sommerso non raggiungibile da una semplice ricerca su Google. Per poi riconsegnarla maldestramente al consolato inglese, dove la polizia lo attendeva e lo ha arrestato. 

La squadra mobile di Milano inquadra Herba come una persona "pericolosa con tracce di mitomania".

Ricostruiamo la vicenda e i punti che non tornano. 

ANSA/ TV FRAME DA TG1 RAI
Chloe Ayling, la modella inglese di 20 anni attratta con un'offerta di un servizio fotografico a Milano e poi sequestrata, in un fermo immagine dell'intervista trasmessa dsl Tg1 Rai. Roma, 6 agosto 2017
ANSA/UFFICIO STAMPA POLIZIA DI STATO
La simulazione di come la modella è stata richiusa nel borsone.
ANSA/UFFICIO STAMPA POLIZIA DI STATO
Un'immagine contenuta nel materiale rilasciato dalla polizia di stato durante una conferenza stampa a Milano sulla vicenda della 20enne modella britannica drogata e sequestrata a Milano, 5 agosto 2017.
ANSA/UFFICIO STAMPA POLIZIA DI STATO
Le manette utilizzate nel rapimento
ANSA/UFFICIO STAMPA POLIZIA DI STATO
Un'immagine contenuta nel materiale rilasciato dalla polizia di stato durante una conferenza stampa a Milano sulla vicenda della 20enne modella britannica drogata e sequestrata a Milano, 5 agosto 2017.
Ansa/ EPA/ITALIAN POLICE PRESS OFFICE
Lukasz Pawel Herba
Ansa/ EPA/ITALIAN POLICE PRESS OFFICE
L'appartamento della prigionia
Ansa/ EPA/ITALIAN POLICE PRESS OFFICE
L'appartamento della prigionia
ANSA/UFFICIO STAMPA POLIZIA DI STATO
Il volantino di rivendicazione ritrovato nel finto studio fotografico.
ANSA/UFFICIO STAMPA POLIZIA DI STATO
Il falso documento d'identità di Lukasz Pawel Herba
Ansa/ EPA/ITALIAN POLICE PRESS OFFICE
L'appartamento della prigionia
ANSA/UFFICIO STAMPA POLIZIA DI STATO
L'auto usata per il rapimento

Com'è avvenuto il rapimento 

Lukasz Pawel Herba, nato a Stettino (Szczecin), residente in Gran Bretagna, 30 anni, incensurato, aveva programmato tutto da mesi. Aveva già provato a mettere a segno il crimine nell'aprile scorso a Parigi, ma qualcosa era andato storto e aveva rimandato, con la scusa dell'apparecchiatura rotta.
Per il rapimento milanese ha contattato e pagato l'agenzia della modella, dietro la falsa motivazione di un servizio fotografico. 
Partito da Birmingham è andato in Polonia dove ha acquistato, in contanti, l'auto con la quale è arrivato a Milano, dove ha preso in affitto un appartamento e il negozio in disuso spacciato per studio fotografico.

La sua vittima è giunta in un albergo del capoluogo lombardo il 10 luglio. La mattina dopo è andata nel presunto studio fotografico in via Carlo Bianconi 7, in una zona periferica a sud della città. È stata subito narcotizzata, da almeno due persone secondo il racconto di lei, con della ketamina (come è risultato dalle analisi), potente stupefacente usato per i cavalli.
 "Una persona da dietro mi ha messo una mano sul collo e una sulla bocca, su entrambe le mani indossava guanti neri", ha raccontato la ragazza agli inquirenti. "Una seconda persona si è posta di fronte, indossava un passamontagna nero". 

Sdraiata a terra è stata fotografata. Poi è stata ammanettata anche ai piedi e trasportata, chiusa in un grosso borsone, dentro il bagagliaio dell'auto in una baita in montagna a Borgial in una frazione di Lemie, nel torinese.

