Renzi primarie pd
ANSA/GIUSEPPE LAMI
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Primarie Pd 2017: stravince Renzi con il 72%

30 aprile - Ore 22:45 - Stravince Renzi le primarie del Pd 2017 per l'elezione del nuovo segretario.

Matteo Renzi ha ottenuto il 72% dei voti.

Orlando ha raccolto il 18,8%.

Emiliano il 7,8%.

Hanno votato quasi due milioni di persone.

A caldo, Renzi nel discorso della vittoria si mostra "genersoso" nei confronti delgli avversari, che invita a lavorare con la maggioranza del partito. Allude alla differenza fra il voto delle persone e il "voto con gli algoritmi" che piace a Grillo. Indica poi la strada per battere il populismo: "l'alternativa al populismo è il popolo". Serve un'Europa diversa, che rilanci l'economia.
Ha vinto il Pd, ha detto Renzi, rivendicando poi i risultati riformatori del suo governo e di quello di Gentiloni.

Ore 21 - Alle 21, a un'ora dalla chiusura dei seggi ai gazebo per le primarie per scegliere il nuovo segretario del Pd, avrebbero votato, secondo le stime, fra 1,5 e i 2 milioni di persone.

Secondo gli uomini di Renzi, il segretario uscente avrebbe ottenuto fra il 65 e il 70% dei consensi.

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29 aprile - Le primarie Pd del 2017 si svolgono domenica 30 aprile. Bar, pizzerie, circoli della caccia e degli scacchi, bocciofile: si allestiscono seggi ovunque e non solo nei 10 mila gazebo dem. E se Matteo Renzi assicura che sarebbe un successo toccare la cifra di un milione di votanti, i riflettori restano accesi sul possibile flop e sulla concreta possibilità che si vada lontanissimo dal tetto dei quasi 3 milioni di partecipanti dell'ultima tornata, nel 2013.

Qui abbiamo seguito giorno per giorno, l'ultima settimana di campagna elettorale fino ai risultati del voto finale di domenica 30 aprile. (in aggiornamento)


Sabato 29 aprile
Matteo Renzi
- Continua a rivendicare orgoglioso la capacità del Pd di "discutere, partecipare, votare". E con un video in diretta su Facebook sprona gli elettori dem a non farsi scippare le primarie e a non credere a chi ne afferma l'inutilità, con un indiretta accusa agli sfidanti Orlando ed Emiliano che lo accusano di aver dato poca pubblicità all'evento proprio per vincere più facilmente.

Andrea Orlando - Sceglie la comunità di Sant'Egidio per la sua chiusura, con un forte appello al voto. Ma sottolinea caustico che "domani non si decide solo quale candidato guiderà il Pd, si decide anche se si ricostruisce il Centrosinistra oppure si decide di fare un'alleanza con Berlusconi". Il Guardasigilli si augura una grande affluenza, "nonostante la campagna clandestina" e spera che "gli elettori del Pd siano a tal punto perspicaci da riuscire persino a trovare i seggi".

Michele Emiliano - Fa un pronostico controcorrente. "Non è detto che Renzi vinca, perchè se qualche centinaia di migliaia di persone in più del previsto vanno a votare, i sondaggi sono carta straccia", dice chiudendo a Polignano a Mare la sua campagna elettorale il Governatore della Puglia. E promette che, se anche l'ex premier dovesse vincere, gli renderà dura la strada e gli "impedirà di votare il prima possibile con questa legge che rende ingovernabile il Paese".

Mercoledì 26 aprile
Primo e unico scontro tv per i tre candidati su Sky. Un confronto composto che ha visto Renzi, Orlando e Emiliano affrontare tutti i temi di una vera e propria campagna elettorale. Dalle tasse al bonus sugli 80 euro, dall'Europa al biotestamento. Evidente la posizione di forza di Matteo Renzi, dato per favorito tra i tre.

- LA CRONACA DEL CONFRONTO SU SKY

Martedi 25 aprile
Matteo Renzi - L'ex premier, in un'iniziativa a Cavriglia per il 25 aprile, rilancia la sua proposta di bloccare i fondi nel bilancio Ue ai Paesi che non accolgono i migranti e, quanto all'Italia, denuncia che si è piombati nella "palude" istituzionale ed è "tutto fermo". Dopo la probabile conferma alla segreteria, anticipano i suoi, darà una spinta sui alcuni temi, a partire dall'Ue e la legge elettorale, persuaso che il Pd non possa restare a galleggiare fino alle prossime elezioni. Prima, però, punta a una vittoria piena sui suoi avversari (gli ultimi sondaggi Dem lo darebbero ben oltre il 60%).

E respinge fin d'ora le polemiche sull'affluenza: "Che votino centomila persona o un milione sono più di quante decidono sul blog di Grillo o nella villa di Arcore. Si è scelto di fare il congresso nel giorno peggiore possibile, tra i ponti del 25 aprile e del primo maggio, e poi fanno polemica sull'affluenza...", punzecchia. Gli sfidanti replicano che la data è stata scelta da Renzi, loro avrebbero rinviato

Michele Emiliano - Emiliano critica le regole del confronto tv che mercoledì 26 aprile andrà in onda su Sky. "I renziani non vogliono il televoto perchè si vedrebbe che Renzi ha contro l'intero popolo italiano tranne una piccola parte di democratici che lo sostiene. E poi non vogliono che io sia sulla sedia a rotelle perchè impietosirei l'elettorato", afferma il governatore, che rilancia un'alleanza di governo con i Cinque stelle e sottolinea tra i due avversari Dem di preferire Orlando.

Lunedì 24 aprile
Andrea Orlando - Servono due milioni di votanti alle primarie. Andrea Orlando, a sei giorni dalle primarie per eleggere il segretario del Pd, porta il campo di battaglia sull'affluenza, il dato più incerto rispetto ai sondaggi che danno Matteo Renzi stabilmente in testa. Il rischio, osservano i renziani, è che già da lunedì 1 maggio gli sfidanti Orlando e Michele Emiliano mettano in discussione la forza del mandato al segretario proprio sulla base del numero dei votanti.

Matteo Renzi - Non ci sta: "Vince chi ha un voto in più. Non posso accettare che si metta in discussione il risultato". Nel 2013 furono circa 2,8 milioni i votanti alle primarie Dem che portarono Renzi alla guida del Nazareno. Oggi l'asticella viene posta più in basso. L'ex premier non si sbilancia e si augura che siano "più" di un milione, ma aggiunge che definire un "flop" un eventuale risultato inferiore sarebbe niente altro che un "giudizio politico": "Se votasse una sola persona, sarebbero comunque 999.999 in più a decidere rispetto a quelle che decidono ad Arcore o nel blog di Grillo".

Michele Emiliano - Con Orlando da battaglia sul tema futuro delle alleanze e invita al voto nei gazebo tutti coloro che non vogliono un partito "renziano". "Io chiedo a tutti quelli che non sono d'accordo con lui di andare alle urne domenica", afferma Emiliano. "Se dovessi vincere non ci sarà una rottamazione nè asfaltature", dichiara Orlando.

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Domenica 23 aprile
Andrea Orlando - da Matera, il Ministro ribadisce che senza un'afflusso massiccio alle primarie "perde tutto il partito, al di là di chi sarà il vincitore". Quindi apertamente si scaglia contro l'idea che queste primarie siano già "chiuse", dall'esito scontato che lo vedrebbero sconfitto in partenza. "Chi dice queste cose ha sbagliato i calcoli, le storie già scritte non parlano al futuro. Inducono alla rassegnazione. Spingono - osserva Orlando - tanti uomini e donne a stare chiusi in casa ad attendere da spettatori la storia. Invece il 30 aprile andiamo a votare - assicura - per fare la storia".

Ma più tardi, intervistato a "Che tempo che fa", cambia i toni sottolineando la sua delusione per il basso profilo scelto da Matteo Renzi. "Temo che non saranno in molti andare a votare, purtroppo non è stata fatta una gran campagna di queste primarie. E questo è stato un errore, speriamo di rimediare".

Matteo Renzi- sul fronte opposto, l'ex premier e segretario uscente, nel corso di una diretta su Fb di oltre due ore, parla di tutto, dalle Ong ai vaccini, dalla scuola alla legge elettorale, dal 25 aprile. Ma, in effetti, dedica al dibattito interno al partito appena poche battute. "Rinnovo l'invito alla partecipazione, noi siamo perchè partecipino il più possibile bla-bla". Quindi, sempre con un tono ironico, aggiunge: "Andate a votare, mi raccomando, noi siamo per la partecipazione, guai a chi dice che siamo contro".

Il suo obiettivo però è stringere i tempi. E annuncia già che la sua prima iniziativa da segretario sarà sui temi della scuola.

Michele Emiliano - Si scaglia sia contro Orlando sia contro Renzi traendo spunto dalla loro comune appartenenza all'esecutivo. L'agenzia di rating Fitch ha abbassato il rating dell'Italia "a causa della difficoltà del far quadrare i conti del bilancio per l'enorme debito pubblico che non è stato ridotto negli ultimi tre anni di governo" dice Emiliano (in realtà l'abbassamento del rating è dovuto principalmente all'instabilità politica, minaccia seria per una costante instabilità economica, ndr) "e sembra che sia Orlando che Renzi quasi non se ne siano accorti pur avendo fatto parte dello stesso governo e avendo la responsabilità di quanto accaduto".

Emiliano propone quindi di "reintrodurre la web tax, cioè far pagare le tasse anche ai giganti dell'e-commerce in modo tale che con questo danaro sia piu' facile il pareggio di bilancio e soprattutto sia consentita anche la decontribuzione sui salari minimi in modo da far salire la busta paga e diminuire il costo del lavoro. Cose semplici - conclude - che si fanno quando si e' liberi dalla pressione delle grandi multinazionali

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