La prigionia della modella

Herba avrebbe gestito da solo il periodo di prigionia. La ragazza, che non ha subito violenze sessuali e non è stata malmenata, sarebbe stata messa all'asta su internet per 300 mila dollari ma quando nessuno ha risposto all'offerta, Herba si è rivolto per il riscatto all'agente di Chloe, che ha avvertito la polizia inglese.

Durante il sequestro Herba le ha anche confessato che ci sarebbe stato un errore di persona, le ha tolto le manette e l'ha fatto dormire nel letto matrimoniale senza toccarla mai. La modella avrebbe raccontato: "Io non dovevo esser presa perché il capo aveva visto sul mio profilo Istagram alcune foto da cui era evidente che sono una mamma con un bambino piccolo e questo era contro le regole ".

Visto che famigliari e manager non erano in grado di soddisfare la richiesta di denaro, Herba ha spinto la ragazza a fare il nome di tre persone con una teorica disponibilità economica che avrebbero potuto pagare il riscatto. 
Dopo averle chiesto comunque di procurargli almeno 50 mila dollari (agli altri 250 mila avrebbe provveduto lui!), l'ha lasciata al Consolato britannico a Milano. 

Le dichiarazioni della modella

In un'intervista rilasciata il 6 agosto al Tg1, Chloe Ayling ha ringraziato la polizia italiana e quella inglese: "Ho subito un'esperienza terribile. Ho temuto per la mia vita minuto per minuto. Sono infinitamente grata alla polizia italiana e a quella britannica per avermi salvato. Hanno lavorato giorno e notte per trovarmi".

Chloe Ayling, la modella rapita per essere venduta

Durante la prigionia, Herba gli avrebbe parlato dalla "Morte nera", tramite la quale negli ultimi cinque anni avrebbe guadagnato oltre 15 milioni di dollari. Le ragazze rapite sarebbero destinate ai Paesi Arabi. Almeno tre alla settimana sono vendute e, quando l'acquirente si è stancato della ragazza, la cede ad altre persone. E quando non è più d'interesse viene data in pasto alle tigri.

Cosa dice Herba

Herba si è giustificato con la polizia dicendo che, malato di leucemia e alla ricerca disperata di denaro, sarebbe entrato in contatto con "dei rumeni di Birmingham" che sarebbero i capi. Lui sarebbe semplicemente un esecutore.

I dubbi da risolvere

Ci sono diversi punti che non tornano in questa brutta vicenda. 

Negli interrogatori la modella ha sostenuto di aver visto in azione cinque persone, anche se finora oltre a Herba c'è implicato solo il fratello maggiore.

Herba, inoltre, avrebbe avuto dei comportamenti davvero strani per un criminale, primo fra tutti quello di accompagnare la modella a comprare delle scarpe. Prima di rilasciare la ragazza, le avrebbe dato un biglietto da visita per fare pubblicità alla Morte nera. Un biglietto da visita, come ha spiegato Chloe, "dov'è indicato un indirizzo email che avrei dovuto contattare per avere informazioni, che io stessa personalmente avrei dovuto veicolare ai mass media per fare pubblicità ai Black death, ovvero che per le ragazze rapite la cifra d'asta per la vendita partirebbe da 300mila dollari, ma per invogliare al pagamento si richiede anche una cifra pari a 75mila".

Anche nel finto studio fotografico, insieme agli indumenti della giovane, era stato lasciato un volantino di rivendicazione con i riferimenti del "Black death group", che commercia online vendendo crimini quali l'omicidio, il traffico di droga e armi, e anche le ragazze messe all'asta.

Che la foto della ragazza, stesa sul pavimento dopo essere stata drogata, sia stata pubblicata su un sito nascosto nel deep web, annunciando che la giovane sarebbe stata venduta all'asta, è vero. Ma non è detto che il sito faccia davvero riferimento a un'organizzazione criminale. 

Anche la mitomania può essere pericolosa. 

YOU MAY ALSO LIKE